Iniziamo

Arrivo tardi come al solito nel mondo informatico e mi cimento
cosi' per la prima volta con un Blog ....
Ma come dice il famoso detto popolare "Meglio tardi che mai".
Il seguente Blog tratta pertanto svariati argomenti: si va dalla vita personale a Fotografie, dalla Letteratura all'Arte in generale (Musica, Teatro, Cinema), dalla Storia alle Biografie di personaggi famosi, Viaggi, Ricette di Cucina, Eventi e notizie in generale.
Percio' Benvenuto a chiunque voglia seguire queste pagine.

lunedì 21 marzo 2016

Racconto personale di un parto presso l'Ospedale Maggiore (Bologna).

Dal 20 di Gennaio non postavo più sul blog e questa lunga assenza può benissimo essere giustificata dal fatto che 9 giorni dopo mi ritrovavo in sala parto a dare vita alla piccola nuova arrivata in famiglia (ricordo sempre che il presente blog è anche diario personale e condivisione di eventi in generale. E più lieto evento di questo non saprei quale altro descrivere).
Oggi, in quei pochi momenti di pace che un lattante lascia ai genitori quando dorme, riesco a riprendere, almeno per il momento, in mano questo diario e a condividere con voi una esperienza unica e irripetibile.
Quello che però voglio condividere in particolare oggi riguarda la scelta della struttura fatta presso la quale ho partorito, nella speranza che ciò possa essere in qualche modo di orientamento a quante in questa provincia (quella di Bologna nel mio caso) vi si vogliono affidare.
La decisione è stata presa dal fatto che ho letto in rete un articolo che dichiarava che l'88% delle donne opta per il parto presso le strutture pubbliche in quanto sinonimo di sicurezza e anche perché è la scelta più conveniente.
Spieghiamo che fin da subito, cioè non appena avuta notizia della dolce attesa, ho fatto un giro di ricerche e alla fine mi sono affidata a quello che nella regione Emilia Romagna viene chiamato con il nome di "Percorso Nascita" dove un team di figure professioniste, quali ad esempio ostetriche e ginecologi, ti seguono passo per passo lasciandoti solo nel momento in cui hai scelto appunto la struttura presso cui partorire ed affidandoti così ad altri medici e ad altri professionisti.
Per quanto riguarda il discorso "Percorso Nascita" tanto di cappello, almeno per quella che è stata la mia esperienza personale, nulla da ridire, anzi l'ostetrica che mi ha seguito fin dall'inizio è sempre stata gentile, professionale al massimo e ha dimostrato tutta la sua valida competenza nel settore oltre ad essere stata rassicurante e paziente nei momenti del bisogno (per mia fortuna pochi momenti di bisogno in quanto ho avuto 9 mesi di gestazione che sono stati "oro" rispetto a quello che di solito passano la stragrande maggioranza delle donne. Bimba che cresceva sana in pancia, che mi dava pochi fastidi, poche nausee, pochi dolori e tanto altro ancora).
Il momento invece in cui si sono iniziati a intravedere delle "piccole magagne"(o noie chiamatele come preferite) sono arrivati non appena sono stata passata alla struttura scelta in cui poi ho partorito e che nel caso specifico, il mio, riguarda l'Ospedale Maggiore di Bologna.
Arrivati in quella che doveva essere la penultima settimana di gestazione (vicinissimi alla data presunta del parto quindi) mi viene dato appuntamento per un tracciato e una visita di controllo con il ginecologo (una dottoressa in tal caso di cui purtroppo non ricordo il nome altrimenti sì che l'avrei cantato pubblicamente) e viene fissato alle ore 10.00 del mattino.
Accompagnata da mio marito vado nel giorno prefissato e ansiosa come ben si può immaginare arrivo con largo anticipo in ospedale.
Arrivata su posto però noto con piacere (nota ironica in questo caso) che ad aspettare oltre me era presente una grande fila di donne in attesa tutte per fare tracciato e visita.
Insomma per farla breve, quella che doveva essere la visita delle 10.00 del mattino si è andata a svolgere verso le 13.40 con una dottoressa (la ginecologa) che dopo il tracciato, forse presa dall'aver saltato la pausa pranzo o forse stanca o non so che altro, effettuava le visite in maniera approssimativa e una ecografia ultra-veloce e che rimandava a dopo data presunta parto (senza neanche riferire se si sarebbe proceduto per induzione o in altri modi).
Stanca, delusa ed irritata da questo atteggiamento approssimativo torno a casa in attesa di ulteriori eventi e che arrivi l'altra data dell'incontro.
Passa la settimana e passa anche la data presunta e ancora niente questa piccoletta (dal carattere ostinato come la madre evidentemente) non ne voleva sapere di uscire.
Fino a quando, nove giorni dopo, proprio la sera prima dell'altro incontro fissato, alla notte si iniziano ad avere le prime avvisaglie che qualcosa si stava muovendo (i famosi podromi che le donne incinta conoscono o conosceranno presto).
In notturna sveglio marito e con calma prepariamo tutto quello che serve e prendiamo auto per recarci presso l'ospedale (vista la cavolata governativa di aver chiuso il reparto nascite vicino, quello della montagna, in questo caso quello di Porretta Terme ed aver lasciato a disposizione solo quelli della grande città, che distano 40 chilometri circa, così che se una persona ha emergenza o rischia di partorire in casa se le va bene o per strada se c'è traffico oppure arriva giusto in tempo a destinazione).
Arrivati a Bologna, presso il Pronto Soccorso Ostetrico e Ginecologico dell'Ospedale Maggiore mi fanno visitare da una dottoressa e da una sua assistita e decidono di tenermi sotto osservazione e affidandomi una stanza e spiegandomi che se non accadeva nulla entro un certo tempo mi avrebbero rimandato a casa.
Passa la mattinata, passa il pomeriggio, passa la sera, arriva nuovamente l'altra nottata e ritornano i dolori, stavolta più forti ed insistenti.
