Iniziamo

Arrivo tardi come al solito nel mondo informatico e mi cimento
cosi' per la prima volta con un Blog ....
Ma come dice il famoso detto popolare "Meglio tardi che mai".
Il seguente Blog tratta pertanto svariati argomenti: si va dalla vita personale a Fotografie, dalla Letteratura all'Arte in generale (Musica, Teatro, Cinema), dalla Storia alle Biografie di personaggi famosi, Viaggi, Ricette di Cucina, Eventi e notizie in generale.
Percio' Benvenuto a chiunque voglia seguire queste pagine.

giovedì 9 febbraio 2012

Erich Maria Remarque e Niente di nuovo sul fronte occidentale

Il libro di cui tratto oggi è un classico conosciuto nel mondo della letteratura.
Vorrei parlare infatti di un testo, non facile da recensire perche' scritto da quello che ritengo un mostro sacro come scrittore: Erich Maria Remarque e il suo capolavoro letterario Niente di nuovo sul fronte occidentale.



BREVE BIOGRAFIA:

Erich Maria Remarque, nome vero all'anagrafe di Erich Paul Remark, nasce a Osnabruck (Sassonia Inferiore) il 22 giugno del 1898.
Dopo aver frequentato la scuola dell'obbligo, non essendo la sua famiglia molto agiata e fortemente credente, si iscrive, nel 1915, al seminario cattolico della città natia, dove si permetteva agli studenti meritevoli di continuare a studiare gratuitamente.
L'anno seguente pero' (quasi diciottenne) a causa dello scoppio della Prima guerra Mondiale, viene costretto ad arruolarsi come volontario.
Venne inviato sul fronte della Francia nordoccidentale, presso Verdun, teatro della "Battaglia delle Fiandre" e viene ferito piu' volte durante i combattimenti.
Dopo la guerra ritorna a casa, segnato e provato fisicamente ma sopratutto nell'anima.
Riprende e termina gli studi che aveva abbandonato prima della guerra consapevole che non sarà mai piu' l'uomo che era prima.
Cambia molti lavori, nel 1919 diventa insegnante ma abbandona presto la professione per diventare poi: rappresentante di tessuti, commerciante, bibliotecaio, giornalista, critico teatrale, critico sportivo.
Remarque soffre in sostanza e vive come tutti gli uomini della sua generazione che hanno combattuto in prima linea: vive come un reduce alla continua ricerca di un senso di vita e di se' stesso.
La carriera di giornalista sarà per lui lo spunto per la sua scrittura letteraria, caratterizzata da uno stile scarno ed essenziale.
Nel 1925 sposa a Berlino l'attrice Jutta Ilse Zambona, dalla quale si separerà pero' poco tempo dopo, nel 1930.
Berlino offre a Remarque l'ispirazione, nel 1927, per il suo capolavoro letterario, il romanzo-diario "Niente di nuovo sul fronte occidentale", ultimato in tempo record (solo sei settimane) ma che dovrà attendere due anni per fare la sua comparsa a puntate su un quotidiano tedesco.
Sono anni pero' molto particolari e il clima che gira non è favorevole allo scrittore che viene accusato di antimilitarismo e antipatriottismo dalla classe politica e dai nazionalsocialisti.
Questi ultimi perseguiteranno Remarque con accuse false (lo dichiarano ebreo e dicono che non ha mai combattuto al fronte) e censurandolo in ogni maniera.
Nel 1933 arrivano persino a bruciare pubblicamente le sue opere e quelle di altri autori anch'essi mal visti.
Nel 1938, gli viene tolta la cittadinanza tedesca e allo scrittore non resta altro che scappare in Svizzera, a Porto Ronco, prima che Hitler prenda il potere in Germania.
Nel 1939, si sposta in America (prima a New York e poi a Los Angeles) dove vi resta per circa 10 anni (tanto che nel 1947 ottiene la cittadinanza americana).
Negli Stati Uniti entra in contatto con altri personaggi famosi in esilio come lui, tra questi: lo scrittore Lion Feuchtwanger, l'attrice Marlene Dietrich, Ernst Lubitsch.
Inizia persino delle collaborazioni come autore per il cinema e nel 1958, su un set di lavorazione, incontra la donna che nel 1958 diverrà la sua seconda moglie: Paulette Goddard.
Alla fine degli anni '60, Remarque ritorna in Svizzera dove riprende a scrivere romanzi.
Remarque muore in una clinica di Locarno nel settembre 1970.
Tra le sue opere le piu' famose restano: Niente di nuovo sul fronte occidentale (Im Westen nichts Neues); Arco di Trionfo (scritto durante il suo soggiorno a Parigi); Tre Camerati; Tempo di vivere, tempo di morire; La notte di Lisbona; La via del ritorno; Ama il prossimo tuo; Il Cielo non ha preferenze; Il nemico.


NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE:

Veniamo ora alla visione generale del libro: Niente di nuovo sul fronte occidentale.
Scritto nel 1929, il titolo originale è Im Westen Nichts Neues, è un romanzo-diario autobiografico in cui viene descritta la crudeltà della guerra attraverso l'esperienza e la visione di un giovanissimo ragazzo di diciannove anni.
L'introduzione al libro permette di comprenderne meglio il contenuto, scrive infatti Remarque:

Questo libro non vuol essere né un atto d'accusa né una confessione.
Esso non è che il tentativo di raffigurare una generazione la quale - anche se sfuggì alle granate venne distrutta dalla guerra.

Protagonisti del libro sono dei giovanissimi soldati che improvvisamente sono costretti a crescere, a diventare uomini, ad abbandonare la loro vita quotidiana e i loro affetti piu' cari perchè chiamati a difendere la propria nazione in guerra.
Paul Baumer, protagonista principale, si ritrova con i suoi giovani amici arruolato nell'esercito tedesco per combattere la "Grande Guerra". Paul è uno scrittore dilettante che descrive nel suo diario tutto quello che vede, che sente, che vive in questa terribile e amara esperienza.
Al suo fianco ci sono gli amici: Albert Kropp (compagno di scuola di Paul), Haje Westhus, Muller, Stanislao Katzins.
Albert verrà ferito alla fine del romanzo, durante una azione di sgombero di un paesino francese, ricoverato d'urgenza gli amputeranno una gamba. Disperato il giovane tenta il suicidio, ma grazie all'aiuto dei compagni viene fermato in tempo e ci ripensa.
Haje è il piu' forte di tutti. Alto con una corporatura rude che lo fa sembrare piu' vecchio dei suoi compagni e con un senso dell'umorismo straordinario. Haje viene ucciso in combattimento ferito alla schiena in grave modo.
La stessa brutta sorte, quella di morire, toccherà anche all'altro compagno di scuola di Paul, Muller che farà la sua fine in maniera atroce.
L'unico personaggio del gruppo piu' anziano è Stanislao KatzinsKat,  quaranta anni, che da civile esercitava la professione di calzolaio e che era sposato con una ragazza da cui aveva avuto un figlio maschio.
Kat è l'unico che esercita su Paul e sugli altri ragazzi una influenza positiva, ponendosi some figura autoritaria di leader ma in maniera del tutto buona.
Lui è infatti quello che si prende cura in qualche maniera dei giovani e che li aiuta nel procurarsi beni di necessità e cosa piu' importante il cibo.
Kat rappresenta già l'essere adulto, sposato con figli e una professione , mentre gli altri sono ancora cosi' giovani che un futuro devono ancora cercarselo e crearselo e che dopo questa esperienza non sono piu' certi di nulla, neanche della vita in sè.
Alla fine anche Kat muore durante un bombardamento e per Paul sarà come perdere una figura paterna oltre che un grande eroe.
L'unico personaggio che sopravviverà alla guerra sarà Tjaden, amico e compagno di scuola di Paul, che diventerà maestro di scuola alla fine del grande conflitto, quando l'ordine tornerà tra i civili, e la cui storia verrà raccontata in "La via del ritorno", altro romanzo di Remarque.

