In giro per il centro di Bologna mi sono ritrovata tra le mani il librettino del Be' estate 2014.
Per chi non lo conoscesse ancora si tratta semplicemente del libretto che ogni anno raccoglie gli eventi di svariato tipo che si possono ritrovare in giro per la città e la provincia.
Vi riporto quindi in questo post quelli che a mio avviso sono i fatti più interessanti e se vi incuriosiscono potete anche andare a vederli di persona.
Ovviamente il post di oggi fa riferimento solo agli eventi che si terranno in questa settimana fino a Domenica.
Per i prossimi eventi dovrete aspettare la prossima, ovvero la settimana che va dal 16 al 22 giugno.
Iniziamo con questa settimana, quella che va da oggi 9 giugno 2014 fino a giorno 15 e segnalo fin da subito che stasera alle 21.30 si tengono due eventi, il primo nell'ambito della rassegna del Biografilm Festival (che si tiene ogni anno in estate appunto, sotto alla voce fonti ritrovate il link del sito a cui indirizzarvi) vede un filmato intitolato Johnny Clash Project dove in apertura e alla fine della serata si terrà anche della musica live; l'altro evento è invece un film, sempre nell'ambito della stessa rassegna, intitolato Ulay Performing Life.
Domani invece, 10 Giugno, consiglio il Cavaticcio Lido dove si terranno dei Mercatini Vintage e sempre della buona musica a partire dalle ore 19.00.
Altro evento, sempre domani, che stavolta invece coinvolge i bambini e i ragazzini è un incontro di Arte contemporanea che ha per tematica la fiaba dei Musicanti di Brema.
L' 11 di giugno parte il Mercato della Terra con i prodotti in vendita a chilometro zero nel cortile della Cineteca di Bologna a partire dalle ore 17.30.
Mentre se siete amanti di Arte e anche del Dark potete provare a fare una visita presso la Certosa dove si terrà, a partire dalle ore 20.30, una visita guidata delle opere e degli artisti del Novecento (arte cimiteriale per intenderci).
Alle ore 21.45 invece presso l'Arena Puccini viene trasmesso il film Ricordando Enrico Berlinguer.
Il 12 di Giugno presso i Giardini al CUBO c'è una simpatica serata di Cabaret con il comico Sergio Sgrilli (programmi tv come Zelig) dalle ore 21.15.
Mentre al Vicolo Bolognetti dalle ore 23.00 Musica del giovedì sera con il funk di ieri e di oggi.
13 di Giugno ore 19.00 l'evento Facciamo Salotto che si tiene presso il Salotto dell'inferno (in centro vicino le due torri, l'ex ghetto ebraico) dove si ha buon cibo, vino e musica.
Sabato 14 Giugno il concerto di inaugurazione presso il Botanique dalle ore 21.00; Musica Rock anni '50 in Vicolo Bolognetti e per chi non può assolutamente perdersi le partite dei Mondiali questa verrà trasmessa sul Maxischermo (ovviamente la partita Inghilterra-Italia) presso il Bioparco, il Botanique e Bolognetti.
Domenica 15 di Giugno, per gli amanti del Trekking segnalo l'evento "Dentro il paesaggio di Giorgio Morandi" organizzato dal Museo MAMbo di Bologna.
Sempre tanta Musica di ogni tipo in giro per i punti più svariati della città ed il film La mafia uccide solo d'estate alle ore 21.45 sempre all'Arena Puccini.
Gli eventi ovviamente sono molto più numerosi di quelli che potete immaginare pertanto vi consiglio di guardarvi comunque bene intorno perché di certo troverete anche cose che vi possono ispirare di più.
Con il post di oggi sul Bè estate chiudo ci si vede la prossima settimana con gli altri eventi.
FONTI:
http://agenda.comune.bologna.it/cultura/bolognaestate
http://www.biografilm.it/2014/
Iniziamo
Arrivo tardi come al solito nel mondo informatico e mi cimento
cosi' per la prima volta con un Blog ....
Ma come dice il famoso detto popolare "Meglio tardi che mai".
Il seguente Blog tratta pertanto svariati argomenti: si va dalla vita personale a Fotografie, dalla Letteratura all'Arte in generale (Musica, Teatro, Cinema), dalla Storia alle Biografie di personaggi famosi, Viaggi, Ricette di Cucina, Eventi e notizie in generale.
Percio' Benvenuto a chiunque voglia seguire queste pagine.
cosi' per la prima volta con un Blog ....
Ma come dice il famoso detto popolare "Meglio tardi che mai".
Il seguente Blog tratta pertanto svariati argomenti: si va dalla vita personale a Fotografie, dalla Letteratura all'Arte in generale (Musica, Teatro, Cinema), dalla Storia alle Biografie di personaggi famosi, Viaggi, Ricette di Cucina, Eventi e notizie in generale.
Percio' Benvenuto a chiunque voglia seguire queste pagine.
lunedì 9 giugno 2014
Ricetta del Tortino di Melanzane saporito.
Ultimamente, anche se con poco tempo a disposizione, mi è venuto il pallino per il cibo salato e per le torte o i tortini di verdure.
Passata quindi la fase dolci a volontà mi ritrovo ora con verdure di ogni tipo con cui fare ricette di varie forme e colori.
Questa che ripropongo nel post di oggi è semplice e buona e come ingrediente principale vede le Melanzane; vi scrivo quindi del: Tortino di Melanzane Saporito.
Avviso che la ricetta è per 4 persone quindi regolatevi voi con le dosi se volete farne di più per gli ospiti o di meno se è solo per una coppia.
Procediamo come sempre.
INGREDIENTI:
3 Melanzane; 1 Cipolla; 1 Peperone; 1 Cipollotto; 3 uova; Formaggio Grattugiato; Olio extravergine di Oliva; Sale e Pepe.
PREPARAZIONE:
Tagliate le Melanzane a Cubetti e salatele.
Mettetele da parte per circa 30 minuti fino a quando non avranno rilasciato un poco di liquido.
Tritate la Cipolla, il Cipollotto e il Peperone. Fateli appassire in un tegame con poco Olio insieme alle Melanzane (dopo averle pulite dal liquido ovviamente).
Dopo aver cotto la verdura spegnete il fuoco e aggiungete 3 uova battute. Condite con sale, pepe e del formaggio grattugiato.
Versate la miscela in uno stampo per plumcake o per budini unto con olio e cuocete in forno per 40 Minuti circa.
Appena presa consistenza il tortino e cotto uscite dal forno.
Servite e Buon Appetito.
Scusate la foto indecente ma si vede che stavolta non ho saputo fare di meglio vi assicuro però che la ricetta è veramente gustosa.
Per quanto riguarda la fonte di questa ricetta viene da un mio vecchio quadernino in cui tanto tempo fa avevo trascritto le ricette che più mi piacevano o ispiravano voglia di cucinare.
A presto.
Passata quindi la fase dolci a volontà mi ritrovo ora con verdure di ogni tipo con cui fare ricette di varie forme e colori.
Questa che ripropongo nel post di oggi è semplice e buona e come ingrediente principale vede le Melanzane; vi scrivo quindi del: Tortino di Melanzane Saporito.
Avviso che la ricetta è per 4 persone quindi regolatevi voi con le dosi se volete farne di più per gli ospiti o di meno se è solo per una coppia.
Procediamo come sempre.
INGREDIENTI:
3 Melanzane; 1 Cipolla; 1 Peperone; 1 Cipollotto; 3 uova; Formaggio Grattugiato; Olio extravergine di Oliva; Sale e Pepe.
PREPARAZIONE:
Tagliate le Melanzane a Cubetti e salatele.
Mettetele da parte per circa 30 minuti fino a quando non avranno rilasciato un poco di liquido.
Tritate la Cipolla, il Cipollotto e il Peperone. Fateli appassire in un tegame con poco Olio insieme alle Melanzane (dopo averle pulite dal liquido ovviamente).
Dopo aver cotto la verdura spegnete il fuoco e aggiungete 3 uova battute. Condite con sale, pepe e del formaggio grattugiato.
Versate la miscela in uno stampo per plumcake o per budini unto con olio e cuocete in forno per 40 Minuti circa.
Appena presa consistenza il tortino e cotto uscite dal forno.
Servite e Buon Appetito.
Scusate la foto indecente ma si vede che stavolta non ho saputo fare di meglio vi assicuro però che la ricetta è veramente gustosa.
Per quanto riguarda la fonte di questa ricetta viene da un mio vecchio quadernino in cui tanto tempo fa avevo trascritto le ricette che più mi piacevano o ispiravano voglia di cucinare.
A presto.
domenica 8 giugno 2014
In attesa delle Vacanze Estive il Quinto post sulle Isole Eolie. Stromboli bella e focosa.