Come imparato al corso pre parto (che ho svolto con il percorso nascita di cui vi ho già scritto sopra e che consiglio vivamente alle donne in gravidanza per sapere tante cose utili) e come consigliato da infermiera iniziamo a contare finalmente le famose contrazioni (contava mio marito ovviamente visto che io, anche se lucida, ero troppo presa dall'aumentare velocemente dei vari dolori del parto).
Non avendo chiesto epidurale ma avendo optato per parto naturale potete ben immaginare il divertimento da montagna russa che segue (almeno chi c'è passato sicuramente) ma quello che più mi ha sconvolto in quel momento e che di notte presso questo ospedale se non hai la fortuna di beccare le infermiere o il personale addetto giusto regna in caso contrario la latitanza più totale.
Suoniamo il campanello e dopo un bel poco di insistenze arriva finalmente una ragazza dalla voce nasale antipatica che guardandomi in faccia mi dice apertamente che non mi vede poi così dolorante (dopo che avevo contrazioni continue e ravvicinate e vomitato più volte in giro e con mio marito che ha dovuto pulire perché quando ha chiesto aiuto gli è stata posto in mano un lenzuolo di quelli da ospedale e della amuchina e gli è stato detto che poteva pulire con quelli).
Ora vorrei spiegare a questa ragazza (spero tu legga questo post prima o poi nella tua vita) che il concetto di dolore è strettamente intimo e personale e che non tutti soffrono come lei si aspetta ma che ognuno ha il suo modo e che se una persona ti dice che sta male significa che realmente sta male, sopratutto se sta per partorire.
Comunque sorvolando sulle spiegazioni a gente insensibile (anche se di mestiere fa l'infermiera in ospedale) continuiamo dove lei insisteva che ancora di tempo ne stava a sufficienza, che non avendo rotto le acque e che non vedendo sangue nel pannolino (scusate il dettaglio horror o trash per i più deboli di stomaco andate oltre) non poteva mandarmi su in sala travaglio.
Alla fine, dopo quella che mi è parsa una eternità, dopo aver continuato anche noi ad insistere (io ripetevo che sentivo uscire la testa e che avrei partorito in corridoio se necessario) si decide finalmente per mandarmi su in sala travaglio.
Arrivata su in sala travaglio guardo le ostetriche che tutte contente mi incoraggiano perché arrivata con dilatazione di 6 cm (e quindi Candy Candy di noi altri del piano di sotto, come la vogliamo mettere? Non stavo partorendo e non avevo male ? ripeto spero sempre tu legga questo post e ti faccia una analisi di coscienza anche se dubito fortemente tu ne abbia una).
Altri 4 cm e sarebbe venuta fuori.
Riguardo alle ostetriche del primo turno della sala travaglio nulla da ridire dei veri angeli che mi hanno accompagnata lungo tutto il percorso.
Finito il loro turno sono subentrate altre due ostetriche (anzi per l'esattezza una ostetrica e una ragazza tirocinante, credo una studentessa universitaria molto carina nei modi di fare) che dopo mia insistenza (vedevo la testa ma sentivo che qualcosa la bloccava) e dopo qualche ora decidono per farla venire fuori in altro modo e vanno a chiamare ulteriori aiuti.
Così, alla fine, dopo tanto tempo e tanto trambusto la sala si affolla di gente (sembrava di essere in uno di quei telefilm di medici in corsia, dove prima tutto tace e poi arriva il mondo intero) che prima tenta con delle spinte sullo stomaco (la manovra di Kristeller, cercate pure in rete) poi opta per la ventosa e solo dopo effettua il taglio episiotomico (tutte quelle cose in pratica che avevo scritto che non avrei voluto fossero effettuate su di me, visto che volevo un parto naturale tranquillo, in quella che si chiama Lettera di presentazione al parto  consegnata in quella famosa visita il giorno del tracciato e che a quanto pare tengono il giusto in considerazione).
Tutto questo caos è accaduto perché la cucciola aveva il cordone ombelicale intorno al collo (ricordate che continuavo alla fine a dire che la testa era bloccata ma che evidente non venivo in quel momento ascoltata, forse perché pensavano fossi ormai stanca e non sapendo che esiste gente che è lucida e consapevole anche in momenti delicati della vita come questo).
Vorrei concludere questo post dicendo che fortunatamente è andato tutto bene e che ora la cucciolotta dorme beata qui con accanto il suo fratellone peloso Billy ai piedi della culla che le fa la guardia e che la ama alla follia di quell'amore che solo un cane riesce a dare all'essere umano.
Quello che voglio dire è che è vero che ogni parto è a sé (nel senso che per ogni donna è differente) ma che è altrettanto vero che avere il giusto personale intorno può fare la differenza sui ricordi per il futuro.
Presso l'Ospedale Maggiore il personale è sicuramente preparato (sopratutto presso la sala travaglio e anche alcune delle infermiere del reparto di ginecologia), ma è altrettanto giusto aver fatto qualche appunto qui in questo post nella speranza che tutta la pubblicità che si sono fatti con il famoso programma televisivo (Reparto Maternità se ricordate andava in onda su Sky) non gli abbia dato alla testa facendo sì che si smetta di ascoltare le persone (che sono anche pazienti della struttura in questo caso). Inoltre consiglio qualche ecografia e visita più accurata nelle giornate dedicata ai tracciati perché così si potrebbero (forse) evitare ulteriori noie (che si potrebbero comunque trasformare in magagne se non prese bene in considerazione) future.
Ultimissima cosa alle infermiere (specie alla ragazza dalla voce nasale orrenda) prestate più cura e gentilezza nei confronti di chi ha bisogno ed evitate la latitanza specie nelle ore notturne.
Adesso smetto di scrivere vado a godermi la mia cucciola.
Spero comunque di essere stata chiara sul fatto che questo post dovete prenderlo per quello che è ovvero una esperienza personale che tenevo a condividere.
A presto :)







