Iniziamo

Arrivo tardi come al solito nel mondo informatico e mi cimento
cosi' per la prima volta con un Blog ....
Ma come dice il famoso detto popolare "Meglio tardi che mai".
Il seguente Blog tratta pertanto svariati argomenti: si va dalla vita personale a Fotografie, dalla Letteratura all'Arte in generale (Musica, Teatro, Cinema), dalla Storia alle Biografie di personaggi famosi, Viaggi, Ricette di Cucina, Eventi e notizie in generale.
Percio' Benvenuto a chiunque voglia seguire queste pagine.

martedì 9 giugno 2015

La scalata alla Torre degli Asinelli di Bologna, foto e notizie

A fine Maggio ho accompagnato una mia amica in una piccola gitarella, nel centro di Bologna, che prevedeva la salita (o la scalata come preferite voi) alla Torre degli Asinelli uno dei più famosi simboli di questa città insieme alla sua compagna Torre Garisenda che la vede posta al suo fianco.
In realtà questa è già la seconda volta che salgo fin su in cima a questa torre, la prima è stata nel 2009 (subito dopo la laurea; dovete sapere che la leggenda bolognese narra che se uno studente universitario qualunque sale durante gli anni di studio, non arriverà mai a conseguire la laurea; ripeto è una leggenda ma personalmente per scaramanzia ho comunque preferito aspettare per salirci).
Ad ogni modo, vale davvero tutta la fatica (perché arrivare fino in cima non è propriamente una passeggiata) e il sudore di questo mondo scoprire gradino dopo gradino la torre.
Dall'alto la vista della città è qualcosa che non si può descrivere con delle semplici parole (in quanto ognuno prova sensazioni differenti) ma vi assicuro che lascia comunque affascinati.
Queste due torri di Bologna sono state collocate nel passato (e poi ovviamente li sono rimaste) in un preciso punto strategico della città dell'antica via Emilia (per chi passa da Bologna e vuole farsi un giro, esse si trovano nel centro di Piazza di Porta Ravegnana).
Realizzate in muratura svolgevano (come per molte torri in Italia dell'epoca) importanti funzioni militari (di segnalazioni di attacco nemico e di difesa) oltre a rappresentare il prestigio sociale della famiglia che ne ha avviato la loro costruzione (Famiglia Asinellli e Famiglia Garisenda ovviamente).
A Bologna la storia delle Torri è davvero singolare, sembra infatti che nella sola città se ne contassero più di 100 (tra il XII e il XIII secolo) e che ne siano sopravvissute solo 24, tra queste anche queste due famose a cui è dedicato il post.
Alta 97,20 metri e costruita tra il 1109 e il 1119, la Torre degli Asinelli presenta uno strapiombo di 2,23 metri e una scalinata interna di 498 gradini (ecco perché scrivevo poco sopra che a salir su vi costa fatica e sudore che però sono ben ricompensati poi da un panorama mozzafiato).
Di queste due Torri ad oggi è visitabile solo proprio la Torre degli Asinelli (che tra le altre cose risulta essere anche la torre pendente più alta d'Italia), mentre la Garisenda (alta 48,16 metri, anche se in origine pare fosse alta 60 metri ma che sia stata dimezzata in seguito al terremoto del 1351) rimane chiusa al pubblico in quanto pericolante.
Ad ogni modo tutta questa breve introduzione storica (molto altro ci sarebbe da scrivere ma ulteriori notizie potete sempre comunque ritrovarne in giro per la rete, a tal proposito, in fondo, alla fine di questo post come al solito c'è la voce Fonti da cui potete attingere) è servita per dare spazio ora alle Fotografie che ho scattato in questa fatidica scalata.
Prima di lasciarvi con le immagini però voglio solo dire che per visitare la Torre degli Asinelli il costo del biglietto è di tre euro e che per quanto riguarda gli orari di visita dovrebbe essere dalle 9.00 alle 18.00 (in estate; d'inverno fino alle 17.00).
Concludo quindi il post con le foto che ho scattato quel giorno.

la qualità di questa foto è orribile,
fortunatamente non per le altre.
Sono comunque la Torre Garisenda e la
Torre degli Asinelli.