Da questo toccante romanzo (che riporta non solo la tematica della guerra come qualcosa di indimenticabile, ma riporta anche quella che è stata in prima persona una esperienza fatta dallo stesso autore) è stato tratto anche un film alla fine degli anni '70.
E' un romanzo struggente da leggere assolutamente per comprendere come per chi ha affrontato la morte quotidiana sia difficile se non improbabile il ritorno alla quotidianità.

mercoledì 8 febbraio 2012

Tornano le Arance della Salute dell'AIRC in piazza dall'11 febbraio.




Anche quest'anno torna nelle piazze italiane l'iniziativa dell'AIRC dal titolo "Arance della Salute".
A causa del maltempo di questo mese, in regioni italiane come Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, l'iniziativa è stata spostata a questo sabato 11 febbraio.
Come ogni anno, nelle maggiori piazze d'Italia potrete trovare in vendita 3 kg di arance rosse provenienti dalla Sicilia (arance contrassegnate dal marchio AIRC) dove il ricavato dell'iniziativa sarà interamente devoluto alla promozione e al sostegno per la Ricerca contro il cancro.
L'AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), fondata nel 1965 dai ricercatori dell'Istituto dei Tumori di Milano, Professore Umberto Veronesi in testa, si impegna puntualmente di anno in anno a pruomovere questa iniziativa a favore della ricerca oncologica affichè si possano compiere studi e si possano trovare possibili cure a questa terribile malattia quale è il cancro.
Che aspettare allora ?
Comprate un sacchetto di arance e contribuirete non solo a qualcosa di utile per la società ma anche alla propria persona in quanto, come è ormai noto, le arance sono una buona abitudine di una alimentazione sana e sono proprio antitumorali.


Sito di riferimento:

http://www.airc.it/eventi-manifestazioni/arance-evento-nelle-piazze.asp

martedì 7 febbraio 2012

Buon Compleanno Vasco Rossi. I 60 anni del Mito del Rock Italiano

Oggi facciamo gli Auguri di Buon Compleanno ad un personaggio che in Italia, nel bene o nel male, ha sempre fatto parlare di sè e che entra di diritto tra i grandi "Miti" della Musica Rock: Vasco Rossi.
Compie infatti 60 anni il grande Blasco (appellativo che gli è stato attribuito giocando con il suo nome), il cantautore ironico e provocatorio che in trenta anni di carriera non ha mai sbagliato un colpo e ha venduto milioni e milioni di dischi e ha riempito con il "tutto esaurito" ogni concerto live che ha fatto.
Il cantante (nato a Zocca, provincia di Modena, il 7 febbraio 1952) riceve oggi gli auguri da parte di tutti i quotidiani, dai blog, dai media e la sua casa discografica è presa da assalto dai fan e dai pacchi regalo che gli arrivano e gli continueranno ad arrivare da ogni dove.
Intanto, a Zocca, nel suo paese di nascita (dove tutt'ora vive) è previsto un raduno dei fan che, nonostante la neve, vogliono rendere omaggio all'artista.
Inoltre saranno effettuati da parte del comune delle iniziative in suo onore che dureranno fino alla fine del mese di febbraio.
Il mondo del Web invece lo festeggia con una maratona in streaming tv (condotta da Red Ronnie) e riportata in Internet, dove si ritroveranno interviste varie, il ritratto dell'artista, i concerti live e tutti i momenti salienti della vita di Vasco.
Bene allora non ci resta che dire: AUGURI GRANDE VASCO.



 





lunedì 6 febbraio 2012

80° Anniversario della nascita di François Truffaut. Il grande regista dall'animo incompreso

"Mi hai detto: ti amo.
Ti dissi: aspetta.
Stavo per dirti: eccomi.
Tu mi hai detto: vattene..."


Questa è una delle frasi contenute in un bellissimo film del 1961 come "Jules et Jim" di
François Truffaut, a cui google oggi dedica il logo principale per commemorare l'ottantesimo anniversario della nascita del regista.



