Iniziamo

Arrivo tardi come al solito nel mondo informatico e mi cimento
cosi' per la prima volta con un Blog ....
Ma come dice il famoso detto popolare "Meglio tardi che mai".
Il seguente Blog tratta pertanto svariati argomenti: si va dalla vita personale a Fotografie, dalla Letteratura all'Arte in generale (Musica, Teatro, Cinema), dalla Storia alle Biografie di personaggi famosi, Viaggi, Ricette di Cucina, Eventi e notizie in generale.
Percio' Benvenuto a chiunque voglia seguire queste pagine.

mercoledì 1 febbraio 2012

Neve e gelo fuori e allora Libri e Film dentro casa: Tibor Fischer e Adoro essere uccisa

Vista l'allerta Meteo (che segnala nevicate continue e copiose fino agli inizi della prossima settimana nel nord e nel centro d'Italia) e le previste temperature polari, ne approfittero', a causa del blocco totale qui in montagna, dove vivo, per fare una indigestione di libri, film e musica.
Pertanto per questa settimana aspettatevi solo recensioni o simili di svariati testi.
Il libro che tratto per primo è stato scritto da Tibor Fischer e si intitola: Adoro essere uccisa.
Questo è un'autore molto particolare nella sua complessita' e che reputo di una bravura straordinaria.



Nato a Stockport (Manchester-Inghilterra), nel novembre 1959, di origini ungheresi (i genitori erano giocatori di pallacanestro professionisti che lasciarono Budapest dopo la repressione russa).
Cresciuto a Londra, dove vive tuttora, ha studiato presso Cambridge laureandosi con una tesi sul linguaggio moderno.
E' stato giornalista freelance per il Daily Telegraph e poi sceneggiatore di programmi televisivi per bambini
L'esordio letterario avviene nel 1992 con l'opera "Sotto il culo della rana" (titolo che riprende un modo di dire ungherese e che letteralmente significa "aver toccato il fondo") con cui ha avuto un buon successo critico tanto da vincere il premio Betty Trask Award e l'anno seguente il premio come migliore scrittore inglese emergente.
Altre sue opere importanti sono: Viaggio al termine di una stanza; La gang del pensiero ovvero la zetetica e l'arte della rapina in banca; Il collezionista.





Dopo questa breve parentesi biografica sull'autore veniamo invece a visionare il libro di cui voglio parlare: Adoro essere uccisa.
Devo ammettere che inizialmente, quando me lo hanno regalato, leggendo il trafiletto di introduzione non ero molto convinta (generalmente anche le introduzioni al testo sono importanti nell'attirare l'attenzione del lettore) ma poi leggendolo mi sono dovuta ricredere.
Il trafiletto (mi pare giusto riportarvelo) cita cosi':

Metti un mattino di un giorno qualsiasi, magari a Londra.
Metti che esci di casa, e naturalmente già lo sai che il tempo massimo per imbatterti nel primo spostato della giornata è non più di dodici minuti (cioè quanto ci vuole per arrivare alla metro, dove ce n'è sempre almeno uno in servizio).
L'artista dei rifiuti che ha scelto la tua auto per la sua personale esposizione della spazzatura di tutto il vicinato, lo ignori.
L'anziano cowboy di Manchester con tanto di aria triste e sparatoria finale fa parte del paesaggio urbano.
Lo stesso dicasi del fallito della Web Age, ex portaborse di un gangster, che ora sogna il posto in banca...
Ma quando entri al bar e scopri una folla che pende dalle labbra di uno schiumante assassino (ovvero di un aspirante pittore che si finge efferato serial killer per sfondare nel mondo dell'arte)... be', allora potresti decidere di averne abbastanza.
Se a questo punto, però, ti venissse la balzana idea di chiedere asilo in un'area protetta...che so... tipo British Library, sappi che nemmeno lì c'è scampo. Tra gli scaffali della cattedrale del sapere s'aggira infatti un pericoloso maniaco della carta stampata senza fissa dimora (come ogni lettore che si rispetti). Segni particolari: una T-Shirt con su scritto 'Mangiatore di libri. Dovete avere paura di me'.