Consapevole che i miei amici iniziano a non sopportarmi più con tutti questi post sulle Isole Eolie (forse invidiosi del fatto che non possono ancora entrare in vacanza) non posso comunque non mantenere la promessa posta al resto dei lettori di questo blog e pertanto proseguo, come avrete oramai compreso, con un nuovo post sulla terzultima isola di cui rimane da scrivere: Stromboli.
Quest'isola a differenza di quella di Vulcano (di cui abbiamo già parlato nei primi post di apertura) offre panorami per un verso forse ancora più danteschi di quelli visti in precedenza ma comunque pur sempre affascinanti dal punto di vista delle sue conformazioni geologiche.
Iniziamo quindi con questo nuovo viaggio in attesa, più avanti, di finire con le ultime due isole che resteranno poi da descrivere; quelle di: Alicudi e Filicudi.
Stromboli: Storia di un Gigante Nero:
Per la sua posizione vicina alle coste siciliane e per la sua fertilità, Stromboli è stata abitata fin dai tempi più remoti, pare già dal periodo del Neolitico Superiore (3000 a.C.).
Il suo nome deriva da quello greco di Strongyle (che significa rotonda) per la forma tondeggiante della sua sommità.
Con una popolazione di circa 400 abitanti (amministrata dal comune di Lipari) Stromboli è l'unico vulcano in Europa ed uno dei cinque al mondo in continua attività eruttiva (fasi che avvengono con una frequenza media di circa una ogni ora) .
L'area urbana, sulla costa nordorientale, si compone di diverse frazioni, collegate da due strade che corrono per un lungo tratto parallele e si congiungono poi agli estremi.
La strada che fiancheggia la costa unisce l'approdo di Scari con Ficogrande e Piscità; mentre la strada interna conduce alle frazioni di San Vincenzo e San Bartolo.
Tanto tempo fa le frazioni di Scari, Ficogrande e Piscità si dividevano gli abitati per segno di importanza. A Scari e Ficogrande vivevano infatti famiglie di marinai, artigiani, pescatori e carpentieri, mentre a Piscità abitavano ufficiali, armatori e proprietari terrieri.
A San Vincenzo e San Bartolo invece vivevano i contadini.
Il Borgo di Ginostra:
Sul versante sud-occidentale dell'isola è presente invece il piccolo borgo di Ginostra, raggiungibile esclusivamente via mare (non esistono in questo punto dell'isola attracchi o banchine per le barche ma solo un piccolo punto tra gli scogli in cui arrivare e che viene chiamato "Pertuso", che significa Buco, presso il quale può arrivare una sola barca per volta).
In questo borgo così particolare non esistono infatti strade ma solo scalinate e sentieri che conducono alle case di stile eoliano (tutte bianche, con vecchi forni a cupola e grandi terrazze panoramiche)
Una scalinata vi porta in quello che dovrebbe essere il centro abitato (d'inverno vi vivono solo una ventina di persone, contro i duecento del periodo estivo) e di fronte al Monumento ai Caduti da cui oltre a godere di un bel panorama si può proseguire per un altro sentiero che conduce a punta Lazzaro dove si può arrivare a visitare delle grotte marine.
A Ginostra fino al febbraio del 2004 non era presente la rete elettrica (oggi invece garantita dai servizi Enel); non vi sono mezzi di trasporto (l'unico è l'asinello) e vi è solo un negozio di alimentari e una guardia medica, per il resto questa parte di isola conserva lo spirito di una civiltà antica ormai persa e una pace che oggi è difficile trovare.
Tantissimi i turisti che visitano l'isola di Stromboli nel periodo estivo ma in genere questa resta un isola pensata per chi cerca tranquillità e pace (la Movida la trovi a Panarea o nelle isole a fianco comunque).
Strombolicchio l'Isolotto Leggendario:
Altro punto di grande importanza e che si trova a poche centinaia di metri in mezzo al mare, sul lato nord est dell'isola è invece il neck di Strombolicchio (residuo di un antico camino vulcanico che sorge proprio come isolotto a sé con una estensione di 3000 metri quadri e le sue ripide scogliere che vanno a picco sul mare).
Su questo isolotto venne costruito un Faro della Marina Militare ultimato nel 1926 anche se si attesero circa 12 anni prima che potesse essere avviato (di conseguenza nel 1938).
Una scalinata di ferro conduce fino in cima al Faro da cui vi è una visuale mozzafiato e un punto di vista sull'isola di Stromboli diverso dagli altri.
A causa della mancanza di acqua e del terreno incoltivabile lo Strombolicchio non è mai stato abitato ed anzi la leggenda vuole che esso in antichità fosse usato come "tappo" del vulcano lanciato in mezzo al mare da antiche divinità.
La Festa del Fuoco ed altri Riferimenti Culturali:
Stromboli è sempre stata presa come Musa Ispiratrice per gli eventi artistici più disparati.
Se in ambito letterario Jules Verne ha infatti ambientato in quest'isola la parte finale del suo romanzo, del 1864, Viaggio al centro della terra, anche il Cinema ha strizzato l'occhio alle sue bellezze naturali e selvagge, esempio più famoso rimane quello del film del 1949 di Roberto Rossellini, intitolato Stromboli terra di Dio, con protagonista una bellezza algida straniera quale Ingrid Bergman che contrastava con il calore di questa terra.
Altro evento che più di recente ha acquisito notorietà sull'isola e che si svolge ogni anno fin dai suoi esordi nel 2008 è : La Festa del Fuoco.
Nata come celebrazione dell'elemento Fuoco appunto è diventato un modo creativo ed originale con cui l'uomo ha dato vita a degli appuntamenti di spettacolo che si svolgono solitamente nel periodo tra fine Agosto ed inizio Settembre (per circa due settimane di fila).
Grazie infatti alle notti incontaminate (senza cioè fonti di inquinamento di luci quali i lampioni stradali per esempio) lungo le strade di Stromboli, artisti internazionali si danno appuntamento ogni anno per creare delle performance di straordinario impatto visivo e coinvolgere tutti gli interessati.
Un evento unico che vale la pena di vivere insieme alle bellezze che l'isola offre e che si terrà anche quest'anno.
Conclusione:
Stromboli offre come tutte le altre sue sorelle isole un contatto intimo tra Natura ed Io interiore che almeno una volta nella vita occorre provare andando a visitare questi luoghi che sembrano usciti da un mondo di sogni incantato.
Tra il Blu del Mare, il Rosso vivo del Vulcano, il Verde della Vegetazione non ci sono molte altre parole per descrivere questi incanti se non usare i colori dei pittori esattamente gli stessi colori che qualche Ente Superiore ha voluto usare per creare queste sette bellezze.
Ci si vede la prossima volta con il post finale su Alicudi e Filicudi.
Grazie e Buona serata.
Fonti ed Immagini:
Guida De Agostini sulle Isole Eolie
Wikipedia alla voce Stromboli.
Quest'isola a differenza di quella di Vulcano (di cui abbiamo già parlato nei primi post di apertura) offre panorami per un verso forse ancora più danteschi di quelli visti in precedenza ma comunque pur sempre affascinanti dal punto di vista delle sue conformazioni geologiche.
Iniziamo quindi con questo nuovo viaggio in attesa, più avanti, di finire con le ultime due isole che resteranno poi da descrivere; quelle di: Alicudi e Filicudi.
Stromboli: Storia di un Gigante Nero:
Per la sua posizione vicina alle coste siciliane e per la sua fertilità, Stromboli è stata abitata fin dai tempi più remoti, pare già dal periodo del Neolitico Superiore (3000 a.C.).
Il suo nome deriva da quello greco di Strongyle (che significa rotonda) per la forma tondeggiante della sua sommità.
Con una popolazione di circa 400 abitanti (amministrata dal comune di Lipari) Stromboli è l'unico vulcano in Europa ed uno dei cinque al mondo in continua attività eruttiva (fasi che avvengono con una frequenza media di circa una ogni ora) .
L'area urbana, sulla costa nordorientale, si compone di diverse frazioni, collegate da due strade che corrono per un lungo tratto parallele e si congiungono poi agli estremi.
La strada che fiancheggia la costa unisce l'approdo di Scari con Ficogrande e Piscità; mentre la strada interna conduce alle frazioni di San Vincenzo e San Bartolo.
Tanto tempo fa le frazioni di Scari, Ficogrande e Piscità si dividevano gli abitati per segno di importanza. A Scari e Ficogrande vivevano infatti famiglie di marinai, artigiani, pescatori e carpentieri, mentre a Piscità abitavano ufficiali, armatori e proprietari terrieri.
A San Vincenzo e San Bartolo invece vivevano i contadini.
Sul versante sud-occidentale dell'isola è presente invece il piccolo borgo di Ginostra, raggiungibile esclusivamente via mare (non esistono in questo punto dell'isola attracchi o banchine per le barche ma solo un piccolo punto tra gli scogli in cui arrivare e che viene chiamato "Pertuso", che significa Buco, presso il quale può arrivare una sola barca per volta).