mercoledì 20 gennaio 2016

Biografia di Ettore Scola. Un piccolo omaggio al grande regista scomparso ieri.

E' morto ieri, all'età di 84 anni, il famoso regista e sceneggiatore cinematografico Ettore Scola.
Non scrivendo già da un poco di tempo qualche bella biografia mi sembrava giusto riprendere oggi con un semplice omaggio a questo straordinario maestro. Una lettura semplice che vuole giusto ricordarlo un attimo.



ETTORE SCOLA: 

Nato a Trevico (Av) nel maggio del 1931 e trasferitosi a Roma con la famiglia da ragazzo (dove frequenta il liceo Classico), a soli 15 anni diventa disegnatore di vignette (questa fase lo porta a collaborare poi con il settimanale umoristico Marc'Aurelio, esperienza che gli tornerà utile nella caratterizzazione dei personaggi).
Si iscrive poi presso la facoltà di Giurisprudenza (sempre a Roma) e dagli inizi degli anni '50 inizia a scrivere anche come sceneggiatore per delle commedie all'italiana.
L'esordio alla regia arriva nel 1964 anche se il suo primo grande successo arriverà qualche anno dopo con il film "Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa ?" (film del 1968 con Alberto Sordi, Nino Manfredi e Bernard Blier).
Tra la fine degli anni '60 e la metà degli anni '70, Scola dirige diversi lavori.
Tra questi si ricordano: Il commisario Pepe (1969); Dramma della gelosia - Tutti i particolari in cronaca (1970); e nel 1974 il suo grande successo C'eravamo tanto amati (con Gassman, Manfredi. Satta Flores e Stefania Sandrelli).
Nello stesso decennio e grazie a lavori come quelli sopra citati Scola si conferma come regista di fama internazionale e realizza film capolavori come: "Brutti, sporchi e cattivi" (1976); "Una giornata particolare"(1977).
Nel 1987 dirige "La famiglia", commedia che ripercorre 80 anni di storia (1906-1986) attraverso la saga di una famiglia e dove gli interpreti sono Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli e Fanny Ardant.
Negli anni successivi invece escono i film "Splendor" e "Che ora è?" entrambi con Marcello Mastroianni e Massimo Troisi.
Verso la fine degli anni '90 produce ancora altri film e negli anni 2000 invece, gira il documentario "Che strano chiamarsi Federico", dedicato a Fellini nel ventennale della sua scomparsa.
Nel maggio 2009 riceve il David di Donatello alla carriera in occasione dei suoi 80 anni.
Di David di Donatello ne ha ricevuti nel corso della sua carriera altri 6, più 4 nomination agli Oscar come migliore film straniero (nel 1977 per Una giornata particolare; l'anno successivo per I nuovi Mostri; nel 1983 per Ballando ballando e nel 1987 per La famiglia).
Nel 2014 viene realizzata la prima grande mostra monografica intitolata "Piacere, Ettore Scola" e presentata in anteprima nazionale in Irpinia (terra natia del regista).
Scola muore il 19 gennaio 2016 a Roma e lascia così un grande vuoto nel panorama artistico e culturale della cinematografia italiana.