Porticina d'ingresso alla Torre degli Asinelli
 

Torre degli Asinelli (laterale la Garisenda è alle spalle)
 
All'interno della Torre (più le scale da salire)
 

Una delle tante finestrelle o arcate che si
incontrano lungo la salita

Le scale, di legno, che portano in cima
(in questa foto invece ho ripreso la discesa

altra foto delle scale che portano su e dell'interno
 
 
Terminato il primo step di foto dell'interno della Torre si passa ora a questo secondo ed ultimo giro di fotografie che riguardano invece il momento in cui una persona arriva su e si trova di fronte questo panorama che personalmente trovo stupendo.
 
vista dall'alto con uno stuolo di tetti che fanno da tappeto
fino al colle in fondo.

In questa foto (dove ho usato lo zoom)
si vede la Basilica di San Petronio, il protettore
della città, con la sua famosa Piazza Maggiore.
 
una parte della città in laterale dall'alto dalla grata
della finestra della torre.

vista panoramica di una delle tante lunghissime vie
cittadine con siti anche di origini medioevali

La Piazza sotto alle Torri
(Piazza di Porta Ravegnana)

via Rizzoli (ovvero la via principale che
porta da Piazza Maggiore alle Torri)

altra panoramica dall'alto dei tetti e se
guardate bene anche di una delle tante
altre torri ancora esistenti
(abbiamo scritto che ne sono
rimaste 24 in tutto delle 100 di origine)

Piazza della Mercanzia (l'antico mercato
medievale del commercio)

dalle finestre in alto

infine ultima panoramica cittadina ed altre torri antiche
ancora oggi esistenti.
 


 
FONTI ED IMMAGINI:

Le fotografie presenti in questo post sono tutte state scattate di mia mano dal mio cellulare (stavolta niente macchina fotografica).
Mentre per quanto riguarda le fonti per le notizie storiche i due siti da cui ho attinto sono stati:




 
 

 

 

mercoledì 3 giugno 2015

Marshall McLuhan: Gli strumenti del Comunicare.

Riprendo in mano il blog postando oggi notizie su un libro famoso, più un saggio in realtà, che il sociologo canadese Marshall McLuhan ha scritto e che viene preso come "bibbia" nel settore degli studi della Comunicazione di Massa.
L'edizione del testo che ho in mano è del 2002 (edito da Il Saggiatore ed è composto da circa 380 pagine), anche se in verità questo libro è comparso per la prima volta già nel 1964, con il titolo originale di "Understanding Media: The Extensions of Man" .
In Italia invece, arriva nelle librerie solo tre anni dopo, nel 1967, con il titolo di: Gli Strumenti del Comunicare.
Come sempre prima di introdurlo, riporto una breve biografia sull'autore così da procedere poi con la sua descrizione.


Marshall McLuhan:

Nato a Edmonton, Canada, nel 1911, McLuhan ha studiato prima Ingegneria presso l'Università di Manitoba (provincia del Canada occidentale) poi invece è passato a Lingua e Letteratura Inglese all'Università di Cambridge in Inghilterra.
Tra il 1936 e il 1937 ha insegnato all'Università del Wisconsin e sempre nel 1937 avviene la sua conversione che lo fa entrare in contatto con la Chiesa Cattolica Romana, dove ha insegnato "Istituzioni di educazione superiore della Chiesa Cattolica".
Dal 1937 al 1944 ha invece insegnato lingua inglese presso l'Università di St. Louis dove ebbe tra i suoi studenti il giovane gesuita Walter J. Ong (antropologo, filosofo, insegnante di inglese e storico) che ha conseguito la tesi di laurea su argomento proposto da McLuhan, diventando poi suo amico.
Nell'agosto del 1939, McLuhan, sposa Corinne Lewis e negli stessi anni vivono a Cambridge dove lui ha continuato a lavorare alla sua tesi di dottorato su Thomas Nashe (poeta, drammaturgo e scrittore inglese vissuto durante l'età elisabettiana) e le arti verbali.
Dal 1944 al 1946, McLuhan insegna presso l'Assumption College, in Canada e subito dopo (dal 1947 al 1979) invece passa al St. Michael's College dell'Università di Toronto.
Muore a Toronto nel 1980.