In questo borgo così particolare non esistono infatti strade ma solo scalinate e sentieri che conducono alle case di stile eoliano (tutte bianche, con vecchi forni a cupola e grandi terrazze panoramiche)
Una scalinata vi porta in quello che dovrebbe essere il centro abitato (d'inverno vi vivono solo una ventina di persone, contro i duecento del periodo estivo) e di fronte al Monumento ai Caduti da cui oltre a godere di un bel panorama si può proseguire per un altro sentiero che conduce a punta Lazzaro dove si può arrivare a visitare delle grotte marine.
A Ginostra fino al febbraio del 2004 non era presente la rete elettrica (oggi invece garantita dai servizi Enel); non vi sono mezzi di trasporto (l'unico è l'asinello) e vi è solo un negozio di alimentari e una guardia medica, per il resto questa parte di isola conserva lo spirito di una civiltà antica ormai persa e una pace che oggi è difficile trovare.
Tantissimi i turisti che visitano l'isola di Stromboli nel periodo estivo ma in genere questa resta un isola pensata per chi cerca tranquillità e pace (la Movida la trovi a Panarea o nelle isole a fianco comunque).
Strombolicchio l'Isolotto Leggendario:
Altro punto di grande importanza e che si trova a poche centinaia di metri in mezzo al mare, sul lato nord est dell'isola è invece il neck di Strombolicchio (residuo di un antico camino vulcanico che sorge proprio come isolotto a sé con una estensione di 3000 metri quadri e le sue ripide scogliere che vanno a picco sul mare).
Su questo isolotto venne costruito un Faro della Marina Militare ultimato nel 1926 anche se si attesero circa 12 anni prima che potesse essere avviato (di conseguenza nel 1938).
Una scalinata di ferro conduce fino in cima al Faro da cui vi è una visuale mozzafiato e un punto di vista sull'isola di Stromboli diverso dagli altri.
A causa della mancanza di acqua e del terreno incoltivabile lo Strombolicchio non è mai stato abitato ed anzi la leggenda vuole che esso in antichità fosse usato come "tappo" del vulcano lanciato in mezzo al mare da antiche divinità.
La Festa del Fuoco ed altri Riferimenti Culturali:
Stromboli è sempre stata presa come Musa Ispiratrice per gli eventi artistici più disparati.
Se in ambito letterario Jules Verne ha infatti ambientato in quest'isola la parte finale del suo romanzo, del 1864, Viaggio al centro della terra, anche il Cinema ha strizzato l'occhio alle sue bellezze naturali e selvagge, esempio più famoso rimane quello del film del 1949 di Roberto Rossellini, intitolato Stromboli terra di Dio, con protagonista una bellezza algida straniera quale Ingrid Bergman che contrastava con il calore di questa terra.
Altro evento che più di recente ha acquisito notorietà sull'isola e che si svolge ogni anno fin dai suoi esordi nel 2008 è : La Festa del Fuoco.
Nata come celebrazione dell'elemento Fuoco appunto è diventato un modo creativo ed originale con cui l'uomo ha dato vita a degli appuntamenti di spettacolo che si svolgono solitamente nel periodo tra fine Agosto ed inizio Settembre (per circa due settimane di fila).
Grazie infatti alle notti incontaminate (senza cioè fonti di inquinamento di luci quali i lampioni stradali per esempio) lungo le strade di Stromboli, artisti internazionali si danno appuntamento ogni anno per creare delle performance di straordinario impatto visivo e coinvolgere tutti gli interessati.
Un evento unico che vale la pena di vivere insieme alle bellezze che l'isola offre e che si terrà anche quest'anno.
Conclusione:
Stromboli offre come tutte le altre sue sorelle isole un contatto intimo tra Natura ed Io interiore che almeno una volta nella vita occorre provare andando a visitare questi luoghi che sembrano usciti da un mondo di sogni incantato.
Tra il Blu del Mare, il Rosso vivo del Vulcano, il Verde della Vegetazione non ci sono molte altre parole per descrivere questi incanti se non usare i colori dei pittori esattamente gli stessi colori che qualche Ente Superiore ha voluto usare per creare queste sette bellezze.
Ci si vede la prossima volta con il post finale su Alicudi e Filicudi.
Grazie e Buona serata.
Fonti ed Immagini:
Guida De Agostini sulle Isole Eolie
Wikipedia alla voce Stromboli.
mercoledì 28 maggio 2014
In attesa delle vacanze estive il quarto post sulle Isole Eolie. Panarea l'isola dei Vip.
Eccomi nuovamente qui a scrivere sul Blog in questo mese così caotico e sempre di corsa.
Come promesso il 15 di Maggio, nel terzo post riguardante le Isole Eolie, continuo oggi con la descrizione di un'altra perla siciliana e nota in quanto meta preferita dai personaggi famosi, detti anche Vip: l'isola di Panarea.
Tra storia antica e paesaggi naturali mozzafiato anche Panarea merita come tutte le Eolie di essere visitata e vissuta in maniera completa.
Iniziamo quindi con questo quarto post tutto Eoliano.
Panarea isola dalla storia antica:
Chiamata anticamente Euònymos, che significa quella che sta a sinistra (inteso come l'isola alla sinistra dei naviganti che da Lipari si dirigevano verso la Sicilia) e successivamente chiamata invece Pagnaria, che significa maledetta o priva di ruscelli, questa è la più piccola delle isole dell'arcipelago ed anche la più antica. E' stata infatti la prima isola ad emergere dal mare all'incirca 700.000 anni fa, durante una fase geologica particolare che ha dato origine anche agli isolotti sparsi intorno alle sue acque orientali (tali isolotti sono conosciuti come: Scogli delle Formiche, Lisca Nera, Panarelli, isolette di Bottaro, Lisca Bianca, Dattilo e Basiluzzo, tutte sorte dallo stesso complesso vulcanico).
Sull'isola sono state inoltre istituite la riserva naturale di "isola di panarea" e la riserva di "punta milazzese e isole minori".
Entrambe queste riserve sono dei siti archeologici dove vi si ritrovano dei villaggi preistorici con tanto di antichi edifici in pietra che si affacciano su un mare di un colore blu profondo.
Strategicamente importanti nella media età del Bronzo perché poste lungo le rotte marinare di nuovi scambi commerciali legati alla ceramica.
Intorno al 1400 a.C. sulle isole arrivarono nuove persone che riabitarono questi luoghi solitari e diedero vita alla cultura del milazzese da dove provenivano i nuovi abitanti.
Le testimonianze lasciate nel villaggio sono composte da 23 capanne, tutte circolari, costruite su muretti di pietra e tronchi in legno rivestite poi di una tettoia di frasche, foglie e terra.
Durante gli scavi condotti dall'archeologo e studioso Bernabò di Brea e da Madelaine Cavalier, sono stati anche ritrovati numerosi suppellettili come vasi e oggetti di uso domestico comune e che si ritrovano oggi esposti al Museo Archeologico Eoliano di Lipari (vedi il post su Lipari per le notizie e gli appunti sul Museo).
Ovviamente la storia di Panarea è molto più lunga e complessa di quanto fino ad ora ho riportato.
Se volete approfondire trovate ulteriori notizie sul sito di Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Panarea)
Proseguiamo, dopo questo primo excursus storico, a descrivere di Panarea oggi.
Panarea e i possibili percorsi:
Composta da circa 200 abitanti, l'unico approdo per arrivare oggi a Panarea è quello di San Pietro e le abitazioni dell'isola si raggruppano in tre piccole frazioni : Ditella; San Pietro e Drauto.
Riscoperta negli anni '60 da un gruppo di intellettuali ed artisti che in cerca di musa ispiratrice si stabilirono sull'isola Panarea è diventata oggi una vera e propria meta per i personaggi di fama in ogni campo: dagli attori ai cantanti, dai politici agli imprenditori, dagli intellettuali ai nobili.
Se volete fare dei giri attraverso l'isola, i percorsi consigliati sono quelli della parte centroccidentale dell'isola dove ritroverete di fronte la vetta di punta del Corvo (427 m.) e un sentiero segnato dal CAI che parte dal centro del paese di San Pietro per arrivare in cima in circa un ora di cammino.
A nord invece si apre un altra stradina che parte dalla Ditella e arriva fino alla spiaggia della Calcara che è caratterizzata da piccole fumarole vulcaniche ancora attive.
Nella conca della Calcara sono stati ritrovati, durante degli scavi archeologici, degli strani pozzetti di ciottoli e sabbia dentro cui vi erano statuette divinatorie (anche queste oggi al museo di Lipari).
Sempre partendo da San Pietro invece e proseguendo verso la costa sudoccidentale dell'isola si apre la spiaggia di sabbia della caletta dei Zimmari e ai piedi del villaggio preistorico di punta milazzese quella più piccola ma stupenda di Cala Junco.
Concludo pertanto qui con questo quarto post sulle isole Eolie, ricordo, come sempre, che trovate alla voce fonti le informazioni presso le quali mi sono rifatta mentre le foto sono state datemi da un amico eoliano.