Nato a Parigi (il 6 febbraio 1932) da una madre giovanissima (non ancora diciottenne) e riconosciuto come figlio, nonostante non ne fosse il genitore biologicamente, dall' architetto e designer Roland Truffaut.
Alla nascita François viene affidato alla nonna materna con la quale passa buona parte dell'infanzia e grazie alla quale si instaureranno in lui, fin da bambino, i germi per quelle che saranno due sue passioni da adulto: la regia e la lettura.
Come si legge sulla biografia del regista ripresa su Wikipedia, lo stesso Truffaut ha dichiarato:

mia madre non sopportava i rumori e m'impediva di muovermi e parlare per ore e ore.
Allora io leggevo: era la sola occupazione a cui potessi dedicarmi senza disturbarla.
Durante l'occupazione tedesca ho letto moltissimo e poiché stavo spesso solo, mi misi a leggere i libri degli adulti. Arrivato a tredici o quattordici anni comprai, a cinquanta centesimi al pezzo, quattrocentocinquanta volumetti grigiastri, Les Classiques Fayard, e mi misi a leggerli in ordine alfabetico, senza saltare un titolo, un volume, una pagina.


Nonostante l'amore per la lettura, i rapporti con le istituzioni scolastiche non furono dei migliori,
a causa della sua condotta venne infatti costretto a cambiare piu' volte scuola.
A 12 anni conosce Robert Lachenay (piu' grande di lui di un anno e mezzo) con il quale stringe una profonda amicizia che li legherà per tutta la loro vita.
Altro incontro fondamentale per il giovane è quello con André Bazin, incontrato dopo che Truffaut era scappato dalla colonia in cui i propri genitori lo avevano messo.
Sempre su Wikipedia si legge infatti:

Dopo essere scappato, mio padre ritrovò le mie tracce e mi consegnò alla polizia.
Sono stato ospite per molto tempo del riformatorio di Villejuif da cui mi fece uscire André Bazin.
Sono stato manovale in un'officina, poi mi sono arruolato per la guerra d'Indocina.
Ho approfittato di una licenza per disertare. Ma, dietro consiglio di Bazin, ho raggiunto il mio reparto. In seguito sono stato riformato per instabilità di carattere.


La figura di Andrè Bazin è stata quindi fondamentale in quanto sostituì l'immagine del padre (che a Truffaut era mancata realmente) e che gli procuro' da vivere (inizialmente presso il servizio cinematografico del Ministero dell'Agricoltura e successivamente come critico cinematografico per la rivista "Cahier du Cinéma").
A partire dalla metà degli anni '50, Truffaut lavora e viaggia con Roberto Rossellini per tre anni e intanto lavora sempre come critico cinematografico anche per altre riviste, come per esempio "Arts" (dal 1954 al 1959).
Nel 1958 produce un breve film "L'Età difficile" incentrato sulle reazioni infantili di un gruppo di ragazzi a contatto con Bernadette, una ragazza piu' grande di loro.
L'anno seguente invece cura e gira a Parigi la regia del suo primo lungometraggio
"I Quattrocento colpi" (Les Quatrecents Coups), film che ha vinto il Premio per la migliore regia al Festival di Cannes.
Questo film è particolare in quanto è il primo di una serie di film in cui il protagonista è sempre lo stesso, Antoine Doinel, (i film successivi della serie sono: Antoine e Colette, del 1962, Baci rubati, nel 1968, Non sdrammatizziamo è solo questione di corna, 1970, e infine L'amore fugge, 1978).
Secondo i critici cinematografici inoltre la figura di Doinel altri non è che l'ater ego dello stesso François Truffaut.
D'altronde basta leggere la trama del film per comprendere che si tratta proprio del regista:

Siamo nella Parigi di fine anni '50 e Antoine, ragazzo di 12 anni, vive con i genitori che non sopportano le sue inquietudini tipiche di adolescente.
La madre e fredda e poco affettuosa nei suoi confronti e il padre (che in realtà lo è solo legalmente)
è superficiale ed interessato solo alle gare automobilistiche.
A scuola Antoine possiede uno scarso rendimento ed è sempre irrequieto e gli adulti non si rendono conto che se si comporta cosi' è solo per avere delle attenzioni.
L'unico conforto lo trova nell'amicizia con René, suo coetaneo, che possiede la stessa situazione familiare difficile e con cui, nei giorni in cui marinano la scuola, ha la stessa passione per il cinema dove si nascondono per pomeriggi interi a vedere film.
Sempre piu' incompreso e deluso, sia in famiglia che a scuola, Antoine scappa e va a vivere in casa di René.
Successivamente Antoine ruba la macchina da scrivere dall'ufficio del padre di René con l'intenzione di rivenderla e pagare, con il ricavato, per sè e per l'amico una gita al mare.
Dopo il furto vengono pero' scoperti dal custode e il padre di René li denuncia alla polizia e fa passare ai due ragazzi una notte in cella insieme a delinquenti e prostitute.
Gli adulti credono  erroneamente che così facendo insegnino ai ragazzi a comportarsi meglio.
Antoine pero', dopo la notte in cella, viene inviato dai propri genitori in una colonia lontana da Parigi, dove vige una rigida disciplina e dove viene messo in contatto con uno psichiatra.
Abbandonato in istituto dai propri familiari, durante una partita di pallone, Antoine ne approfitta della distrazione degli adulti e scappa....

Il film è dedicato alla memoria di André Bazin, morto proprio la sera del giorno in cui iniziarono le riprese.
Il cinema è tutta la vita di François Truffaut e se si vuole apprendere qualcosa della sua vita privata occorre guardare con occhio critico ai suoi film per poterne rintracciare così qualche notizia.
Della sua vita privata infatti si conosce poco, si sa solo cio' che il regista ha rilasciato nelle sue interviste passate o cio' che si ritrova nelle store iniziali dei film con protagonista Antoine Doinel.
Truffaut ha tre figlie, Laura ed Eva, avute con altre relazioni, e l'ultima è Josephine, avuta nel 1983 da una relazione con l'attrice Fanny Ardant.
Il regista è morto giovane, all'età di 52 anni, il 21 ottobre 1984.




Siti di riferimento:

http:www.wikipedia.it

http://www.francoistruffaut.com/

http://www.apav.it/mat/tempolibero/cinemaematematica/dibattitoinformaticaintellartif/truffaut%20biografia.pdf

sabato 4 febbraio 2012

Film "Il Sesto Senso"

Dopo la breve recensione del film di ieri sera (Milk su Rai3 con Sean Penn) ecco che oggi ne propongo un'altra di particolare interesse.
Per chi, come me, ancora resta bloccato da questo tempo da lupi in casa, stavolta propongo la visione del film (su canale Rete4, stasera alle ore 21.00): Il Sesto Senso.

Poster The Sixth Sense - Il sesto senso
Film datato 1999, che vede la regia di M. Night Shyamalan (regista che dopo questo film si è fatto conoscere ed apprezzare su scala mondiale) e che ha presentato al pubblico un giovanissimo attore di grande talento come Haley Joel Osment (all'epoca del film aveva solo 11 anni, oggi ne ha 23 ed ha proseguito la sua carriera con tanti film di discreto successo).
In breve, come è mio solito fare, ve ne riporto la trama:

Il dottor Malcolm Crowe (interpretato da Bruce Willis) è uno psicologo infantile stimato e conosciuto nel suo campo.
Una sera, al rientro in casa con la moglie da un gala' a Filadelfia in cui gli era stata conferita una targa per meriti, trova un uomo armato (Vincent che da bambino era stato suo paziente e che ora lo accusa di non averlo guarito dalle allucinazioni) in stato confusionale.
L'uomo spara al medico e poi si uccide.
Passano i mesi e Malcom Crowe dopo la sparatoria inizia a non essere piu' cosi' pieno di certezze e di sicurezze della propria vita e di quella altrui.
Inizia pero' lo stesso ad occuparsi del caso di un  bambino di nove anni, Cole, che dice di essere ossessionato da spaventose apparizioni di spiriti.
Incontro dopo incontro, Malcom riesce a conquistare la fiducia del bambino che si confida con lui e dichiara che per quanto razionalmente tenti di non farlo, lo stesso gli compaiono di fronte anime in pena.
Il dottor Crowe prova ad aiutarlo ma alle difficoltà oggettive del caso si aggiungono i suoi problemi, primo fra tutti l'allontanamento dalla moglie che ora sembra ignorarlo lasciandolo ancora più solo e in crisi.
Ad ogni modo dopo un iniziale sconcerto, Crowe trova la chiave per aiutare a superare il terrore che inevitabilmente attanaglia il bambino, costantemente circondato da anime vaganti che vede solo lui. Lo convince che se ha questa capacità, è perché a lui è riservato un compito delicatissimo che ha a che fare con le stesse anime, in cerca di aiuto per sistemare qualcosa lasciato incompleto su questo mondo.
Cole guarisce e capisce cosi' di essere speciale. Riesce persino a recuperare i rapporti con la madre che preoccupata prima non arrivava a comprenderlo fino in fondo.
Malcom Crowe contento del suo successo con Cole decide di andare a casa ad affrontare la moglie.
Una volta in casa trova la moglie che dorme sul divano di fronte al flimato del loro matrimonio.
Le parla ad un orecchio e mentre lo fa ripercorre le cose dette con Cole.
Solo allora Malcom Crowe comprende la realtà: Egli stesso è uno dei morti che vaga in giro e che era entrato in contatto con il bambino per comprendere qualcosa piu' su se stesso.
Doveva infatti dimostrare per l'ultima volta di essere un abile psicologo infantile, non tanto per la sua professione quanto invece per salvare un bambino con allucinazioni da un'esistenza impossibile che con ogni probabilità l'avrebbe portato alla stessa follia che aveva colpito il suo assassino.


Il sesto senso è un film da cardiopalma che mescola sapientemente scene quasi horror con il gioco psicologico delle tematiche trattate.
Il ritmo del film alterna scene che passano dalla tranquillità piu' assoluta fino invece a farti saltare sul divano per i brividi di paura.
La straordinaria bravura degli attori è messa in risalto in sequenze che sembrano quasi fotografiche e le 6 candidature all'Oscar nel 2000 il film se l'è meritate tutte.
Film sconsigliato ai bambini, ai deboli di cuore e a chi non ama i film del genere simili agli
Horror-Psicologici.

venerdì 3 febbraio 2012

Film tv consigliato per stasera: Milk

Ancora Neve sull'Emilia-Romagna e quindi ancora blocchi e gelo.
Dopo la recensione di due libri, uno di Tibor Fischer e l'altro di Fabio Volo, passo a parlare anche di qualche film (considerato che sarà un lungo week-end di inedia).
Il film di cui voglio parlare lo propongono stasera su Rai3 (alle 21 circa ma se controllate il televideo avrete l'orario con certezza) e si intitola "Milk".

Locandina italiana Milk
Questo film biografico risale al 2008 (in Italia è uscito nelle sale cinematografiche nel 2009) ed è basato sulla vita di Harvey Milk, primo gay dichiarato che venne eletto a una carica politica in America e che è stato brutalmnete assassinato, nel 1978, inisieme al sindaco George Moscone.
La trama puo' riassumersi cosi' (ricopio qui in parte quella del sito http://www.comingsoon.it):