GLI STRUMENTI DEL COMUNICARE:

Nel 1964 scrive e pubblica questo testo che fin da subito rivoluziona lo studio dei mezzi di Comunicazione di Massa e diventa una di quelle opere che ancora oggi a distanza di tanti anni rimane sempre attuale.
Il pensiero di fondo di quest'opera ruota intorno al concetto di "Medium" ovvero del "Messaggio".
McLuhan è stato il primo infatti ad introdurre questa parola e ad analizzarla nell'ambito del mondo dei mezzi di comunicazione.
Secondo McLuhan è importante studiare i Media non tanto in base ai contenuti che veicolano ma quanto in base ai criteri strutturali con cui organizzano la comunicazione.
I Media sono quindi importanti materie su cui società ed economia oggi si fondano ed è pertanto giusto studiare la loro influenza.
Ovviamente McLuhan fa riferimento a qualsiasi mezzo di comunicazione di massa e non solo a pochi eletti.
Nel libro spiega che a partire dall'Era Meccanica si è operata una estensione del nostro corpo in senso spaziale e che ad oggi, dopo oltre un secolo di impiego tecnologico (come ad esempio con l'uso dell'elettricità), il nostro stesso sistema nervoso centrale sia stato esteso ed incorporato in una "globalità" che ha abolito tempo e spazio.
Importante è il Modo in cui questi "Media" (messaggi) sono usati ed applicati in ogni suo settore.
Basta pensare all'uso che viene fatto nei film del Cinema o della Televisione, ad esempio, dove gli spettatori sono coinvolti in maniera diversa.
La tecnologia possiede quindi su di noi una potente influenza, ipnotizzandoci come se fossimo in uno stato di "narcisistico torpore".
Ecco perché lo studioso divide i  Media in due categorie: Media Caldi e Media Freddi.
Nel primo caso, quello dei Media Caldi, McLuhan fa rientrare mezzi come la Fotografia, la Radio e il Cinema; mentre nei Media Freddi si ritrovano i mezzi quali: Telefono, il Discorso Orale, i Cartoni Animati o Fumetti.
E' una classificazione questa che ha dato origine a numerosi dibattiti, dove sono sorti equivoci legati ai due termini usati di "caldo e freddo" perché usati in senso opposto al suo reale significato.
In realtà è "caldo" quel Medium che estende in un unico senso fino ad una alta definizione, cioè fino a che non siamo riempiti di dati che pertanto comportano una limitata partecipazione da parte del pubblico.
Nel suo opposto invece, il Medium "freddo" richiede un alto grado di partecipazione del pubblico e quindi una bassa definizione.
Vengono citati poi lungo il libro svariati mezzi di comunicazione riportandone non solo la loro storia e la loro origine quanto anche il loro significato, il loro sviluppo e soprattutto il loro messaggio nei nostri confronti e come esso ci influenzi.
Si può scrivere quindi che l'affermazione di McLuhan "Il Medium è il Messaggio" sta a significare che le conseguenze sociali ed individuali di ogni MEDIUM, cioè di ogni estensione di noi stessi, derivano da nuove proporzioni introdotte dalla nostra situazione personale.
In un certo senso alla fine le nuove idee di McLuahn assomigliano un poco alle vecchie idee del filosofo Platone.
Anche Platone infatti sa di vivere una rivoluzione diciamo mediatica quando riflette sul concetto di "Techne" intendendola in senso ampio nel suo rapporto con il mondo.
Anche Platone infatti si rende conto del carattere artificioso di una visione settoriale della tecnica e si interroga sul senso complessivo di Ciò che Siamo e di Ciò che Facciamo di Noi con le nostre Parole e l'uso delle nostre Arti.
In testo di McLuhan risulta quindi essere un testo intramontabile; un classico per chi vuole avvicinarsi agli studi della Comunicazione e per chi vuole ampliare la propria visione sull'influenza ancora attuale dei Mezzi di Comunicazione di Massa.