Buona serata.
Fonti:
http://www.panarea.com
https://www.google.it/maps/dir/San+Pietro+ME/Cala+Junco,+98050+Panarea+(citt%C3%A1)/@38.6307149,15.0598199,15z/data=!3m1!4b1!4m14!4m13!1m5!1m1!1s0x1315dfac603dde51:0x1ade4df5c5f28144!2m2!1d15.0761323!2d38.6345575!1m5!1m1!1s0x1315df0b8b9a6e39:0x1514461ae7ffadbf!2m2!1d15.0599!2d38.625504!3e2
http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Panarea
Guida DeAgostini sulle Isole Eolie alla sezione su Panarea.
Come promesso il 15 di Maggio, nel terzo post riguardante le Isole Eolie, continuo oggi con la descrizione di un'altra perla siciliana e nota in quanto meta preferita dai personaggi famosi, detti anche Vip: l'isola di Panarea.
Tra storia antica e paesaggi naturali mozzafiato anche Panarea merita come tutte le Eolie di essere visitata e vissuta in maniera completa.
Iniziamo quindi con questo quarto post tutto Eoliano.
Panarea isola dalla storia antica:
Chiamata anticamente Euònymos, che significa quella che sta a sinistra (inteso come l'isola alla sinistra dei naviganti che da Lipari si dirigevano verso la Sicilia) e successivamente chiamata invece Pagnaria, che significa maledetta o priva di ruscelli, questa è la più piccola delle isole dell'arcipelago ed anche la più antica. E' stata infatti la prima isola ad emergere dal mare all'incirca 700.000 anni fa, durante una fase geologica particolare che ha dato origine anche agli isolotti sparsi intorno alle sue acque orientali (tali isolotti sono conosciuti come: Scogli delle Formiche, Lisca Nera, Panarelli, isolette di Bottaro, Lisca Bianca, Dattilo e Basiluzzo, tutte sorte dallo stesso complesso vulcanico).
Sull'isola sono state inoltre istituite la riserva naturale di "isola di panarea" e la riserva di "punta milazzese e isole minori".
Entrambe queste riserve sono dei siti archeologici dove vi si ritrovano dei villaggi preistorici con tanto di antichi edifici in pietra che si affacciano su un mare di un colore blu profondo.
Strategicamente importanti nella media età del Bronzo perché poste lungo le rotte marinare di nuovi scambi commerciali legati alla ceramica.
Intorno al 1400 a.C. sulle isole arrivarono nuove persone che riabitarono questi luoghi solitari e diedero vita alla cultura del milazzese da dove provenivano i nuovi abitanti.
Le testimonianze lasciate nel villaggio sono composte da 23 capanne, tutte circolari, costruite su muretti di pietra e tronchi in legno rivestite poi di una tettoia di frasche, foglie e terra.
Durante gli scavi condotti dall'archeologo e studioso Bernabò di Brea e da Madelaine Cavalier, sono stati anche ritrovati numerosi suppellettili come vasi e oggetti di uso domestico comune e che si ritrovano oggi esposti al Museo Archeologico Eoliano di Lipari (vedi il post su Lipari per le notizie e gli appunti sul Museo).
Ovviamente la storia di Panarea è molto più lunga e complessa di quanto fino ad ora ho riportato.
Se volete approfondire trovate ulteriori notizie sul sito di Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Panarea)
Proseguiamo, dopo questo primo excursus storico, a descrivere di Panarea oggi.
Panarea e i possibili percorsi:
Composta da circa 200 abitanti, l'unico approdo per arrivare oggi a Panarea è quello di San Pietro e le abitazioni dell'isola si raggruppano in tre piccole frazioni : Ditella; San Pietro e Drauto.
Riscoperta negli anni '60 da un gruppo di intellettuali ed artisti che in cerca di musa ispiratrice si stabilirono sull'isola Panarea è diventata oggi una vera e propria meta per i personaggi di fama in ogni campo: dagli attori ai cantanti, dai politici agli imprenditori, dagli intellettuali ai nobili.
Se volete fare dei giri attraverso l'isola, i percorsi consigliati sono quelli della parte centroccidentale dell'isola dove ritroverete di fronte la vetta di punta del Corvo (427 m.) e un sentiero segnato dal CAI che parte dal centro del paese di San Pietro per arrivare in cima in circa un ora di cammino.
A nord invece si apre un altra stradina che parte dalla Ditella e arriva fino alla spiaggia della Calcara che è caratterizzata da piccole fumarole vulcaniche ancora attive.
Nella conca della Calcara sono stati ritrovati, durante degli scavi archeologici, degli strani pozzetti di ciottoli e sabbia dentro cui vi erano statuette divinatorie (anche queste oggi al museo di Lipari).
Sempre partendo da San Pietro invece e proseguendo verso la costa sudoccidentale dell'isola si apre la spiaggia di sabbia della caletta dei Zimmari e ai piedi del villaggio preistorico di punta milazzese quella più piccola ma stupenda di Cala Junco.
Di Panarea non posso scrivere molto altro in quanto l'isola pur offrendo una storia così complessa e millenaria è in fondo anche piccola e sono solo tre i possibili percorsi da poter fare (ovvero quelli sopra descritti) per il resto vi sono possibilità di fare dei tour dell'isola con gite organizzate con delle imbarcazioni (potete trovare direttamente sull'isola noleggi barche o informazioni al riguardo).
Concludo pertanto qui con questo quarto post sulle isole Eolie, ricordo, come sempre, che trovate alla voce fonti le informazioni presso le quali mi sono rifatta mentre le foto sono state datemi da un amico eoliano.
Buona serata.
http://www.panarea.com
https://www.google.it/maps/dir/San+Pietro+ME/Cala+Junco,+98050+Panarea+(citt%C3%A1)/@38.6307149,15.0598199,15z/data=!3m1!4b1!4m14!4m13!1m5!1m1!1s0x1315dfac603dde51:0x1ade4df5c5f28144!2m2!1d15.0761323!2d38.6345575!1m5!1m1!1s0x1315df0b8b9a6e39:0x1514461ae7ffadbf!2m2!1d15.0599!2d38.625504!3e2
http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Panarea
Guida DeAgostini sulle Isole Eolie alla sezione su Panarea.
venerdì 23 maggio 2014
Tagliolini con le Fragole ricetta buona e sana.
Presa dai mille impegni quotidiani quasi quasi mi dimenticavo di postare la ricetta del mese di Maggio.
Fortunatamente non è successo e così oggi vi riporto una buona ricetta che vede per protagoniste le amate Fragole che tanto riempiono gli scaffali dei negozi di frutta e verdura in questo periodo.
Inoltre uniamo l'utile al dilettevole scrivendo che in previsione dell'arrivo delle vacanze estive le Fragole vengono in aiuto in quanto sono frutti ideali per le diete dimagranti visto il loro scarso apporto di zuccheri (quindi poche calorie, sempre ovviamente facendo attenzione a ciò con cui le andiamo ad accompagnare) e la loro grande quantità di acqua (almeno per idratarsi).
La ricetta postata oggi tratta quindi dei: Tagliolini con le Fragole.
Come sempre mi è venuta l'ispirazione grazie ad una rivista, intitolata Vegetariana e di cui troverete indicazioni sotto alla voce riguardante le Fonti (anche per quanto riguarda la foto è stata recuperata da internet).
Iniziamo allora.
INGREDIENTI:
400 gr. di Tagliolini; 400 gr. di Fragole; un cucchiaio di Zucchero di Canna; un pizzico di pepe bianco; 50 gr. di Parmigiano Grattugiato; sale q.b.
PREPARAZIONE:
Lavate le Fragole e rimuovete il picciolo (Lasciate qualche fragola da parte per decorare un poco il piatto alla fine).
Mettere le Fragole in una pentola aggiungendo lo zucchero di canna e quattro cucchiai di acqua.
Cuocete per 5 o 6 minuti, mescolando sempre con un cucchiaio di legno, finché le fragole non si ammorbidiscono. Aggiungete un pizzico di pepe bianco dopodiché frullate tutto passando la salsa ottenuta in un colino per renderla più omogenea.
Cuocete i Tagliolini in acqua bollente salata fin quando non saranno al dente, dopodiché scolateli.
Mescolate i Tagliolini con la Salsa di Fragole e spolverizzate con del Parmigiano Grattugiato.
Decorate il piatto con le fragole che in precedenza avevate tenuto da parte e se si vuole con qualche foglia di menta.
Mangiate e Buon Appetito.
Fonti ed Immagini:
Ricetta dei Tagliolini con le Fragole reperibile sulla rivista mensile "La mia cucina Vegetariana", edizione di Maggio 2014 n. 50 alle pagine 34-35.