Alla fine degli anni 70, Harvey Milk (interpretato da Sean Penn) viene eletto consigliere comunale a San Francisco, diventando il primo omosessuale dichiarato ad avere successo in una importante carica politica pubblica americana.
La sua vittoria non è solo una vittoria per i diritti dei gay, ma ha aperto la strada a coalizioni trasversali nello schieramento politico.
Il film Milk ripercorre cosi' gli ultimi 8 anni della vita di quest'uomo.
Milk abita a New York quando compie 40 anni si c
onvince di dover dare un senso diverso alla sua vita, decide di trasferirsi col suo compagno Scott Smith (interpretato da James Franco) a San Francisco, dove insieme aprono un piccolo negozio di fotografia, il Castro Camera, nel cuore di un quartiere popolare che sarebbe presto diventato un punto di riferimento per tutti gli omosessuali d’America.
Sostenuto dalla sua adorata comunità di Castro, e da tutta la città, Milk sorprende Scott e se stesso diventando un militante e promotore del cambiamento.
Chiede pari diritti e opportunità per tutti, e il grande amore che prova per la città e per la sua gente gli fa guadagnare le simpatie di giovani e aziani, omosessuali e eterosessuali (in un periodo in cui il pregiudizio e la violenza contro i gay sono apertamente accettati e considerati la norma).
Si candida cosi' alla carica di consigliere comunale, trovando l'appoggio da parte del suo compagno e dai suoi amici

La prima volta non verrà eletto ma Milk non si perderà mai d'animo e tenterà ancora per altre due volte fino a quando, alla quarta, viene finalmente eletto consigliere del 5° Distretto.
Intanto Scott e Harvey si lasciano e quest'ultimo inizia una relazione con Jack Lira, un ragazzo un po' sbandato.
In municipio Harvey conosce Dan White, veterano del Vietnam ed ex pompiere, dopo una iniziale simpatia i rapporti tra i due si sfaldano in quanto Harevy non appoggia un progetto di Dan.
Intanto il nuovo ragazzo di Harvey, non riuscendo a sopportare la vita politica e la continua assenza del suo compagno, si toglie la vita.
Harvey è pero' non ha tanto tempo per piangerlo perchè concentrato sulla lotta della Proposition 6, legge che avrebbe permesso di licenziare gli insegnanti sulla base dei loro orientamenti sessuali.
Il 7 novembre del 1978 il movimento politico di Harvey Milk riesce a vincere su quesll'ingiusta legge.
I successi ottenuti da Milk portano il suo avversario Dan White ad entrare di nascosto in municipio e a nascondere una pistola affinchè non sia segnalata dai metal detector.
Il giorno seguente, dopo aver ottenuto un colloquio con il sindaco, Withe spara sia al sindaco Moscone che Milk.


Il film ha ottenuto ben 8 candidature all'Oscar e ne ha vinti 2 (uno per il migliore attore protagonista e l'altro per la migliore sceneggiatura).
E'un film complesso e allo stesso tempo delicato che tratta della vita di un'uomo speciale che è stato in grado di cambiare una piccola parte di mondo.
Sia la storia del film che la bravura di Sean Penn (ma anche quella di James Franco) nell'interpretazione principale merita sicuramente l'attenzione da parte del pubblico.
Film consigliato a chi vuole conoscere persone realmente esistite che hanno fatto qualcosa di utile per l'umanità.

giovedì 2 febbraio 2012

Fabio Volo e "Le prime luci del mattino"

Come accennato già ieri, a causa del blocco della neve, approfittando dello stare in casa, mi dedico alla recensione di libri e film.
Oggi parlo di un libro letto (prima di quello di Tibor Fischer) poco tempo fa e che è stato scritto da Fabio Volo: Le prime luci del mattino.



Iniziamo pero' prima da una breve biografia, anche se pare che vista la sua notorietà non abbia poi cosi' bisogno di tante presentazioni.