 

  
FONTI ED IMMAGINI:

http://news.utoronto.ca/content/marshall-mcluhan
http://it.wikipedia.org/wiki/Marshall_McLuhan
http://www.filosofico.net/mcluhan.htm
https://mcluhangalaxy.wordpress.com/2014/10/06/marshall-mcluhan-prophet-of-the-internet-age/

martedì 26 maggio 2015

Undicesima edizione del Biografilm Festival a Bologna dal 5 al 15 giugno.

Torna anche quest'anno, a Bologna da 5 al 15 giugno, il Biografilm Festival, che giunge così alla sua undicesima edizione.
Come ogni anno l'evento (Film che riguardano le Biografie di personaggi famosi) vede un programma ricco di iniziative dove vengono proposte grandi anteprime cinematografiche accompagnate da seminari, ospiti internazionali e nazionali (tra i tanti di quest'anno anche Matteo Garrone che riceverà uno dei premi Celebretion of lifes)  ed eventi musicali.
Tema di questa edizione (reperibile sul programma ufficiale del sito) è: Vite Connesse. Dalla fine della privacy al sapere collettivo.
Si pone così una riflessione su come si racconta la vita nell'epoca del digitale dove centrale è il tema della privacy.
Quest'anno saranno 10 le grandi anteprime provenienti da tutto il mondo ma si darà visibilità anche ai film italiani con la nuova sezione "Biografilm Italia" (altre due nuove sezioni saranno anche "Biografilm Music e Biografilm Arte").
Inoltre il Festival quest'anno omaggia le produzioni cinematografiche europee designando un paese ospite (si inizia dalla Danimarca dove saranno proposte rassegne di film danesi realizzati in collaborazione con il Danish Film Institute).
Come si legge nell'articolo del Resto del Carlino:

Se la qualità dell'undicesimo Biografilm Festival, in calendario dal 5 al 15 giugno, si vede dai numeri. Il cielo sopra la manifestazione è bello sgombero: 111 film, 75 anteprime, di cui 22 mondiali, 6 internazionali e 49 di produzione europea e sul totale di opere che si vedranno 29 sono esordi e 10 titoli (due dei quali italiani) partecipano al concorso internazionale....

Insomma un programma come sempre ricco e curioso che merita la visione.
Il Festival si svolgerà in vari cinema della città (principalmente il Lumière, ma anche l'Arlecchino, Jolly ed Europa) e vedrà tanti ospiti di gran prestigio.
Consigliato vivamente.


FONTI ED IMMAGINI:

http://www.biografilm.it/2015/

http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/biografilm-festival-2015-programma-1.996588

giovedì 21 maggio 2015

Insalata di Zucchine Grigliate con Capperi

Scusate l'assenza sul blog ma il mese di Maggio è caotico, perennemente in movimento e soprattutto ha visto un blackout del mio portatile che mi ha costretta a portarlo in riparazione per un periodo di tempo.
Recuperato finalmente il pc posso nuovamente mettermi all'opera e visto che è quasi ora di pranzo, ricomincio riportando una ricetta.
Ultimamente in cucina preparo piatti veloci veloci e semplici, in pratica piatti tipici del periodo primavera/estate, giusto per allenarmi un poco.
Pertanto oggi riporto una ricetta che come sempre ho ripreso da una delle mie "amiche" riviste di cucina (quindi ricette approvate e testate).
Si tratta stavolta di un antipasto o contorno pratico, utile e semplice da fare; parlo di: Insalata di Zucchine Grigliate con Capperi.