Questo dunque il trafiletto che come dicevo (almeno personalmente) non ispirava la volonta' di leggerlo.
In realtà la situazione è differente leggendolo.
Fischer narra qui 7 microstorie di 7 personaggi particolarmente adorabili seppur emarginati dalla società (in questo caso è Londra la sede di ambientazione).
Questi personaggi vanno dall'attrice comica pazza (oppure no) del primo racconto all'aspirante artista serial killer del secondo quadro. Si passa poi alla terza e alla quarta storia (sempre separate tra loro ma collegate dal tema di fondo dell'emarginazione sociale e dell'ironia delle situazioni) dove i personaggi sono invece un Cowboy maniaco del vecchio West e un giovane avvocato paranoico.
Le ultime storie chiudono questo carosello di eroi-noneroi moderni con un giornalista freelance in una città in guerra e un divoratore di libri (capace anche di leggerne due per volta).

Queste storie, che alla fine del trafiletto sono definite come "storie di ordinaria pazzia", sono invece storie (io con la mia mania del teatro li definirei piu' come quadri, in quanto a mio parere si adatterebbero bene anche sul palcoscenico) che portano un sorriso sulle labbra se si va oltre le semplici righe.
Sono storie tragicomiche che vedono un humor dark e sarcastico di fondo e che, per chi ha voglia e tempo, vanno analizzate meglio.
Con "Adoro essere uccisa", Fischer mostra un talento nuovo al passo con i nostri tempi moderni e che merita di essere apprezzato.

lunedì 30 gennaio 2012

Lungo weekend di notizie: La finale degli Australian Open 2012, La morte di Oscar Luigi Scalfaro, L'ironia di Luciana Litizzetto

Questo appena trascorso è stato un lungo weekend pieno di eventi importanti.
Personalmente l'ho trascorso in panciolle sul divano di casa, comodamente rannicchiata al caldo di una coperta (a causa del freddo polare che si è imbattuto su tutto il territorio nazionale).
Riassumendo sono tre gli eventi che in particolare hanno attirato la mia attenzione:

- La finale di tennis degli Australian open disputata tra Rafael Nadal e Novak Djokovic;
- La scomparsa di Oscar Luigi Scalfaro;
- Il momento di chiusura di Luciana Litizzetto al programma "Che tempo che fa" condotto da Fabio Fazio.


Piccola premessa alla prima notizia: non seguo di norma il tennis ma vivo in casa con un tifoso sfegatato di questo sport (non so se esista un corrispettivo di ultras nel tennis come lo è per il calcio). Nella giornata di ieri questo "ultras del tennis" è stato incollato per quasi tutto il tempo alla tv a guardare la finale degli Australian open.
Il fatto principale pero' che mi ha stupita è stata la durata di questa partita (in Italia la messa in onda del torneo trasmessa su Sky sport dalle ore 9e30 del mattino) che ha avuto il record di ben 6 ore di gioco effettuato !
Una partita che (anche per chi non è appassionato del genere) resta indimenticabile ed entra nella storia del tennis come la finale piu' lunga che si sia mai disputata in un torneo dello Slam.
Si conferma ancora una volta campione il serbo ventiquattrenne Novak Djokovic che ha battuto l'avversario, lo spagnolo Rafael Nadal, in 5 set con il punteggio di: 5-7; 6-4; 6-2; 6-7; 7-5.
Djokovic conquista il 29° titolo della carriera, il quinto in un major e il terzo sul cemento di Melbourne Park dopo gli exploit del 2008 e del 2011.
Non essendo competente in materia, nel voler rendere l'idea dello spettacolo vissuto, riporto un pezzo dell'articolo del quotidiano on-line di Repubblica che riassume bene quanto accaduto:

La partita è stata magnifica con entrambi i campioni capaci di giocare al meglio i punti importanti e di ribaltare situazioni che sembravano perdute.
In particolare, Nadal che aveva vinto il primo set ma era sembrato subire il ritorno del serbo nella seconda e soprattutto nella terza partita, è stato capace di salvare tre break point sul 3-4 e 0-40 del quarto, giocando 5 punti fenomenali di fila, per trascinare la partita al tie break e poi al quinto.
Neanche il contrattempo della chiusura del tetto per pioggia ha impedito che si proseguisse il gioco.
Il servizio, dopo il quarto parziale senza break, continua a dominare fino al sesto game.
Nadal, avanti 3-2, ha la chance per tentare l'allungo decisivo: scappa il dritto di Djokovic e scappa anche Rafa (4-2).
Tutto finito? Macchè. Lo spagnolo sbaglia un rovescio cruciale, il serbo ringrazia: controbreak di platino, 4-3 e si ricomincia. Le energie dovrebbero scarseggiare, ma dopo 5 ore abbondanti si vedono ancora scambi di 31 colpi. Sul 4-4, Djokovic ha la palla per il break: un servizio perfetto, però, la cancella. La scena si presenta nuovamente poco dopo: Nadal si sfalda, Nole sfonda per il 6-5.
Lo spagnolo ha un ultimo sussulto, un' ultima palla break: l'ennesima rimonta non si concretizza, Djokovic chiude 7-5 e resta sul trono.
 
Djokovic si conferma re Nadal battuto in finale                    


Seconda notizia del week-end è quella invece che riguarda la morte di Oscar Luigi Scalfaro.

Nato a Novara nel 1918 e morto a Roma ieri all'età di 93 anni, Scalfaro è stato per anni in politica ed è stato anche Presidente della Repubblica italiana dal 1992 al 1999.
Insieme a Sandro Pertini ed Enrico De Nicola, Scalfaro ha ricoperto tutte le tre più alte cariche dello Stato: è infatti stato Presidente della Repubblica e Presidente della Camera, oltre ad avere presieduto
provvisoriamente il Senato all'inizio della XV Legislatura.
Scalfaro ha sempre, nel bene e nel male, fatto discutere di se' e anche la sua presidenza viene vista dagli storici contemporanei come una tra le presidenze piu' controverse della storia repubblicana.
Su wikipedia si legge infatti:

benché fortemente sostenuto dai partiti politici sopravvissuti al turbine di Tangentopoli, ha ingenerato forti contrapposizioni, fronteggiate con una decisione che nessuno avrebbe saputo prevedere da un politico approdato quasi per caso al Quirinale.

La storia politica e personale di quest'uomo è lunga e complessa e non la riassumo qui sul blog solo perchè ci sono già migliaia di siti e quotidiani che se ne stanno occupando.
Ci tenevo pero' a ricordarlo in quanto nel periodo in cui lui era diventato Presidente della nostra nazione avevo 12 anni e da poco nella mia terra siciliana era stato ucciso un grande uomo che portava il nome di Giovanni Falcone.
Di certo non deve essere stato facile per Scalfaro, seduto su quella poltrona, affrontare gli eventi storici del momento e pertanto mi pareva giusto ricordarlo un momento.