Immagine reperibile sul sito web: http://www.bayergarden.it/it-IT/Ricette/Tagliolini%20con%20le%20fragole.aspx
Fortunatamente non è successo e così oggi vi riporto una buona ricetta che vede per protagoniste le amate Fragole che tanto riempiono gli scaffali dei negozi di frutta e verdura in questo periodo.
Inoltre uniamo l'utile al dilettevole scrivendo che in previsione dell'arrivo delle vacanze estive le Fragole vengono in aiuto in quanto sono frutti ideali per le diete dimagranti visto il loro scarso apporto di zuccheri (quindi poche calorie, sempre ovviamente facendo attenzione a ciò con cui le andiamo ad accompagnare) e la loro grande quantità di acqua (almeno per idratarsi).
La ricetta postata oggi tratta quindi dei: Tagliolini con le Fragole.
Come sempre mi è venuta l'ispirazione grazie ad una rivista, intitolata Vegetariana e di cui troverete indicazioni sotto alla voce riguardante le Fonti (anche per quanto riguarda la foto è stata recuperata da internet).
Iniziamo allora.
INGREDIENTI:
400 gr. di Tagliolini; 400 gr. di Fragole; un cucchiaio di Zucchero di Canna; un pizzico di pepe bianco; 50 gr. di Parmigiano Grattugiato; sale q.b.
PREPARAZIONE:
Lavate le Fragole e rimuovete il picciolo (Lasciate qualche fragola da parte per decorare un poco il piatto alla fine).
Mettere le Fragole in una pentola aggiungendo lo zucchero di canna e quattro cucchiai di acqua.
Cuocete per 5 o 6 minuti, mescolando sempre con un cucchiaio di legno, finché le fragole non si ammorbidiscono. Aggiungete un pizzico di pepe bianco dopodiché frullate tutto passando la salsa ottenuta in un colino per renderla più omogenea.
Cuocete i Tagliolini in acqua bollente salata fin quando non saranno al dente, dopodiché scolateli.
Mescolate i Tagliolini con la Salsa di Fragole e spolverizzate con del Parmigiano Grattugiato.
Decorate il piatto con le fragole che in precedenza avevate tenuto da parte e se si vuole con qualche foglia di menta.
Mangiate e Buon Appetito.
Fonti ed Immagini:
Ricetta dei Tagliolini con le Fragole reperibile sulla rivista mensile "La mia cucina Vegetariana", edizione di Maggio 2014 n. 50 alle pagine 34-35.
Immagine reperibile sul sito web: http://www.bayergarden.it/it-IT/Ricette/Tagliolini%20con%20le%20fragole.aspx
lunedì 19 maggio 2014
La mafia uccide solo d'estate il film di Pierfrancesco Diliberto (il famoso Pif)
Ho comprato il Dvd del film "La Mafia uccide solo d'Estate" e volevo condividerne con voi alcuni aspetti.
Scritto, diretto e anche interpretato da Pierfrancesco Diliberto, conosciuto al pubblico con il nome d'arte di Pif (avete presente la trasmissione televisiva, in onda sul canale di Mtv, Il Testimone ? il ragazzo che gira per il mondo con la sua piccola videocamera in mano ed in maniera a volte ironica a volte seria tratta argomenti di interesse culturale generale ? ecco quel Pif lì).
Il film è stato girato nel 2013 è pone una visione alquanto particolare sulla questione della Mafia.
Si legge nel trafiletto sul retro del Dvd:
Crescere e amare nella Palermo della Mafia.
Un racconto lungo venti anni attraverso gli occhi di un bambino Arturo che diventa grande in una città affascinante e terribile ma dove c'è ancora spazio per la passione ed il sorriso.
Ed è proprio questo quello che in sostanza rappresenta questo film.
La storia di Arturo, bambino palermitano, che innamorato della compagna di classe Flora tenta per tutta il percorso della sua crescita di conquistarla ma ogni volta che ci prova i suoi tentativi falliscono a causa sempre di qualche incidente di percorso dovuto ad avvenimenti di stampo mafioso che in qualche modo volente o no rientrano a far parte di chi in una terra come la Sicilia ci nasce, ci cresce e ci vive.
Inoltre Arturo da grande vuol fare il giornalista e la sua giovanissima e lucida mente lo porteranno ad incontrare personaggi che in lui lasceranno un segno profondo ed incancellabile, personaggi di grande calibro come ad esempio il generale Dalla Chiesa o il magistrato Rocco Chinnici.
Divertente la scena in cui il bambino Arturo si intrufola nel palazzo di giustizia ed incontra il generale Dalla Chiesa nel suo ufficio dove il generale gli concede una intervista.
Queste la battuta:
Generale Dalla Chiesa, il presidente del Consiglio Giulio Andreotti ha dichiarato in una intervista che la mafia esiste solo in Campania ed in Calabria.
Non è che per caso Lei ha sbagliato Regione ?
Ironia divertente ma anche amara nel suo duplice aspetto, vera e crudele come solo lei a volte sa esserlo.
Nel film sono ripercorsi quindi esperienze che hanno toccato i palermitani (loro in prima persona ma anche il resto della Sicilia) dall'inizio degli anni Ottanta fino ad arrivare al 1992, un periodo storico buio, pieno di morti innocenti che hanno smosso le coscienze del vivere comune e giornaliero di una intera regione.
Non scrivo altro, a parte che nel cast sono presenti anche altri attori noti come Cristiana Capotondi, Claudio Gioè, Ninni Bruschetta.
Vi lascio quindi consigliandovi la visione di questo dramma/commedia (o anche commedia/dramma vale in entrambi i casi senza ambiguità di sensi) e magari aspetto di sapere anche il vostro commento.
A presto.
Scritto, diretto e anche interpretato da Pierfrancesco Diliberto, conosciuto al pubblico con il nome d'arte di Pif (avete presente la trasmissione televisiva, in onda sul canale di Mtv, Il Testimone ? il ragazzo che gira per il mondo con la sua piccola videocamera in mano ed in maniera a volte ironica a volte seria tratta argomenti di interesse culturale generale ? ecco quel Pif lì).
Il film è stato girato nel 2013 è pone una visione alquanto particolare sulla questione della Mafia.
Si legge nel trafiletto sul retro del Dvd:
Crescere e amare nella Palermo della Mafia.
Un racconto lungo venti anni attraverso gli occhi di un bambino Arturo che diventa grande in una città affascinante e terribile ma dove c'è ancora spazio per la passione ed il sorriso.
Ed è proprio questo quello che in sostanza rappresenta questo film.
La storia di Arturo, bambino palermitano, che innamorato della compagna di classe Flora tenta per tutta il percorso della sua crescita di conquistarla ma ogni volta che ci prova i suoi tentativi falliscono a causa sempre di qualche incidente di percorso dovuto ad avvenimenti di stampo mafioso che in qualche modo volente o no rientrano a far parte di chi in una terra come la Sicilia ci nasce, ci cresce e ci vive.
Inoltre Arturo da grande vuol fare il giornalista e la sua giovanissima e lucida mente lo porteranno ad incontrare personaggi che in lui lasceranno un segno profondo ed incancellabile, personaggi di grande calibro come ad esempio il generale Dalla Chiesa o il magistrato Rocco Chinnici.
Divertente la scena in cui il bambino Arturo si intrufola nel palazzo di giustizia ed incontra il generale Dalla Chiesa nel suo ufficio dove il generale gli concede una intervista.
Queste la battuta:
Generale Dalla Chiesa, il presidente del Consiglio Giulio Andreotti ha dichiarato in una intervista che la mafia esiste solo in Campania ed in Calabria.
Non è che per caso Lei ha sbagliato Regione ?
Ironia divertente ma anche amara nel suo duplice aspetto, vera e crudele come solo lei a volte sa esserlo.
Nel film sono ripercorsi quindi esperienze che hanno toccato i palermitani (loro in prima persona ma anche il resto della Sicilia) dall'inizio degli anni Ottanta fino ad arrivare al 1992, un periodo storico buio, pieno di morti innocenti che hanno smosso le coscienze del vivere comune e giornaliero di una intera regione.
Non scrivo altro, a parte che nel cast sono presenti anche altri attori noti come Cristiana Capotondi, Claudio Gioè, Ninni Bruschetta.
Vi lascio quindi consigliandovi la visione di questo dramma/commedia (o anche commedia/dramma vale in entrambi i casi senza ambiguità di sensi) e magari aspetto di sapere anche il vostro commento.
A presto.
giovedì 15 maggio 2014
Terzo post sulle Isole Eolie. La verde Salina.
Rientrata nuovamente in postazione dopo un brevissimo periodo di stop (con viaggio annesso in Sicilia, ogni tanto ritornare alle proprie origini fa bene) sono pronta a riprendere in mano il blog.
Lo faccio con questo primo post del mese di Maggio che prosegue poi in realtà la scia di quanto avevamo già iniziato il mese precedente e che vede un terzo (e più avanti anche un quarto) post riguardante le Isole Eolie di cui avevamo appunto iniziato a parlare la volta scorsa con le descrizioni prima di Lipari e poi di Vulcano.