INSALATA DI ZUCCHINE GRIGLIATE CON CAPPERI:

INGREDIENTI:

4 Zucchine piccole; Olio di Oliva; 2 cucchiai di Capperi; un mazzetto di Prezzemolo;  1 Limone; sale e pepe quanto basta.

PREPARAZIONE (per 4 Persone):

Tagliate le Zucchine per il lungo a fettine sottili di circa un centimetro.
Spennellate con poco olio e grigliatele ambo i lati.
Intanto fate saltare i Capperi in Olio di Oliva fino a renderli croccanti. Tritate grossolanamente il prezzemolo e amalgamatelo ai capperi.
Cospargere le zucchine con questo composto ed unire il succo di limone, un pizzico di sale e uno di pepe.
Ora sono pronte per essere sistemate sul piatto e servite.

Visto ? Che dicevo ? In tutto per questa ricetta ci vorrà si e no una decina di minuti.
Quindi facile, veloce, fresca e buona.
La foto/immagine che vedete sotto è ripresa da altro sito internet (trovate come sempre tutte le indicazioni alla voce Fonti e Immagini alla fine).
In attesa quindi che arrivi finalmente l'estate e che si possa sperimentare qualche altra ricetta di questo genere passo ad augurarvi buon pranzo e a presto.



FONTI ED IMMAGINI:

http://www.ricettedellanonna.net/?attachment_id=65442

Ricetta ripresa dalla rivista "Vegetariana" del mese di Maggio 2014 alla pagina 52.

venerdì 8 maggio 2015

Gita a Marzabotto. Il Museo Etrusco e la passeggiata lungo il Reno.

Come accennato nel post su Escher in precedenza, durante il ponte dei primi di Maggio, abbiamo fatto svariati giri tra Bologna e dintorni e tra questi siamo tornati ben volentieri anche a Marzabotto,
paese a cui siamo affezionati.
Marzabotto, (che conta circa 6.800 abitanti) e fa parte della provincia di Bologna, ha una lunga ed interessante storia alle proprie spalle che parte dal Neolitico ed arriva ai nostri giorni.
Il comune è purtroppo famoso per i suoi trascorsi durante la Seconda Guerra Mondiale dove vi è stato l'eccidio di Monte Sole, un insieme di stragi compiute dalle truppe nazi-fasciste tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre del 1944 che ha causato la morte di 770 persone (tra queste 216 bambini, 142 anziani e 316 donne).
L'intenzione del post di oggi non è però quella di riportarvi tutta la storia della cittadina di Marzabotto (anche se a onor del vero meriterebbe un discorso a sé solo per quella) quanto invece quella di mostrarvi alcune delle immagini che sono state scattate durante la gita effettuata al Museo Etrusco e subito dopo quelle in giro nella passeggiata attraverso il percorso natura che parte dal parco della città (parco dedicato a Peppino Impastato che si trova dietro la stazione e ha un bellissimo laghetto per la pesca sportiva oltre che grandi spazi verdi con strade che si diramano e che collegano internamente con bici o a piedi i vari paesi) e arriva fino a quasi al paesino vicino di Lama di Reno  (almeno il percorso e la direzione che abbiamo intrapreso noi).
Iniziamo quindi per ordine.

IL MUSEO ETRUSCO:

Per quanto riguarda il Museo, esso si trova sulla strada principale (la Porrettana Sud) e al suo interno raccoglie i reperti che sono stati ritrovati durante gli scavi della città.
Attraverso 4 sale (più una vasta area esterna di scavi archeologici) si ritrova la storia delle origini di Marzabotto che pare risalgano alla metà del VI secolo a.C. e che ha visto la popolazione etrusca passare lungo le sponde del fiume Reno.
Nella prima sala sono illustrate le nozioni generali dell'area e sono esposti i reperti provenienti dalla necropoli etrusca (ci sono vasi, bronzi, segnacoli tombali in pietra e marmo); subito dopo, nella seconda sala, vengono presentati i materiali ritrovati durante gli scavi (numerose statuette votive in bronzo e cimeli che erano usati in luoghi sacri o come simboli votivi).
Nella terza sala vengono esposte le terrecotte architettoniche provenienti dall'Acropoli e dalle case di abitazione che permettono di ricostruire come si viveva ai tempi degli Etruschi.
Infine nella quarta sala ci sono i corredi funebri che sono stati ritrovati nella zona vicina di Sasso Marconi.
Fuori dal Museo invece, nell'area esterna, vi è l'intera area archeologica dove si può ritrovare quella che era la pianta originaria della città al tempo degli etruschi con ancora le testimonianze in pietra di vie, tombe, santuari, pozzi etc...