Infine, tra politica, attualità, in questo lungo weekend ci sono state anche le risate causate dalla travolgente Luciana Litizzetto al programma "Che tempo che fa" in onda su Rai tre e condotto da Fabio Fazio.
Come sempre la comica torinese prende il meglio delle notizie del nostro paese e le riporta in tv con ironia profonda strappando il sorriso dalle labbra della gente (in studio come da casa).
Mentre oggi, quasi tutti i blog, si concentrano sull'ultimo argomento riportato dalla Litizzetto, quello della "Jolanda" di Melissa Satta e di Sara Tommasi, è stato a mio avviso tralasciato invece il pezzo migliore della sua discussione: la tirata d'orecchie fatta al viceministro Michel Martone.
Martone aveva infatti rilasciato, in settimana, una intervista in cui aveva epitetato gli studenti universitari che si laureano a 29 anni come "sfigati".
L'infelice uscita del viceministro ha suscitato scalpore e ha giustamente fatto indignare universitari e non (sopratutto se si pensa a quanto sia strano il fatto che quest'uomo sia professore ordinario a soli 30 anni, sarà mica dovuto al fatto che è figlio dell'ex presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, Antonio Martone?).
Fortunatamente ci pensa Luciana a prendere il viceministro in giro e lo fa con il suo solito garbo e la sua solita simpatia fuori dagli schemi.


sabato 28 gennaio 2012

27 gennaio la Giornata della Memoria. Per non dimenticare.



Non servono parole per descrivere quella che è stata la giornata di ieri e che è a giusta causa è definita "Giornata della Memoria".
La Memoria (in tal caso collettiva) per non dimenticare quanto accaduto nei campi di concentramento a opera dei nazisti.
Memoria per ricordare tutte quelle migliaia e migliaia di persone innocenti cadute vittime della follia di altri uomini che non vedevano aldilà della propria cieca stupidità.
Le immagini parlano da sole e quindi silenzio e Ricordiamo in questo giorno.

giovedì 26 gennaio 2012

Torta di zucchine e patate




Visto che è già da un poco (per laverità neanche tanto tempo, l'ultima credo risalga a circa 6 post fa) che non davo ricette di cucina oggi ne trascrivo una che ho fatto ieri a pranzo e che puo' essere adatta a persone che come me amano le verdure.
Si tratta della Torta o meglio del Tortino di Zucchine e Patate:

INGREDIENTI: 4 zucchine medie lunghe, 1 kg di patate, parmigiano grattugiato, prezzemolo, scamorza o mozzarella, un uovo, margarina vegetale, pepe, sale.

PREPARAZIONE:

Passo numero uno:

Sbucciare le patate e metterle a bollire in una pentola per circa 40 minuti, appena saranno cotte scolatele e lasciatele raffreddare da parte.
Intanto lavate e pulite le zucchine, tagliatele a metà per la loro lunghezza e fatene poi dei piccoli cubetti.
In una padella inserite 30 gr di margarina vegetale, un pizzico di sale, un poco di pepe e aggiungete le zucchine che avevate tagliato a cubetti.
Fate trifolare le zucchine in padella a fuoco basso finche' non saranno cotte (circa 15 minuti).

Passo numero 2:

Prendere una ciotola, inserire le patate che erano gia' state cotte e schiacciarle con la forchetta facendone un pure'.
Al composto di patate aggiungere ora il parmiggiano grattugiato, un uovo e il prezzemolo e rimescolare ancora un poco.
Prendere una pirofila o una teglia per il forno imburratela e inserite un primo composto di pure' di patate a cui aggiungerete sopra le zucchine e la scamorza o la mozzarella tagliata a dadini.
Richiudete tutto con dell'altro composto di patate sopra e infornate a 180° per circa 30-40 minuti (comunque finchè non si sarà formata una crosta dorata).


Siti a cui ho fatto riferimento per questa ricetta sono:

www.pomodororosso.it/ricette/tortino-di-zucchine-e-patate

http://www.ricette-vegetariane.it/contorni-vegetariani/Tortino_Zucchine_e_Patate.html

mercoledì 25 gennaio 2012

Almost True di Lucarelli: La maledizione della J27 e il Mistero di Jim Morrison











Ieri sera giocando con il telecomando al solito "Zappo" (quello che tutti chiamano correttamente zapping) sono incappata ad un certo punto su un programma che fino ad ora non avevo mai visto e che invece merita di essere seguito.
Parlo di "Almost True" (iniziato il 12 gennaio), in onda su Rai2 (dalle ore 23.00 circa), dove il conduttore, Carlo Lucarelli, porta gli spettatori a conoscenza dei misteri che avvolgono i Miti della Musica e delllo Spettacolo.