FONTI ED IMMAGINI:

https://it.wikipedia.org/wiki/Ettore_Scola

http://www.rbcasting.com/altri-articoli/2013/05/09/ettore-scola-presenta-alla-stampa-che-strano-chiamarsi-federico-scola-racconta-fellini/#sthash.1Kkvoaja.dpbs

http://www.corriere.it/gallery/cinema/04-2010/scarpelli/1/i-film-furio-scarpelli_3ab86974-52a6-11df-82ed-00144f02aabe.shtml




domenica 17 gennaio 2016

L'atteso ritorno di X-Files, la serie cult degli anni '90. Sei nuovi episodi affascinanti per Sky.

In attesa che in Gennaio arrivino nuove cose, riporto una news che farà felici molti dei fans di una famosa serie televisiva che agli inizi degli anni Novanta (1993 per essere esatti) e per circa un decennio ci ha tenuto con il fiato sospeso ed incollati alla sera al piccolo schermo.
Parlo di: X-Files.
Alzi la mano chi non ricorda i due famosi protagonisti di questa serie, lui l'agente Fox Mulder (interpretato dall'allora giovine David Duchovny recentemente comparso come protagonista anche in una serie televisiva trasmessa su Sky, molto interessante ed intitolata "Aquarius") e lei la bella collega Dana Scully (interpretata dall'attrice Gillian Anderson, di recente anche lei impegnata su altri fronti nell'ambito della Tv).
Ebbene, appassionati fans, questa serie cult torna (dopo ben 13 anni di pausa) con 6 nuovi episodi e già si può scommettere che saranno anche questi un successone (basta pensare che nei 9 anni in cui è andato in onda, dal 1993 al 2002, la serie ha raggiunto il record di 27 milioni di spettatori solo negli Stati Uniti).
Rapimenti alieni, cospirazioni, misteri, il mondo del paranormale è quello in cui vivono i protagonisti con le loro indagini e chi come loro ne è coinvolto (volente oppure no), queste tematiche attireranno allora come ora.
In attesa che i nuovi episodi arrivino anche in Italia (ed ormai manca davvero poco) il canale Sky di Fox Crime 143 ripropone le famose 9 vecchie stagioni rivisitate in chiave HD.
Mentre per poter finalmente vedere i nuovissimi 6 episodi occorrerà aspettare fino alla data del 26 Gennaio (ogni martedì sera alle ore 21) in onda sui canali Fox e Fox Crime (più sembra un canale evento solo per se chiamato: Fox Files).
Che altro aggiungere ?
Niente mi sembra sia tutto, ora non rimane solo che aspettare e vedere se anche questi episodi saranno appassionanti e da brivido come quelli del passato.
Buona visione a chi andrà a vederlo.



IMMAGINE reperite da:

http://www.mondofox.it/2015/12/02/x-files-tutto-sul-revival/

lunedì 11 gennaio 2016

Addio a David Bowie

E addio anche al Duca Bianco.
Si è spento oggi David Bowie e quindi non potevo non postare un video per dare l'ultimo saluto a modo nostro da questo blog.

FONTI:

https://www.youtube.com/watch?v=YYjBQKIOb-w

venerdì 8 gennaio 2016

Voglia di Tortine con Yogurt e Mele

Ed eccoci qui presenti anche con il nuovo anno che è arrivato.
In attesa di nuovi e lieti eventi con le ultime voglie che arrivano, non potevo non aprire il post di Gennaio se non con una ricetta sfiziosa e semplice.
Niente avanzi di panettoni o pandori questa volta ma bensì delle tortine tutte da gustare.
Le tortine in questione sono fatte con yogurt e mele e gli ingredienti in questo post si rifanno a dosi per 8 persone.
Vediamo quindi quali sono questi ingredienti e come si preparano.

INGREDIENTI:

40 gr. di Burro, 2 Uova, 1 vasetto di Yogurt, 90 gr. di Zucchero, 100 gr. di Farina integrale, 30 gr. di Fecola, 1 pizzico di Lievito per Dolci, 2 Mele, Zucchero in granella.

PREPARAZIONE:

Preriscaldate il forno e portate alla temperatura di 180°.
Lavorate intanto il burro con una frusta elettrica per ridurlo in crema ed unite poi le uova senza mai smettere di mescolare.
Sempre sbattendo aggiungete anche lo Yogurt, lo zucchero, la farina integrale mescolata con fecola e lievito per dolci.
Tagliare le mele a dadini ed unire anche queste al composto.
Una volta ottenuto l'impasto distribuitelo in 8 stampini e per decorare, se si vuole,si può unire sulle tortine lo yogurt e le mele con un cucchiaio di zucchero in granella.
Cuocere in forno per circa 25 minuti a 180°.
Lasciate che si freddino e buona degustazione di tortine.



FONTI ED IMMAGINI:

Rivista mensile "Io e il mio Bambino" mese di Novembre 2015
http://mammaoggi.it/a-merenda-le-tortine-di-yogurt-e-mele/

giovedì 31 dicembre 2015

Auguri di Buon Anno a tutti.