pietre tombali

Base di Templio

La storia dell'Acropoli









il ponte che conduce ai Templi e all'Agorà



 
 
Difficile scegliere tra le tante foto scattate ma queste sono quelle che più mi sono sembrate rappresentative con tutto quel verde e quei bei panorami assolati.
Ovviamente avrete notato che moderno e antico si mescolano comunque nella grande area, ad ogni modo con le foto e le notizie sul Museo termino qui.
Aggiungo solo che ogni anno, durante il periodo estivo, il Museo ospita interessanti eventi tra i quali vanno segnalati il Kainua Festival Occidentale (in cui si racconta della città antica riproducendo il vissuto di quei tempi con attori vestiti degli abiti dell'antichità) e il Festival della Commedia Antica con ripresa e rappresentazione di opere risalenti al teatro greco/romano.

LA PASSEGGIATA LUNGO IL RENO:

Proseguiamo invece ora con le foto della camminata che da Marzabotto porta verso la vicina cittadina di Lama di Reno (che fa sempre parte del comune di Marzabotto e dista circa 5 chilometri).
La parte di pista pedo/ciclabile che attraversa la cittadina è integrata da questo lungo percorso che da quanto leggo in vari dépliant informativi viene conosciuta come "da Porretta al mare".
Sicuramente non è il mare, anche se il nome inganna, ma la passeggiata segue il corso del fiume Reno e forse è per quello che la chiamano così.
Non ho molto da scrivere su questo percorso fatto ma lascio che siano alcune delle foto a parlare al posto mio.











 


 
Per stasera concludo qui. Probabilmente in futuro (così come è già stato fatto comunque in passato) tornerò a parlare di Marzabotto e dei suoi magnifici dintorni (meriterebbe ad esempio un solo post il Parco storico di Monte Sole), accontentatevi di quanto visto fino ad ora e se non vi basta recatevi di persona sul luogo e provate a farvi un giro lungo la linea porrettana sono più che certa che ne rimarrete anche voi piacevolmente colpiti.
Buon proseguimento di serata.

martedì 5 maggio 2015

Escher in mostra fino a Luglio a Palazzo Albergati. Biografia ed impressioni personali.

Ponte lungo e tanti giri effettuati (nell'ultimo periodo siamo stati presi dalla "Runkeeper" mania, applicazione per sportivi installata sul telefono dove pur non effettuando corse vere e proprie applichiamo la voce "passeggiata" e maciniamo chilometri; così ho la possibilità di fare anche tante foto di paesaggi naturalistici veramente indescrivibili che spero di riuscire a condividere presto) dove nel mezzo siamo riusciti ad andare a visitare la mostra di Escher che si tiene a Palazzo Albergati (Bologna, via Saragozza) fino al 19 Luglio 2015.
Purtroppo all'interno di Palazzo Albergati non è possibile effettuare fotografie della mostra, ma il genio di Escher (chi conosce l'artista sa di cosa si parla mentre, per chi non lo conosce, ne consiglio vivamente la visione) merita il post di oggi sul presente blog.
Come sempre riporto la biografia dell'artista (già da un po' di tempo non mi dedicavo alle biografie di personaggi noti e quindi riprendiamo alla grande) che merita una attenta analisi.