Oggi invece si prosegue con la terza isola, la più grande dopo Lipari ed anche la più verde, parlo di: Salina.
Premesso che a quest'isola sono legata in maniera diversa che alle altre (tutte bellissime ovviamente) in quanto ho passato molte estati della mia infanzia da dei cugini che vivevano li.
Raggiungibile anche lei dai porti di Milazzo, di Napoli di Palermo, di Reggio Calabria e di Sant'Agata di Militello (andatevi a rivedere i post precedenti, in particolare il primo, per le informazioni su come raggiungere le isole) è la seconda isola più estesa (26,8 Km) ed è anche quella che offre un ricco panorama vegetativo oltre che splendidi punti di mare blu.
La Storia di Salina:
Chiamata Didyme dagli antichi greci, che significa Gemella, dovuta ai suoi due grandi vulcani (Monte Fossa delle Felci e Monte dei Porri) oggi spenti e che sono appunto simili quasi come fossero gemelli.
L'attuale nome venne cambiato in Salina perché al suo interno vi si ritrovava un lago dalle acque salate (il Lago di Lingua) dove anticamente, nel periodo di inizio Novecento, si estraeva il sale marino per la conservazione dei capperi e del pesce.
A differenza di altre isole, Salina, non dipende dal comune di Lipari ma gode dal 1867 di una propria amministrazione locale che la vede divisa addirittura in tre comuni autonomi: Santa Marina sulla costa orientale, Malfa a settentrione e Leni nell'entroterra meridionale.
Malfa e Leni sono principalmente centri di vocazione agricola mentre Santa Marina è un vero e proprio porto di mare rilegato agli scambi e al commercio (pieno di negozietti turistici caratteristici).
Esistono poi delle frazioni, come Rinella e Pollara, che sono anch'esse caratteristiche e di cui vi spiegherò man mano che andrò avanti con il discorso.
Grazie al fatto che l'isola è ricca di acqua vengono coltivate uve pregiate da cui si ricava la famosa "Malvasia delle Lipari", un vino dolce veramente delicato ed invidiato ed esportato in tutto il mondo (basta pensare che sono tanti gli imprenditori stranieri che si sono innamorati dell'isola comprando terreni e producendo la Malvasia, il più famoso è sicuramente quella del tedesco Hauner) ed è inoltre famosa per la produzione dei capperi.
Vediamo, come già fatto con gli altri post in precedenza, i possibili percorsi che l'isola offre.
Primo Percorso: da Santa Marina Salina a Lingua:
A Santa Marina Salina, che come scritto poco sopra è un porto di scambio turistico presso il quale ci si può arrivare in aliscafo o in nave anche con la propria auto, potrete fermarvi principalmente per fare shopping turistico, passeggiare per le piccole vie abitate e vedere dai vicoli i vari scorci panoramici che l'isola offre.
Se volete invece compiere delle escursioni allora dovrete muovervi verso sud con un mezzo (auto propria o autobus o noleggio scooter) dove attraversando il verde dei campi coltivati da una parte, il mare dall'altra e più avanti ancora, ad un tratto, le pareti di tufo vulcanico di monte Fossa delle Felci, arriverete nella piccola ma caratteristica frazione di Lingua.
Chiamata così perché possiede un piccolo lago salato a forma di lingua che è racchiuso in una striscia di terra che protende verso il mare, il lago ha la forma triangolare ed è profondo pochi metri, vicino ad esso sono stati inoltre rinvenuti i resti di edifici risalenti al I e al II secolo d.C. (detti muri ad opus reticolarum).
L'area racchiusa intorno al lago di Lingua è particolarmente umida e ciò la rende di interesse per gli amanti dell'ornitologia che avranno modo, nel periodo che va da primavera fino ad autunno, di vedere animali migratori di ogni specie.
Sempre nei pressi del Lago è presente un caseggiato con antico frantoio (risalente alla prima metà dell'Ottocento) che è stato adibito a Museo Civico ed inaugurato nel giugno del 2000.
Dopo la visita al Museo vi consiglio una passeggiata lungo il lato del mare dove troverete numerosi bar ed in particolare troverete quello più famoso e rinomato di tutta l'isola, parlo del bar di: Alfredo.
Recensito sulle migliori guide di viaggio (ma non lasciatevi ingannare i prezzi sono nella norma) ed apprezzata scoperta dei turisti stranieri di tutto il mondo (se non mi credete fatevi un giro sul sito di tripadvisor), il bar di Alfredo offre le migliori granite della Sicilia che vi lasceranno rinfrescati dopo una calda giornata al mare ed anche il famoso "pane cunzato" e non vi svelo altro perché aspetto di sapere da chi lo prova direttamente cosa ne pensa.
Il mio consiglio è di fermarvi da Alfredo prima di riprendere il vostro giro escursionistico dell'isola.
Secondo Percorso Consigliato agli amanti del trekking: Monte Fossa delle Felci:
Questo secondo percorso è consigliabile solo per chi è sportivo, ben allenato ed amante delle camminate lunghe e del trekking. Il percorso che arriva fino al monte e infatti faticoso e richiede circa due ore di salita e due per la discesa.
Pertanto chi non desidera seguire questa strada può tornare verso il porto di Santa Marina da dove più avanti consiglierò altre strade con altri itinerari più comodi.
Quindi, torniamo al secondo percorso, da Lingua potete riprendere lungo la strada comunale, verso il lago e all'ultimo incrocio da una parte trovate il lungomare mentre dall'altra potete prendere il sentiero che risale il monte verso il pizzo di Menavento.
Visto che all'epoca (oggi non sono a conoscenza se sia ancora così o meno) l'inizio del sentiero non era segnalato vi consiglio di tenere a mente il nome della località in cui si trova (zona Fibula) così da potervi far dare indicazione più precise da chi abita nei paraggi senza dovervi andare a perdere chissà dove.
Lungo il percorso sarete accompagnati da madre Natura dove troverete spesso piante di ogni tipo, si va dalla Ginestra fino all'Assenzio Arbustivo, sarete inoltre immersi nel silenzio assoluto e potrete godervi una salita fatta ad un certo punto di scalini scavati nel tufo che vi porteranno pian piano fino alla cima del cratere spento di Monte Fossa delle Felci.
Arrivati sul crinale del Monte troverete un cartello che vi informerà di aver salito ben 1035 gradini per arrivare fino in cima e se proseguite poi verso il centro del cratere avrete modo di osservare i secolari castagni piantati dagli antichi romani ed il ricchissimo bosco di felci aquiline (alte anche più di due metri) oltre a piante di svariato tipo.
Arrivati a questo punto dovete sapere che per riscendere verso Santa Marina esistono due sentieri, stavolta di facile percorribilità, ed entrambi segnalati da cartelli.
Il primo segue quello che viene chiamato con il nome di Vallo del Castagno, mentre l'altro invece scende lungo il Serro Favaloro.
Proseguite con i sentieri e ritornerete così lungo le vie del porto di Santa Marina.
Terzo Percorso: Andando verso Malfa:
Ovviamente dopo 4 ore di camminata sarete cotti (a meno che non siate Superman) e probabilmente andrete a riposare, a me invece non resta altro che proseguire comunque nella descrizione dei tour così potrete organizzarvi come più vi piace.
Partendo da Santa Marina e andando stavolta verso nord raggiungerete il Serro dell'Acqua, dove in passato sono stati ritrovati reperti di insediamento greco del VI-V secolo a.C.
Oltre il serro la strada si fa piena di tornanti e attraversa il fianco orientale del Monte Rivi, costituito da tufo vulcanico, se vi interessa, alla fine del serro si ritrovano le capanne di un villaggio preistorico noto come villaggio di Portella.
Non sto a riportarvi tutta la storia del villaggio, anche perché molti degli oggetti ritrovati sono oggi conservati in altri musei (in particolare in quello di Lipari), proseguite la strada asfaltata con un mezzo ed arrivate finalmente a Malfa.
Piena di terreni agricoli, Malfa è un piccolo comune che vive grazie ai suoi frutteti (alberi di fico e produzione di fichi secchi) e ad altro tipo di coltivazione.
Muovendosi in auto verso Malfa, potrete infatti osservare (dopo aver passato Capo Faro, zona in cui da ragazzini si andava in discoteca, ovviamente ci sono anche divertimenti sull'isola) campi e vigne curati oltre a terrazze che offrono visuali panoramiche.
L'abitato di Malfa è racchiuso in una piccola conca che attraversa svariate case bianche e blu e possiede un piccolo porticciolo dove si ritrova a fianco una piccola spiaggia fatta di ciottoli con grandi massi lavici.
In centro troverete anche una piccola Biblioteca Comunale (dove a partire da primavera fino all'autunno si svolgono manifestazioni culturali, musicali ed artistiche) ed un Museo dell'Emigrazione Eoliana in cui sono esposte le foto storiche e i documenti sulla comunità eoliana all'estero.