Questo 2015 sta finendo.
Auguri a tutti da questo blog e Buon Anno (speriamo di rivederci presto).


immagine ripresa da: http://www.partecipiamo.it/anno_nuovo/anno_nuovo.htm

mercoledì 23 dicembre 2015

martedì 22 dicembre 2015

Libro consigliato: La guida del giovane Papà.

Prima di salutarvi per le vacanze natalizie, voglio lasciare i lettori con un simpatico post su un libro che ho regalato e che può essere ironicamente utile a tutti coloro che stanno per diventare padri.
Il libro in questione si intitola "La Guida del Giovane Papà" ed è stato scritto da due autori francesi, Pierre Antilogus e Jean-Louis Festjens, oltre ad avere delle simpatiche illustrazioni di Claire Bretécher.
Vagando tra le librerie di città sono stata attirata dal retrocopertina del testo e più in particolare da una frase iniziale che mi ha fatto ridere e decidere di comprarlo.
Dice il retro di presentazione:

"Una donna incinta è più incinta che donna" dice il saggio...
Partendo da questo illuminante assunto è facile immaginare quanto sarà alto il rischio, per l'inesperto compagno nonché futuro padre, di risultare inadeguato durante i mesi della gravidanza, per non parlare di quel che seguirà.
Tante saranno le circostanze in cui essere un "giovane padre" si potrà rivelare fortemente imbarazzante, per non dire drammatico, grottesco, surreale.
Tante le volte in cui l'inconsapevole genitore si sentirà la persona sbagliata nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Una guida che sdrammatizza questo "percorso ad ostacoli" offrendo utili suggerimenti per affrontare con il sorriso sulle labbra i fatidici nove mesi di attesa, il parto e le gioie inevitabili che seguiranno.

Una guida quindi altamente ironica (con una nota introduttiva di Alessandro Baricco, anche questa esilarante) che attraverso le sue 244 pagine lascia spazio a continue risate riscontrando come sempre dei fondi di verità che nascono dalla reale ironia di alcune situazioni.
Questo libro, edito da EDT nel 1988 e giustamente ristampato a più riprese tra gli anni '90 ed oggi, è una vera fonte inesauribile di risate.
Forse dall'introduzione che vi ho riportato non sembra così e quindi vi riporto anche qualche immagine ripresa dalla rete per farvi rendere conto più o meno di cosa si parla.





Come avrete capito risate dall'inizio alla fine con un sottofondo di ironica verità (associatela magari a qualche musichetta da film tipo "Lo Squalo").
Consigliato vivamente sia ai futuri padri sia alle future madri dotate di un grande senso dell'humour.
A presto.



FONTI ED IMMAGINI:

Pierre Antilogus e Jean-Louis Festjens, La guida del Giovane Papà, Edizioni EDT.

http://www.quantestoriepapa.it/libri-per-papa/

http://www.amazon.it/La-guida-del-giovane-pap%C3%A0/dp/8860406676

mercoledì 16 dicembre 2015

TARTUFINI DI PANETTONE. Come usare gli avanzi del panettone sotto natale (e dopo).

Nella prossima settimana è già Natale (mai come quest'anno il tempo mi è scivolato via in fretta) e già nell'aria si sente odore di tutte quelle cose che caratterizzano questo periodo così tipico.
Come ogni anno ci saranno i cenoni in famiglia e come ogni anno ci si ritroverà in casa sempre con mille panettoni o pandori naviganti (regalati da amici e parenti) di tutte le forme e di tutte le salse.
Ora sono consapevole che forse è presto per scrivere di questo argomento ma è anche vero che potrebbe essere una furbata rigirare questi panettoni e pandori a loro volta sotto forma di altro.
Con ciò che cosa intendo esattamente ?
Niente, solo semplicemente che si possono ricucinare o preparare ulteriori ricette semplicemente con quelli che sono avanzi di panettoni e pandori o anche con gli elementi tutti interi.
Quindi, avrete già capito dove vado a parare, beccatevi questa ricetta del mese adatta a grandi e piccini e quindi ideale per tutta la famiglia.
La ricetta in questione si chiama: TARTUFINI DI PANETTONE.
Vediamo come sempre come si prepara e quali gli ingredienti.

INGREDIENTI:

200 gr. di Panettone; 1 Bicchiere di Latte; 50 gr. di Ricotta; Cacao Amaro.

PREPARAZIONE:

Allora ingredienti semplici e quindi preparazione semplice.
Sbriciolate come prima cosa il panettone in una ciotola e aggiungete la ricotta (anch'essa ben sparsa) e il latte.
Impastate bene il tutto con le mani e quindi lasciate riposare il composto in frigorifero per una decina di minuti.
A tempo ultimato, ricavate dal composto delle palline grosse come albicocche e rigiratele in un piatto dove vi avrete versato il cacao e fate così in modo da ricoprire le palline con la polvere in questione.
Lasciate riposare in frigo per almeno un quarto d'ora e servite.