Da giallista incallito Lucarelli propone cosi' verità alternative, retroscena misteriosi e teorie del complotto che ruotano (tra verità e menzogna sta poi al telespettatore riflettere e trarre le proprie conclusioni) intorno ai personaggi dello star system.
La puntata di ieri sera ha colpito la mia attenzione perchè era incentrata intorno ad un argomento molto discusso quale "La Maledizione della J27" e la figura di un mostro sacro del rock come quella di Jim Morrison.



Procediamo con calma e iniziamo con quella che è una storia vecchissima (leggenda o forse no) che porta il nome di: J27.
Con il termine J27 si fa infatti riferimento a una maledizione che colpisce gli artisti del mondo della musica rock tra gli anni '60 e il 1980.
La maledizione colpiva infatti tutti quei cantanti e musicisti che portavano nel loro nome l'iniziale della lettera J e che morivano giovanissimi a soli 27 anni.

Si inizia da Brian Jones, chitarrista dei Rolling Stones, che il 3 luglio 1969 in Inghilterra e a soli 27 anni, viene trovato morto annegato nella piscina della sua villa.
Su Jones (di cui inizialmente si sostenne fosse morto per eccessivo uso di droga, mentre il coroner ne dichiaro' la morte per incidente) e sulla sua fine saltarono pero' in seguito fuori degli strani episodi e delle testimonianze che alimentarono ipotesi alternative.

Un' anno dopo la morte di Brian Jones, il 18 settembre 1970, la storia si ripete e muore (guarda caso anche lui a 27 anni) uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi: Jimmi Hendrix.
Anche in questo caso si parla di decesso avvolto dal mistero.
Hendrix si era recato, la sera del 17 settembre, nell'appartamento della sua fidanzata (Monika Danneman) dove prima di addormentarsi prese delle pillole di sonnifero.
Nella notte la ragazza si accorse che qualcosa non andava e chiamo' i soccorsi (telefono' anche al manager di Jimmi).
Hendrix morì soffocato dal suo stesso vomito mentre dormiva.
Il dubbio che ruota intorno alla sua morte lo si fa risalire alle parole scritte dal chitarrista poco prima di addormentarsi:

La storia della vita / è più rapida / di un battito di ciglia / la storia di un amore / è ciao e addio / finché non ci ritroveremo“.

Frasi scritte in un periodo in cui Hendrix lavorava a un nuovo disco e che alimenteranno per anni l'idea di un suicidio.

Dopo Jimmi Hendrix (esattamente due settimane dopo) muore, a causa di una overdose di alcol ed eroina, a soli 27 anni, la cantante folk-blues texana Janis Joplin.
Il corpo della cantante venne ritrovato, nell'Hotel dove alloggiava, dal suo manager, Al Jhon Cooke, con il volto sfigurato dopo che era caduta perdendo i sensi e battendo violentemente la testa fratturandosi le ossa del viso.



Questi sopra elencati sono solo alcuni dei nomi di grosso calibro colpiti da questa strana maledizione della J27 a cui, secondo Lucarelli nel programma Almost True, si aggiunge un ultimo grande nome (subito dopo quello della Joplin) ed è quello di: Jim Morrison.

Tutti conoscono Jim Morrison, il cantante leader dei Doors.
Anche lui, a 27 anni, il 3 luglio 1971, segue la scia dei tre artisti sopra citati e viene trovato morto nella vasca da bagno del suo hotel di Parigi.
Si vocifera sia morto a causa di una overdose di alcol e droghe, ma il referto medico ufficiale dichiara che è un arresto cardiaco.