MAURITS CORNELIS ESCHER:

Nato a Leeuwarden (Olanda) nel giugno del 1898 è conosciuto per le sue incisioni su legno, per le litografie e le mezzetinte che si ricollegano ai concetti scientifico-matematici di infinito e ai concetti di spazio e tempo, oltre che alle geometrie che cambiano gradualmente in forme via via differenti.
Figlio minore di un ingegnere civile (George Arnold Escher) e della sua seconda moglie (Sarah Gleichman) ha viaggiato in lungo e largo fin da piccolo spostandosi con la propria famiglia.
Tra il 1912 e il 1918 frequenta il liceo dove, pur non essendo uno studente brillante, si distinse nelle arti grafiche e ciò lo portò a studiare in seguito (dal 1919)  presso la scuola di Architettura ed Arti Decorative di Haarlem (sempre in Olanda).
Nel 1922 finì la scuola di Architettura e l'anno successivo visitò l' Italia (Firenze, San Gimignano, Volterra, Siena, Ravello e più avanti altri luoghi) e poi la Spagna (Madrid, Toledo e restò impressionato dal palazzo moresco trecentesco dell'Alhambra, a Granada, dove sviluppò in seguito una sua tassellazione e da dove saranno gettate le basi per il suo lavoro relativo al riempimento periodico del piano che attirerà l'ammirazione di matematici e di cristallografi).
L'Italia gli entrò nel cuore e quasi da ogni paese che visitò trasse ispirazione, non solo dalla bellezza dei paesaggi quanto dalla struttura architettonica delle varie città.
Nel 1924 sposa, a Viareggio, una ragazza svizzera, Jetta Umiker, figlia di un banchiere e si stabiliscono poi a Roma, nel quartiere di Monteverde Vecchio, dove vi restarono fino al 1935 (a Roma, pur dichiarando che si è sempre trovato bene, Escher pare non abbia mai dedicato neanche una delle sue opere).
Nel 1926 nasce il primogenito, George, e nel 1930 il secondo figlio, Arthur.
Sempre nel 1930, nel periodo di Aprile, si reca in viaggio verso il sud Italia accompagnato da tre suoi amici: Giuseppe Haas-Triverio (incisore); Robert Schiess (pittore svizzero) Jan Rousset (storico francese).
I tre arrivano nel Golfo di Santa Eufemia con una nave partita da Napoli e giungono fino in Calabria dove visitano per quasi un mese, muovendosi in treno o con mezzi di fortuna lungo la costa tirrenica, molti dei paesi di questa regione (Pizzo Calabro, Tropea, Palmi, Scilla, Melito di Porto Salvo e il borgo fantasma di Pentedattilo da cui Escher resta particolarmente colpito tanto da dedicargli numerosi disegni panoramici e 4 incisioni).


Intollerante al clima politico che si faceva largo nell'Italia fascista del 1935, Escher decide di lasciare la nazione e trasferirsi per un periodo in Svizzera.
Nel 1937 si sposta a Uccle (Bruxelles, Belgio) ma l'occupazione dei Nazisti lo costrinsero a ripartire nuovamente.
Nel 1941 si trasferì a Baarn, in Olanda, dove vi restò fino al 1970 e dove sviluppò un periodo artistico ricco di progetti ed opere.
Probabilmente il clima umido olandese gli permise di restare al chiuso a concentrarsi interamente sul suo lavoro. Lo stesso Escher ha dichiarato:

In Svizzera, Belgio e Olanda ho trovato molto meno interessanti sia i paesaggi che l'architettura rispetto a ciò che avevo visto nel Sud Italia. Mi sono così sentito spinto ad allontanarmi sempre di più dall'illustrazione più o meno diretta e realistica della realtà circostante.
Non vi è dubbio che queste particolari circostanze sono state responsabili di aver portato alla luce le mie "visioni interiori".

Nel 1958 realizza la sua prima litografia dedicata alle famose "costruzioni impossibili", caratteristiche dell'artista, intitolandola "Belvedere".