Girate un poco per le vie del centro di Malfa e godetevi i profumi e i sapori che la natura vi offre per proseguire poi oltre in direzione di Leni e Pollara.
Quarto Percorso: tra Leni e Pollara:
Superata Malfa si arriva ad un bivio da dove prendendo a sinistra si arriva a Leni, mentre andando a destra arriverete a Pollara.
Inizierei con la descrizione di Pollara e presto capirete perché.
Procedendo lungo la strada (con molte curve che offrono scorci di panorami indescrivibili per la loro bellezza) si arriva ad un certo punto in cui si incontra una sorta di vecchio castello abbandonato, vi consiglio di fermarvi qualche minuto e di salire a vederlo perché nonostante il luogo sia stato abbandonato da tempo (era una vecchia torre vedetta costruita durante la Guerra) da lì si apre un panorama naturale stupendo che vi farà respirare l'aria di mare a pieni polmoni e vi mostrerà le vicine isole di Filicudi ed Alicudi.
Ripartite poi e scendete fin sotto al centro abitato, anch'esso situato come Malfa in una conca naturale, formatasi da un cratere di 13.000 anni fa; a Pollara, quando arrivate alla fine della strada asfaltata, proseguendo oltre la chiesetta troverete una sorpresa speciale: la casa presso cui sono state girate le scene del film premio Oscar 1994 "Il Postino" con Massimo Troisi e Maria Grazia Cucinotta.
Se siete appassionati di cinema non potete certo mancare l'occasione di andarla a vedere.
A Pollara se volete fare il bagno a mare avrete una discesa lunga da fare per arrivare in una piccolissima conca fatta di pietre e di grotte dove i pescatori ripostano le proprie barche.
Ritornati indietro al bivio di cui parlavamo prima proseguite con la strada che va verso sinistra in direzione di Leni.
Ad un certo punto consiglio di fermarvi lungo un posticino che passerete e che prende il nome di Valdichiesa, qui vi troverete in una folta boscaglia e a metà del tragitto avrete alla vostra sinistra una stradina che vi porterà al santuario della Madonna del Terzito (secolo XVIII) che viene festeggiata con grande fervore il 23 di Luglio di ogni anno.
Da dietro la Chiesa si dipartono altri sentieri che, sempre per gli appassionati di trekking, portano alla riserva naturale di Monte Rivi (854 m.).
Da Leni discendete dolcemente la strada che vi condurrà nel centro abitato, se volete li troverete un piccolo baretto molto carino, si chiama "Chiofalo", dove potrete anche fermarvi a mangiare dei buoni primi piatti preparati secondo la tradizione casalinga.
Sempre scendendo e andando alla parte finale dell'isola arriverete nella frazione portuale di Rinella caratteristica per le sue spiagge nere (dovute all'origine lavica) e le grotte scavate di tufo.
Per chi fosse interessato oltre ai numerosi alberghi presenti sull'isola è presente, proprio a Rinella, un grande campeggio (per gli amanti del genere) dove potersi fermare a dormire (tenda, camper, bungalow) o anche solo a mangiare presso il ristorante.
A Rinella troverete in contrasto tra loro da una parte spiaggia di origine vulcanica di colore nero dall'altra parte invece rocce e fondali colorati. Ma in fondo non è una novità visto che le spiagge a Salina cambiano conformazione e colore da un punto all'altro sempre diverse e tutte da scoprire.
Con il post su Salina per oggi finisco qui, per la fine del mese dovrei riuscire a scrivere anche il post su Panarea e vedrò di riuscire magari a scrivere anche quello su Stromboli.
Come sempre sotto, dopo le foto, alla voce fonti troverete tutti i siti di riferimento mentre invece stavolta, a differenza delle altre, le foto inserite nel presente post sono state tutte scattate da me tanto tempo fa.
Buon proseguimento di serata.
FONTI:
Guida De Agostini sulle Isole Eolie
Wikipedia alla voce Salina
Esperienze di vita personali
http://www.lovesalina.it/
http://www.salinando.it/cosa-fare-a-salina/musei-siti-archeologici-e-biblioteche/45-museo-civico-di-lingua-salina
Immagini e foto scattate da me nel 2009.
Lo faccio con questo primo post del mese di Maggio che prosegue poi in realtà la scia di quanto avevamo già iniziato il mese precedente e che vede un terzo (e più avanti anche un quarto) post riguardante le Isole Eolie di cui avevamo appunto iniziato a parlare la volta scorsa con le descrizioni prima di Lipari e poi di Vulcano.
Oggi invece si prosegue con la terza isola, la più grande dopo Lipari ed anche la più verde, parlo di: Salina.
Premesso che a quest'isola sono legata in maniera diversa che alle altre (tutte bellissime ovviamente) in quanto ho passato molte estati della mia infanzia da dei cugini che vivevano li.
Raggiungibile anche lei dai porti di Milazzo, di Napoli di Palermo, di Reggio Calabria e di Sant'Agata di Militello (andatevi a rivedere i post precedenti, in particolare il primo, per le informazioni su come raggiungere le isole) è la seconda isola più estesa (26,8 Km) ed è anche quella che offre un ricco panorama vegetativo oltre che splendidi punti di mare blu.
La Storia di Salina:
Chiamata Didyme dagli antichi greci, che significa Gemella, dovuta ai suoi due grandi vulcani (Monte Fossa delle Felci e Monte dei Porri) oggi spenti e che sono appunto simili quasi come fossero gemelli.
L'attuale nome venne cambiato in Salina perché al suo interno vi si ritrovava un lago dalle acque salate (il Lago di Lingua) dove anticamente, nel periodo di inizio Novecento, si estraeva il sale marino per la conservazione dei capperi e del pesce.
A differenza di altre isole, Salina, non dipende dal comune di Lipari ma gode dal 1867 di una propria amministrazione locale che la vede divisa addirittura in tre comuni autonomi: Santa Marina sulla costa orientale, Malfa a settentrione e Leni nell'entroterra meridionale.
Malfa e Leni sono principalmente centri di vocazione agricola mentre Santa Marina è un vero e proprio porto di mare rilegato agli scambi e al commercio (pieno di negozietti turistici caratteristici).
Esistono poi delle frazioni, come Rinella e Pollara, che sono anch'esse caratteristiche e di cui vi spiegherò man mano che andrò avanti con il discorso.
Grazie al fatto che l'isola è ricca di acqua vengono coltivate uve pregiate da cui si ricava la famosa "Malvasia delle Lipari", un vino dolce veramente delicato ed invidiato ed esportato in tutto il mondo (basta pensare che sono tanti gli imprenditori stranieri che si sono innamorati dell'isola comprando terreni e producendo la Malvasia, il più famoso è sicuramente quella del tedesco Hauner) ed è inoltre famosa per la produzione dei capperi.
Vediamo, come già fatto con gli altri post in precedenza, i possibili percorsi che l'isola offre.
Primo Percorso: da Santa Marina Salina a Lingua:
A Santa Marina Salina, che come scritto poco sopra è un porto di scambio turistico presso il quale ci si può arrivare in aliscafo o in nave anche con la propria auto, potrete fermarvi principalmente per fare shopping turistico, passeggiare per le piccole vie abitate e vedere dai vicoli i vari scorci panoramici che l'isola offre.
Se volete invece compiere delle escursioni allora dovrete muovervi verso sud con un mezzo (auto propria o autobus o noleggio scooter) dove attraversando il verde dei campi coltivati da una parte, il mare dall'altra e più avanti ancora, ad un tratto, le pareti di tufo vulcanico di monte Fossa delle Felci, arriverete nella piccola ma caratteristica frazione di Lingua.
Chiamata così perché possiede un piccolo lago salato a forma di lingua che è racchiuso in una striscia di terra che protende verso il mare, il lago ha la forma triangolare ed è profondo pochi metri, vicino ad esso sono stati inoltre rinvenuti i resti di edifici risalenti al I e al II secolo d.C. (detti muri ad opus reticolarum).
L'area racchiusa intorno al lago di Lingua è particolarmente umida e ciò la rende di interesse per gli amanti dell'ornitologia che avranno modo, nel periodo che va da primavera fino ad autunno, di vedere animali migratori di ogni specie.
Sempre nei pressi del Lago è presente un caseggiato con antico frantoio (risalente alla prima metà dell'Ottocento) che è stato adibito a Museo Civico ed inaugurato nel giugno del 2000.
Dopo la visita al Museo vi consiglio una passeggiata lungo il lato del mare dove troverete numerosi bar ed in particolare troverete quello più famoso e rinomato di tutta l'isola, parlo del bar di: Alfredo.