Adesso pero' viene il clou del programma di Lucarelli, dove viene sostenuta l'ipotesi che nella realtà ad oggi Jim Morrison sia ancora vivo (tesi che ne ritrova la causa nella mancata autopsia da parte dei francesi sul corpo del cantante) e che abbia cambiato volto e identità !

L'idea di base di questa ipotesi portata avanti nel programma televisivo è che Morrison ha dovuto cambiare vita e identità a causa del fatto che quella che è conosciuta come Maledizione della J27 era in realtà un complotto governativo che voleva eliminare tutte le rockstar (Brian Jones, Jimmi Hendrix, Janis Joplin) e che ne vedeva in Morrison la prossima vittima.

Sul finire del programma arriva il colpo di grazia (che Lucarelli conduce con maestria) sul leader dei Doors e su questa sua "strana morte-non morte":

Jim Morrison dopo aver inscenato la sua morte, nel 1971, si sottopose ad una serie di interventi di chirurgia plastica facciale e diventò un nuovo personaggio famoso (cantante di jingle pubblicitari inizialmente e poi cantante a tutti gli effetti, famoso a partire dal 1973, e di cui si possiedono poche notizie sul passato): Barry Manilow.
Questa pazzesca teoria viene supportata, da quelli che si definiscono complottisti, con la scusa che sia in Morrison che in Manilow, sono presenti la stessa vocalità, la stessa corporatura, lo stesso peso.




Verità, finzione, mistero, complotto, teorie fantasiose oppure no, quello che resta certo nella mia mente è che gli autori del progamma Almost True hanno giocato bene le proprie carte (avvalendosi dell'aiuto di un conduttore da "brivido" come Lucarelli) riuscendo a insinuare almeno qualche piccolo dubbio nello spettatore (soprattutto con la storia della J27 che circola per il mondo proprio a partire dalla data di morte di Jim Morrison).

martedì 24 gennaio 2012

Dal romanzo di Camilleri esce finalmente al cinema "La Scomparsa di Pato' "




Finalmente sembra che ci siamo !
Mi riferisco (per gli appassionati di Andrea Camilleri e dei suoi lavori letterari) al fatto che uscirà il 24 febbraio nelle sale cinematografiche italiane il film: La Scomparsa di Pato'.

Tratto dal romanzo giallo (edito da Mondadori nel 2000 e che porta lo stesso titolo) di Andrea Camilleri, il film (regia di Rocco Mortelliti) è stato girato tra febbraio e marzo del 2010 (film che si avvale dell'appoggio e del contributo del Ministero per i Beni e le attività culturali) e a causa di improvvisi imprevisti ne aveva sempre rimandato l'uscita ufficiale.
Dopo questa lunga attesa però sembra (almeno secondo il sito internet http://www.vigata.org ) che adesso si siano finalmente decisi a portarne la visione anche al pubblico del grande schermo.

La trama del romanzo e del film è la seguente:

Nella Vigata (cittadina siciliana di invenzione dello scrittore) del 1890, durante il Venerdi' Santo si tiene come ogni anno la sacra rappresentazione definita dalla popolazione il "Mortorio" (ovvero la Passione di Cristo).
Il ragioniere Antonio Pato', direttore della Banca di Trinacria e persona stimata in paese, ha il ruolo poco gradevole di Giuda e come da copione riportato, sul grande palco allestito (nella proprietà del marchese Simone Curto' che ha concesso l'uso del terreno e di 4 magazzini per lo spettacolo) precipita giu' nella botola che ha sotto i piedi.
Pato' pero' non ricompare alla fine della rappresesentazione per ricevere gli applausi del pubblico.
Svanisce nel nulla e di lui se ne perde ogni traccia.
Tutti iniziano giustamente a chiedersi che fine abbia fatto il ragioniere (persino i giornali "l'Araldo di Montelusa" e la "Gazzetta dell'Isola") e giudicano gli inquirenti incapaci di svolgere serie indagini su questa scomparsa misteriosa.
Il 23 marzo (giorno di Pasqua) su un muro della cittadina compare la scritta "Muri' Pato' o s'ammuccio' ?" (Pato' è morto o si è nascosto ?), segno che la scomparsa del ragioniere è divenuta di dominio pubblico e che si stanno avanzando una varietà d'ipotesi che mettono in discussione anche la figura di Patò come onesto padre di famiglia.
È soprattutto la moglie di Pato', Mangiafico Elisabetta, che chiede sia fatta chiarezza (offrendo persino una grande ricompensa a chi portasse notizie utili) sulla scomparsa del marito, sostenuta dal cognato Arnoldo Mangiafico (Capitano del regio Esercito).
Dello strano caso se ne occupano la Delegazione di Pubblica Sicurezza di Vigata e la Stazione dei Reali Carabinieri che pero' sembrano piu' pronti a farsi la guerra e ad ostacolarsi l'uno contro l'altro anzichè darsi da fare seriamente con le ricerche.
Ricerche che vanno avanti per un mese e che portano mille dubbi e mille domande tra paesani e ufficiali che indagano: Qualche irregolarità nella conduzione della banca? Una perdita di memoria dovuta alla caduta nella botola? Una scomparsa voluta e programmata per ragioni di cuore?
Qualche complotto mafioso?.
Le indagini proseguono senza arrivare a una conclusione sensata e il racconto termina con il ritrovamento del corpo del ragioniere Patò (il 27 Aprile 1890) dopo più di un mese dalla sua scomparsa, in una zona paludosa di caccia tra Vigata e Montereale.

Il film vede un cast di protagonisti eccezionali come: lo straordinario Neri Marcore' (Pato' appunto), Nino Frassica (interpreta il Maresciallo dei carabinieri) e Maurizio Casagrande (nel ruolo del Delegato di Pubblica Sicurezza).
Restiamo  quindi in attesa di godere di questa trasposizione letteraria sul grande schermo per poterne dare un giudizio critico migliore.


il cast del film


lunedì 23 gennaio 2012

Breve Storia del Carnevale.




Si avvicina il mese di Febbraio e con esso è in arrivo il mio caro Carnevale.
Avendo una formazione universitaria in ambito teatrale, non potevo di certo non scrivere qualcosa sull'argomento.
Inoltre visto che in ottobre avevo scritto un post su "Halloween" non mi sembrava corretto trascurare anche le nostre di tradizioni.

Aprendo una qualunque enciclopedia e cercando la parola carnevale troveremo la seguente definizione:

Periodo festivo tra l'Epifania e la Quaresima con date di inizio variabili a seconda dei luoghi.
Il culmine della festa è nei giorni "grassi", dal giovedi' al martedi', precedenti il mercoledi' delle ceneri. Tradizionali sono i travestimenti, la festa, la baldoria, il capovolgimento delle gerarchie sociali.

Per quanto riguarda l'origine del nome "Carnevale" pare che derivi dal latino medioevale "togliere la carne" (in osservanza del divieto nella religione cattolica di mangiare la carne durante i 40 giorni di quaresima) mentre le sue origini fisiche sono invece piu' complesse e lontane nel tempo e si fanno risalire alle feste Dionisiache dell'antica Grecia (nel periodo della fine di marzo) o ai Saturnali Romani (dal 17 al 23 dicembre).
In entrambi i casi si realizzava, durante il periodo di festa, un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciare posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo, al caos.
Su wikipedia si legge:

Da un punto di vista storico e religioso il carnevale rappresentò, dunque, un periodo di festa ma soprattutto di rinnovamento simbolico, durante il quale il caos sostituiva l'ordine costituito, che però una volta esaurito il periodo festivo, riemergeva nuovo o rinnovato e garantito per un ciclo valido fino all'inizio del carnevale seguente.