 Nell'opera si nota un ragazzo seduto che ha in mano un cubo impossibile ed osserva perplesso questo oggetto strano. Ciò che alla fine il ragazzo non nota è che l'intero Belvedere alle sue spalle è progettato sulla stessa struttura che tiene in mano. E' un mondo tridimensionale allo stesso tempo vicino e lontano che pare impossibile da illustrare è possibile però disegnare un oggetto che mostra una realtà diversa quando lo guardiamo da sopra o da sotto.
Il cubo di cui Escher descrive è noto con il nome di "Cubo di Necker" (creato per la prima volta dallo studioso svizzero Albert Necker nel 1832 dove si rappresenta, attraverso una illusione ottica di un cubo, una rappresentazione bidimensionale ambigua; per ulteriori approfondimenti digitate voce Cubo di Necker e troverete le notizie che vi interessano).
Questa è stata solo una breve e probabilmente grossolana descrizione di una delle numerose opere di Escher, che mostra come le sue opere si basano sul sottile gioco che esiste tra sfondo e figura.
Con le figure geometriche infatti Escher ha spesso giocato volentieri rappresentando diverse stampe e collegandole in un rapporto di dimensione proprio, sottomettendo così le leggi della prospettiva artistica a nuovi spazi e nuove forme.
Nel 1970, Escher si trasferì a Laren, nell'Olanda settentrionale, in una casa di riposo per artisti (intitolata a Rosa Spier) dove morì nel marzo del 1972.

CONCLUSIONE:

La mostra che si è aperta il 12 marzo presso Palazzo Albergati (Bologna, via Saragozza) e prosegue fino al 19 luglio (costo biglietto ingresso 13 euro, ridotto 11, ma già solo il nome di questo grande artista li vale veramente tutti) si sviluppa su due piani e raccoglie le maggiori opere dell'artista.
Sono opere, quelle di Escher, molto amate non solo da scienziati, logici, matematici e fisici, che stimano il suo uso originale delle forme, ma anche dal resto del mondo artistico e culturale.
Non a caso le sue opere sono state più volte riprese e citate in campi che non si limitano solo al mondo dell'arte in sé (ad esempio nel famoso film del 1986 "Labyrinth", diretto da Jim Henson, oppure in uno degli episodi del famoso cartone animato de "I Simpson" dove Groening riprende l'opera famosa del 1951 intitolata " Casa di Scale / Relatività").



Escher è stato citato in film, cartoni animati, fumetti (alla sua opera "Relatività" è stata anche dedicata una delle copertine di Martin Mystere) canzoni (Caparezza nel suo "Musica"; ma lo stesso Escher ha rifiutato di disegnare la copertina dei Rolling Stones), in teatro nel campo della scenografia e in tanto altro ancora.
L'Arte di Escher è apprezzata e stimata da milioni di persone nel mondo che grazie alle esposizioni come quella di Palazzo Albergati riescono a non dimenticarne l'operato.
Consiglio vivamente di andare a visitare la mostra ritroverete tante opere che magari vi sembreranno familiari, mentre altre vi risulteranno del tutto nuove, magari incomprensibili, ma vi assicuro che avranno il fascino e il mistero giusto per catturare tutta la vostra attenzione.
Mostra magica ed entusiasmante.

 
FONTI ED IMMAGINI:

WIKIPEDIA alla voce Escher

http://www.palazzoalbergati.com/la-mostra-escher/

http://www.mcescher.com/

http://web.unife.it/progetti/geometria/Escher_A/biografia.htm

http://users.erols.com/ziring/escher_bio.htm

http://www.artribune.com/2015/03/i-paradossi-di-escher-a-bologna-con-la-grande-retrospettiva-sul-genio-olandese-riapre-palazzo-albergati-totalmente-restaurato-dopo-il-devastante-incendio/

http://www.museocontadinopentedattilo.it/museo/index.php?option=com_content&view=article&id=67&Itemid=85

http://www.settemuse.it/pittori_scultori_europei/m_c_escher.htm

http://www.stilearte.it/la-complessita-illusionistica-di-escher/