Come vi dicevo veloce, facile e buona.


IMMAGINE (ripresa da):

http://faonews.com/tartufi-di-pandoro-al-cioccolato/

sabato 12 dicembre 2015

100 anni di Frank Sinatra. Un video con una delle sue tante canzoni per ricordarlo.



Avrebbe compiuto in questi giorni 100 anni, il mitico Frank Sinatra. 
Visto che è uno tra i tanti cantanti che mi è sempre piaciuto posto un video con una delle canzoni che più preferisco. 
Sono sicura che sarà conosciuta anche da molti di voi in quanto colonna sonora di alcuni film.
La canzone è "I've got you under my skin".
Buon ascolto e a presto.



FONTI:

https://www.youtube.com/watch?v=sJW7jWWyvfY

giovedì 3 dicembre 2015

Il ritorno dei Muppet.

Breve post di annuncio che riguarda l'introduzione al grande ritorno italiano di uno spettacolino in Tv tutto da ridere, sia per grandi che per piccini.
Tornano infatti dopo venti anni di assenza dalla nostra Tv, i vecchi cari pupazzi che durante l'infanzia hanno tenuto compagnia a tanti di noi: I Muppet.
Alzi la mano chi li ricorda e non ditemi che sono la sola per cortesia...
Nati in America, durante la metà degli anni '50, da una idea di Jim Henson (produttore e regista cinematografico statunitense), questi pupazzi sono costruiti con materiali morbidi dentro i quali vi si nasconde una persona, o meglio un burattinaio, che li manovra e che come ricordavo, in Italia, hanno avuto successo a partire dagli inizi degli anni '80.
Personalmente mi ricordo di loro con vero piacere (così come mi ricordo dei nostri di pupazzi, quelli tutti italiani dei programmi dedicati ai bambini al pomeriggio sui canali Mediaset, quali: Uan, For e Five) ed è per questo che sono stata contenta (dopo averne visto il film al cinema, se non erro nel 2013) di questo ritorno.
In fondo come si fa a non trovare simpatia per dei pupazzoni con la bocca grande e gli occhi sporgenti ?
Quindi per chi come me, ricorda piacevolmente questi personaggi (i miei preferiti erano Kermit la rana e Miss Piggy), consiglio di sintonizzarsi sul canale Sky di Fox a partire da sabato 12 Dicembre, ore 21 e di farsi due risate (la loro ironia è infatti memorabile).
Sono sicura che non ve ne pentirete.
  

l'immagine è stata ripresa dal sito internet:
http://www.cineblog.it/post/33917/i-muppet-ecco-la-descrizione-di-tutti-i-personaggi

mercoledì 25 novembre 2015

Diane Gabaldon: Il Ritorno.

In questo pazzo Novembre (si è passati praticamente da un caldo anomalo quasi estivo ad una ondata di gelo improvvisa), dove i ritmi anziché rallentare sono diventati più frenetici (e chi se lo immaginava che in gravidanza avrei corso più di quanto solitamente non faccia ?), sono comunque riuscita alla sera a ritagliarmi mezz'ora per la lettura di un libro che voglio nel post di oggi riportare.
Già da tempo non facevo recensioni di testi, un po' perché invasa perora da sola letteratura per donne in gravidanza (attenzione non è mia l'idea ma di alcuni amici cari che non ho ancora ben capito se vogliono far del terrorismo psicologico o essere di aiuto) un po' perché dovevo trovare qualcosa che mi ispirasse ed invogliasse almeno ad aprirne le pagine.
Gira che ti rigira l'ho trovato e ora sono pronta a condividere sul blog l'esperienza.
Probabilmente, almeno spero, in molti avranno seguito in televisione (sui canali Sky) quella che è poi diventata una serie Tv apprezzata e premiata e da un sapore tutto particolare.
Parlo della serie che ha preso il nome di "Outlander".
Ebbene ho scoperto che questa serie Tv si ispira a tutta una serie fantasy di libri, scritti nei primi anni '90 (la prima opera credo compaia nel 1992), dalla scrittrice americana Diane Gabaldon e che ha aperto poi a quella saga conosciuta, in Italia, come "La saga di Claire Randall".
Questa serie è nel tempo diventata un vero e proprio fenomeno (best seller), tanto da essere pubblicata poi in 26 paesi, tradotta in ben 23 lingue per un totale di 9 milioni di copie vendute, ed infine dal 2014 ne è stata tratta appunto la fortunata serie Tv.