Origini mitologiche che vedono dunque il caos come protagonista vanno ricercate nella nascita del processo del Carnevale dove, nei periodi ad esso dedicati, era consentito l'uso di Mascheramenti (ad esempio presso i romani veniva raffigurato un uomo coperto da pelli di capra portato in processione) e Danze abbinate.
Sempre su wikipedia, scorrendo il testo, si legge inoltre:

Il noto storico delle religioni Mircea Eliade scrive nel saggio  "Il Mito dell'Eterno Ritorno":
Ogni Nuovo Anno è una ripresa del tempo al suo inizio, cioè una ripetizione della cosmogonia.
I combattimenti rituali fra due gruppi di figuranti, la presenza dei morti, i saturnali e le orge, sono  elementi che denotano che alla fine dell’anno e nell’attesa del nuovo anno si ripetono i momenti mitici del passaggio dal Caos alla Cosmogonia.....
Il significato cosmologico dell'orgia carnevalesca di fine anno è confermato dal fatto che al caos segue sempre una nuova creazione del Cosmo.
Il carnevale si inquadra quindi in un ciclico dinamismo di significato mitico: è la circolazione degli spiriti tra cielo, terra e inferi.

Il Carnevale assume cosi' in tal caso un nuovo significato, si puo' dire metafisico, dove le anime defunte per non diventare pericolose devono essere onorate e per tale ragione si prestano loro dei corpi provvisori tramite l'uso di Maschere.
Sarà solo durante il Medioevo e in seguito nel Rinascimento che i festeggiamenti per il Carnevale cambieranno forma diventando piu' raffinati (attraverso il teatro, la danza e la musica) in quanto inseriti nelle principali corti europee.
Basta pensare alla corte Medicea che, tra il XV e il XVI secolo, a Firenze, organizzava grandi Maschere su carri chiamati "Trionfi" accompagnati da canti e danze in onore del carnevale.
Il "Trionfo" fu quasi una forma d'arte a se' stante (una forma composita in cui si univa l'opera di pittori, ingegneri, architetti, costumisti, scenografi, musici) nella quale i tratti fondamentali sono indicati nel rapporto tra processione e dramma.
Con i "Trinofi" non solo nascono nuovi nuovi modi di rappresentazione del carnevale ma nascono anche nuove esigenze nel campo del travestimento (a cio' penserà in seguito La Commedia dell'Arte che merita un discorso a parte in futuro).

La storia del Carnevale è quindi lunga (origini ricercate nel mito antico) e complessa ed arriva fino ai giorni nostri e dove in tutta la nazione italiana (ma esportata anche nel resto del mondo) ha preso forme sempre piu' differenti.
Concludendo possiamo dire che dei nostri carnevali, quelli studiati e visitati ancora oggi e che hanno conquistato notevole fama sono: Il Carnevale di Venezia (conosciuto per lo sfarzo e la bellezza, oltre che l'eleganza, dei costumi e delle maschere che sfilano lungo il panorama suggestivo della Laguna); il Carnevale di Viareggio (apprezzato e stimato a livello internazionale per i suoi grandi carri allegorici su cui sono raffigurati ironicamente i personaggi famosi della politica, dello spettacolo e della cultura); il Carnevale di Ivrea (famoso per la Battaglia delle Arance, le cui origini risalgono al medioevo e vengono rappresentate sotto forma di allegoria le rivolte dei contadini nei confronti della classe ricca della citta') e in Sicilia il Carnevale di Sciacca (in cui sono presenti rinomate opere di cartapesta realizzate da maestri ceramisti).

Per chi volesse approfondire le Fonti e siti internet a cui ho fatto riferimento:

Enciclopedia Zanichelli, edizione stampata per Repubblica, 1995.

Dispensa del professore Gerardo Guccini dell'anno accademico 2001-2002 dell'Università degli studi di Bologna, intitolata: Le origini del teatro: momenti di fondazione, trasformazione, rinascita.

http://www.settemuse.it/costume/costume_carnevale.htm

http://digilander.libero.it/viaconforti/carneva/storia.htm