Recensito sulle migliori guide di viaggio (ma non lasciatevi ingannare i prezzi sono nella norma) ed apprezzata scoperta dei turisti stranieri di tutto il mondo (se non mi credete fatevi un giro sul sito di tripadvisor), il bar di Alfredo offre le migliori granite della Sicilia che vi lasceranno rinfrescati dopo una calda giornata al mare ed anche il famoso "pane cunzato" e non vi svelo altro perché aspetto di sapere da chi lo prova direttamente cosa ne pensa.
Il mio consiglio è di fermarvi da Alfredo prima di riprendere il vostro giro escursionistico dell'isola.
Faro del Lago di Lingua
Striscia del Lago di Lingua
Faro e Lago
Lungomare di Lingua
Secondo Percorso Consigliato agli amanti del trekking: Monte Fossa delle Felci:
Questo secondo percorso è consigliabile solo per chi è sportivo, ben allenato ed amante delle camminate lunghe e del trekking. Il percorso che arriva fino al monte e infatti faticoso e richiede circa due ore di salita e due per la discesa.
Pertanto chi non desidera seguire questa strada può tornare verso il porto di Santa Marina da dove più avanti consiglierò altre strade con altri itinerari più comodi.
Quindi, torniamo al secondo percorso, da Lingua potete riprendere lungo la strada comunale, verso il lago e all'ultimo incrocio da una parte trovate il lungomare mentre dall'altra potete prendere il sentiero che risale il monte verso il pizzo di Menavento.
Visto che all'epoca (oggi non sono a conoscenza se sia ancora così o meno) l'inizio del sentiero non era segnalato vi consiglio di tenere a mente il nome della località in cui si trova (zona Fibula) così da potervi far dare indicazione più precise da chi abita nei paraggi senza dovervi andare a perdere chissà dove.
Lungo il percorso sarete accompagnati da madre Natura dove troverete spesso piante di ogni tipo, si va dalla Ginestra fino all'Assenzio Arbustivo, sarete inoltre immersi nel silenzio assoluto e potrete godervi una salita fatta ad un certo punto di scalini scavati nel tufo che vi porteranno pian piano fino alla cima del cratere spento di Monte Fossa delle Felci.
Arrivati sul crinale del Monte troverete un cartello che vi informerà di aver salito ben 1035 gradini per arrivare fino in cima e se proseguite poi verso il centro del cratere avrete modo di osservare i secolari castagni piantati dagli antichi romani ed il ricchissimo bosco di felci aquiline (alte anche più di due metri) oltre a piante di svariato tipo.
Arrivati a questo punto dovete sapere che per riscendere verso Santa Marina esistono due sentieri, stavolta di facile percorribilità, ed entrambi segnalati da cartelli.
Il primo segue quello che viene chiamato con il nome di Vallo del Castagno, mentre l'altro invece scende lungo il Serro Favaloro.
Proseguite con i sentieri e ritornerete così lungo le vie del porto di Santa Marina.
Monte Fossa delle Felci
Terzo Percorso: Andando verso Malfa:
Ovviamente dopo 4 ore di camminata sarete cotti (a meno che non siate Superman) e probabilmente andrete a riposare, a me invece non resta altro che proseguire comunque nella descrizione dei tour così potrete organizzarvi come più vi piace.
Partendo da Santa Marina e andando stavolta verso nord raggiungerete il Serro dell'Acqua, dove in passato sono stati ritrovati reperti di insediamento greco del VI-V secolo a.C.
Oltre il serro la strada si fa piena di tornanti e attraversa il fianco orientale del Monte Rivi, costituito da tufo vulcanico, se vi interessa, alla fine del serro si ritrovano le capanne di un villaggio preistorico noto come villaggio di Portella.
Non sto a riportarvi tutta la storia del villaggio, anche perché molti degli oggetti ritrovati sono oggi conservati in altri musei (in particolare in quello di Lipari), proseguite la strada asfaltata con un mezzo ed arrivate finalmente a Malfa.
Piena di terreni agricoli, Malfa è un piccolo comune che vive grazie ai suoi frutteti (alberi di fico e produzione di fichi secchi) e ad altro tipo di coltivazione.
Muovendosi in auto verso Malfa, potrete infatti osservare (dopo aver passato Capo Faro, zona in cui da ragazzini si andava in discoteca, ovviamente ci sono anche divertimenti sull'isola) campi e vigne curati oltre a terrazze che offrono visuali panoramiche.
L'abitato di Malfa è racchiuso in una piccola conca che attraversa svariate case bianche e blu e possiede un piccolo porticciolo dove si ritrova a fianco una piccola spiaggia fatta di ciottoli con grandi massi lavici.
In centro troverete anche una piccola Biblioteca Comunale (dove a partire da primavera fino all'autunno si svolgono manifestazioni culturali, musicali ed artistiche) ed un Museo dell'Emigrazione Eoliana in cui sono esposte le foto storiche e i documenti sulla comunità eoliana all'estero.
Girate un poco per le vie del centro di Malfa e godetevi i profumi e i sapori che la natura vi offre per proseguire poi oltre in direzione di Leni e Pollara.
Quarto Percorso: tra Leni e Pollara:
Superata Malfa si arriva ad un bivio da dove prendendo a sinistra si arriva a Leni, mentre andando a destra arriverete a Pollara.
Inizierei con la descrizione di Pollara e presto capirete perché.
Procedendo lungo la strada (con molte curve che offrono scorci di panorami indescrivibili per la loro bellezza) si arriva ad un certo punto in cui si incontra una sorta di vecchio castello abbandonato, vi consiglio di fermarvi qualche minuto e di salire a vederlo perché nonostante il luogo sia stato abbandonato da tempo (era una vecchia torre vedetta costruita durante la Guerra) da lì si apre un panorama naturale stupendo che vi farà respirare l'aria di mare a pieni polmoni e vi mostrerà le vicine isole di Filicudi ed Alicudi.
Ripartite poi e scendete fin sotto al centro abitato, anch'esso situato come Malfa in una conca naturale, formatasi da un cratere di 13.000 anni fa; a Pollara, quando arrivate alla fine della strada asfaltata, proseguendo oltre la chiesetta troverete una sorpresa speciale: la casa presso cui sono state girate le scene del film premio Oscar 1994 "Il Postino" con Massimo Troisi e Maria Grazia Cucinotta.
Se siete appassionati di cinema non potete certo mancare l'occasione di andarla a vedere.
A Pollara se volete fare il bagno a mare avrete una discesa lunga da fare per arrivare in una piccolissima conca fatta di pietre e di grotte dove i pescatori ripostano le proprie barche.
Ritornati indietro al bivio di cui parlavamo prima proseguite con la strada che va verso sinistra in direzione di Leni.
Ad un certo punto consiglio di fermarvi lungo un posticino che passerete e che prende il nome di Valdichiesa, qui vi troverete in una folta boscaglia e a metà del tragitto avrete alla vostra sinistra una stradina che vi porterà al santuario della Madonna del Terzito (secolo XVIII) che viene festeggiata con grande fervore il 23 di Luglio di ogni anno.
Da dietro la Chiesa si dipartono altri sentieri che, sempre per gli appassionati di trekking, portano alla riserva naturale di Monte Rivi (854 m.).
Da Leni discendete dolcemente la strada che vi condurrà nel centro abitato, se volete li troverete un piccolo baretto molto carino, si chiama "Chiofalo", dove potrete anche fermarvi a mangiare dei buoni primi piatti preparati secondo la tradizione casalinga.
Sempre scendendo e andando alla parte finale dell'isola arriverete nella frazione portuale di Rinella caratteristica per le sue spiagge nere (dovute all'origine lavica) e le grotte scavate di tufo.
Per chi fosse interessato oltre ai numerosi alberghi presenti sull'isola è presente, proprio a Rinella, un grande campeggio (per gli amanti del genere) dove potersi fermare a dormire (tenda, camper, bungalow) o anche solo a mangiare presso il ristorante.
A Rinella troverete in contrasto tra loro da una parte spiaggia di origine vulcanica di colore nero dall'altra parte invece rocce e fondali colorati. Ma in fondo non è una novità visto che le spiagge a Salina cambiano conformazione e colore da un punto all'altro sempre diverse e tutte da scoprire.
Con il post su Salina per oggi finisco qui, per la fine del mese dovrei riuscire a scrivere anche il post su Panarea e vedrò di riuscire magari a scrivere anche quello su Stromboli.
Come sempre sotto, dopo le foto, alla voce fonti troverete tutti i siti di riferimento mentre invece stavolta, a differenza delle altre, le foto inserite nel presente post sono state tutte scattate da me tanto tempo fa.
Buon proseguimento di serata.
FONTI:
Guida De Agostini sulle Isole Eolie
Wikipedia alla voce Salina
Esperienze di vita personali
http://www.lovesalina.it/
http://www.salinando.it/cosa-fare-a-salina/musei-siti-archeologici-e-biblioteche/45-museo-civico-di-lingua-salina
Immagini e foto scattate da me nel 2009.
Iscriviti a:
Post (Atom)