Ora il libro di cui voglio scrivere oggi non è quello degli esordi, cioè non è quello che apre a tutta la storia, che in Italia credo sia intitolato "La straniera", ma bensì è il terzo della serie e che si intitola "Il Ritorno".
Certo non è facile scriverne quando alle spalle ci sarebbero tante cose da dire, ma vedrò di farlo in maniera corretta e per fare ciò mi aiuterò con il trafiletto di spiegazione della copertina finale del libro che qui sotto ora vi riporto:

Nell'Amuleto d'Ambra, Claire Randall, viaggiatrice nel tempo e nello spazio, aveva iniziato a spiegare una difficile verità alla figlia Brianna: negli anni in cui tutti la credevano dispersa, tra il 1945 e il 1946, era in realtà precipitata, attraverso il magico cerchio di pietre di Craigh na Dun, nella Scozia del Settecento, dove si era perdutamente innamorata del giovane James Fraser.
In un susseguirsi di avventure palpitanti, tra campi di battaglia e manieri misteriosi, i due amanti consumano la loro ardente passione, consapevoli che prima o poi Claire si sarebbe trovata di fronte ad una difficile e dolorosa decisione: seguire il suo uomo perdendosi definitivamente nel passato o tornare ad un presente che ormai non le appartiene più con la sola speranza di portare con sé una traccia del suo amato....

Avventure, Storia (agli eventi personali e di fantasia infatti si riallacciano poi anche gli eventi e i personaggi storici realmente accaduti, come ad esempio la guerra di indipendenza degli scozzesi nel '700), colpi di scena, intrighi, amori e tutto quello che possiede una buona storia narrata si ritrovano all'interno degli scritti della Gabaldon.
Non sono quindi solo le avventure in prima persona che vivono Claire e James ad interessare ed appassionare (certo loro ne sono i protagonisti principali) ma anche tutti i contorni che si intrecciano ad esso.

Personalmente non so se mi ha appassionato perché ho visitato la Scozia (ricordate i post sul viaggio di nozze che ho fatto li nel 2013 ?) e quindi mi ritrovavo magari a ripensare con nostalgia a tutti quei bellissimi posti che nel cuore mi hanno lasciato un segno; oppure se sia il semplice fatto che le storie avventurose (un poco in stile cappa e spada e un poco invece in fantasia) mi hanno sempre affascinata, fatto sta che da quando ho iniziato a leggere la serie dei romanzi della Gabaldon non ho più smesso, tanto che aspetto di finire questo qui per poter andare subito alla ricerca del prossimo.
Lo stile lineare, chiaro e fresco della autrice, fa sì che io ve lo consigli vivamente come lettura.

Per oggi concludo qui.
A presto e buona lettura a chi lo prenderà in considerazione.
 
FONTI E RECENSIONI:
 
D. Gabaldon, "Il Ritorno", casa editrice Tea srl, edizione di giugno 2015.

http://www.ibs.it/code/9788850210640/gabaldon-diana/ritorno.html

http://www.goodreads.com/book/show/8624062-il-ritorno

martedì 17 novembre 2015

Merluzzo con pomodori e capperi al cartoccio

Corri e scappa, scappa e corri non mi sono di certo dimenticata di far capata qui a scrivere.
Non avendo ancora scritto la ricetta del mese, rimedio subito con il presente post.
Stavolta però si parla di Pesce (non posso sempre e solo postare ricette di dolci, o sembrerà pura golosità, e di verdure) e più esattamente di Merluzzo.
La ricetta, ripresa dalla rivista di questo mese (rivista intitolata "Bene Insieme" di un noto marchio di supermercati) è quella del: Merluzzo con pomodori e capperi al cartoccio.
Come sempre vediamo prima gli ingredienti per poi descrivere della preparazione.

INGREDIENTI (per 4 persone):

60 gr. di Pomodori secchi sott'olio; 2 cucchiai di Capperi; 1 Scalogno; 2 spicchi di Aglio fresco; 1 manciata di Prezzemolo; mezzo Limone non trattato, succo e scorza grattugiata; 4 Filetti di Merluzzo pronti per cucinare del peso di circa 170 gr. l'uno; Sale e Pepe macinato.

PREPARAZIONE:

Sgocciolare i pomodori secchi e tritarli finemente insieme ai capperi.
Sbucciare lo scalogno e l'aglio e tritare anch'essi finemente unendoli a del prezzemolo (anche quest'ultimo deve essere tritato).
Mescolare il tutto e aggiungere la scorza grattugiata di mezzo limone.
Riscaldare il forno a 180° e nel frattempo lavare i filetti di Merluzzo tamponandoli poi con della carta da cucina ed adagiando ogni filetto su un pezzo grosso di carta da forno.
Insaporire con sale e pepe da ambo le parti e condire con il succo di limone.
Distribuire la miscela di pomodori e capperi sui filetti e chiudere per bene con la carta formando appunto dei cartocci.
Passare il pesce in cartoccio su una teglia forno e farli cuocere per circa 20 minuti in forno.
Servire nel cartoccio e buon appetito.
 
FONTI ED IMMAGINI:
 
Bene Insieme, Novembre 2015, ricetta del Merluzzo con Pomodori e Capperi al cartoccio, p.12.

martedì 10 novembre 2015

Cioccoshow 2015. Al via da domani e fino al 15 Novembre la golosa manifestazione bolognese.