Fabio Bonetti (nome d'arte Fabio Volo) è nato a Calcinate (provincia di Bergamo) nel giugno del 1972.
Abbandona gli studi dopo le scuole medie e inizia a fare dei lavori saltuari qua e la' (aiuta per un periodo anche il padre che è panettiere).
Nel 1996 diventa uno dei personaggi principali di Radio Capital e nel 1998 passa in televisione conducendo per tre anni il noto programma "Le Iene" (su Italia 1) al fianco di Simona Ventura e Andrea Pellizzari.
Dal 2000 al 2008 è presente in televisione con svariati programmi tra cui: Il Volo  (canale LA7); Smetto quando voglio e Lo spaccanoci (ancora per Italia1); Italo-Spagnolo (edizione del 2006 su Mtv in diretta dalla Spagna); Italo-Francese (nel 2007 sempre per Mtv e in diretta da Parigi) e Italo Americano Homless edition (stesso canale tv nel 2008 dagli Stati Uniti).
Nel 2000 diventa scrittore e pubblica il suo primo libro "Esco a fare due passi" che diventa subito un successo con ben oltre 300.000 copie vendute.
Nel 2002 debutta al cinema nel film di Alessandro D'Alatri "Casomai" e l'anno seguente esce il suo secondo libro "E' una vita che ti aspetto" (considerato best-seller dell'anno).
Al 2006 risale la pubblicazione del terzo libro "Un posto nel mondo" seguito l'anno successivo da "Il giorno in piu".
Nel  2008 è nuovamente attore per il cinema con il film "Bianco e Nero" (film di interesse culturale che affronta la tematica del razzismo) e doppiatore per il film della Disney "Kung fu Panda".
Nel 2009 è nuovamente scrittore e pubblica il suo quinto libro "Il tempo che vorrei" seguito nell'ottobre 2011 dal romanzo "Le prime luci del mattino".

Per quanto riguarda la biografia mi fermerei qui, nonostante in realtà ci sia molto altro da scrivere perchè Fabio Volo è un personaggio da molti aspetti e da molte professionalita' (attore-conduttore-sceneggiatore-presentatore radiofonico-scrittore etc...).
Ad ogni modo la sua biografia la potete recuperare ovunque (sia in internet che nei suoi libri).




Veniamo invece ora a quello di cui mi interessa scrivere e cioè del romanzo "Le prime luci del mattino".

Questo romanzo (edito da Mondadori nell'ottobre 2011) è stato bene accolto dalla critica letteraria, mentre stavolta a fatto discutere di piu' i lettori che ne hanno avuto pareri alterni.
La trama è la seguente:

Elena non è soddisfatta della sua vita.
Il suo matrimonio si trascina stancamente, senza passione né curiosità e suo marito è diventato ormai come un fratello.
Elena è una donna che ha sempre programmato la sua vita con largo anticipo: la scuola da fare, l’università, l’uomo da sposare... perfino il colore del divano.
È diventata moglie prima di diventare donna.
Un giorno pero' sente che qualcosa inizia a scricchiolare.
La passione e il desiderio si affacciano nella sua quotidianità, costringendola a mettersi in discussione. Elena si rende conto che un altro modo di vivere è possibile.
Forse lei si merita di più, forse anche lei si merita la felicità. Basta solo trovare il coraggio di provare, di buttarsi, magari di sbagliare.
"Per anni ho aspettato che la mia vita cambiasse, invece ora so che era lei ad aspettare che cambiassi io."
Una trama particolare che, anche solo leggendone il trafiletto di introduzione al libro, promette bene.
Eppure devo dire che, a mio avviso, stavolta, se confrontato con i testi precedenti del Volo scrittore, questo romanzo non mi ha colpito in modo cosi' particolare perchè si sente la mancanza di qualcosa tra le righe.
Credo che, nonostante la storia regga, manchi di quella capacità di gioco leggero che leggevi nei romanzi precedenti.
Se prima i suoi protagonisti erano uomini ora si è cimentato con una protagonista femminile e forse è per questo che gli è venuta a mancare quella consapevolezza che invece possedeva prima nel descrivere le situazioni da un punto di vista, che seppur maschile, sorprendevano il lettore.
Sicuramente Fabio Volo è un fenomeno editoriale che vende parecchio ma credo che dovrebbe non discostarsi piu' da quella linea di origine che lo caratterizzava nei suoi lavori precedenti (l'ironia e il senso di avventura profondo e reale).
In conclusione il libro si legge ma non è emozionante come gli altri suoi testi.