Torna come ogni anno, puntuale come un orologio svizzero (giusto per cercare di restare in tema), la manifestazione più golosa di Bologna che ricorda, almeno nel mio caso, il fatto che manca poco (circa una cinquantina di giorni) all'arrivo del Natale.
Parlo della edizione numero 11 del Cioccoshow.
E così la piazza centrale di questa città, ovvero Piazza Maggiore, avrà l'amato cioccolato come protagonista nelle giornate che vanno dal 11 (ossia da domani) al 15 Novembre.
Come sempre sono numerose le iniziative, gli eventi e gli ospiti che vengono presentati al pubblico (pubblico che l'anno scorso ha visto la quota di circa 2 milioni di visitatori rendendo così il Cioccoshow tra le manifestazioni più importanti in Europa dedicata al cioccolato artigianale e di qualità). Ovviamente saranno numerosi, anche gli stand e i produttori di cioccolato artigianale, con la possibilità di assaggi e acquisti di buonissima cioccolata di qualità presentata sotto ogni forma e che accontenterà i palati di ogni tipo.
Che aspettate ?
Fatevi un giro in centro e godetevi i sapori e i profumi di una buona cioccolata in questo strano fine autunno/estivo.
E per finire sotto, il link della pagina ufficiale dell'evento presso cui potrete reperire tutte le informazioni e i numeri che vi servono se volete approfondire sull'argomento:

https://www.cioccoshow.it/

Buon Cioccoshow a tutti !


FONTI ED IMMAGINI:

https://www.cioccoshow.it/

http://www.bologna.bo/cioccoshow-2015/

mercoledì 28 ottobre 2015

Apre a Bologna il primo "Death Cafè". Quando la morte diventa protagonista.

Manca poco ad Halloween e non poteva mancare anche quest'anno (come già in precedenza) qualche articolo o qualche libro o qualche altra cosa che come collegamento avesse appunto il mondo dell'ignoto e del macabro, perché alla fine Halloween e anche questo e ben si sa.
Riporto pertanto oggi, in maniera veloce, articolo ripreso da Repubblica.it e scritto da Ilaria Venturi (il 26 di Ottobre 2015) e che vede una notizia alquanto singolare che non poteva trovare spazio se non giusto tra il periodo di Halloween e quello invece della nostra tradizione che vede il festeggiamento dei Santi e dei Morti nelle date del 1 e del 2 Novembre.
L'articolo in questione si intitola "Stasera si parla di Morte: apre a Bologna il primo Death Cafè".
Ebbene sì !
A quanto pare arriva anche a Bologna, data di inaugurazione il 29 Ottobre, in via Ercolani, il primo Death Cafè che pare segua le orme di altri circoli simili aperti già in altre grandi città, quali: Roma, Parma e Verona.
Promosso, come si può ben leggere in articolo, dal tanatologo Francesco Campione, questo bar vuol diventare una sorta di "Circolo" presso cui riflettere sulla fine dell'esistenza.
Pare che questa non sia una iniziativa tutta nuova però, in quanto già altri Death Cafè erano nati nei primi anni di questo secolo (l'articolo riporta che l'iniziativa si è avuta grazie all'idea del sociologo svizzero Bernard Crettaz e che si è poi sviluppata presso altri paesi del Nord Europa e in America).
Si legge ad un certo punto:

Un primo incontro metterà insieme persone di tutte le estrazioni sociali, studenti e professori, liberi professionisti e non.
Non si tratta di conferenze o di incontri con un esperto.
Le persone, alla pari, si ritrovano per discutere della morte....."

Si legge poi più in basso:

E' proprio parlando della morte insieme agli altri che si riesce a vivere meglio e a sopportare di dover morire"

Insomma gli argomenti che saranno trattati in questo circolo sono ben chiari ed in fondo la tematica Vita/Morte è una tematica così lunga e complessa (la letteratura se ben ricercate è piena di spunti in tal senso) che alla fine il circolo o il bar come preferite potrebbe risultare uno spunto utile di riflessione.
Alla fine a ben pensarci perché poi non farci una capatina ?
Ci sono tanti circoli in giro che trattano varie tematiche e questa se ben ci si ragiona su non è altro che un tema come tanti.

Lasciando perdere le battute di facile o bassa ironia che possono salire alla mente riguardo a tale argomento (ma forse, per scaramanzia, meglio non giocarci su più di tanto) chiudo qui il post augurando a tutti un BUON HALLOWEEN.


FONTI ED IMMAGINI:

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/10/26/news/stasera_si_parla_di_morte_apre_a_bologna_il_primo_death_cafe_-125948311/

giovedì 22 ottobre 2015

Ricetta degli Involtini con Cavolo Verza, Ricotta e Spinaci.

Manco da un poco lo so e cerco oggi di farmi perdonare con una ricetta veloce, buona e leggera; quella degli: Involtini con Ricotta e Spinaci.
La seguente ricetta l'ho presa da una rivista ma ne ho viste tante versioni anche sulla rete.
Quella che ho sottomano prevede ingredienti per 2 persone (quindi abbondate se volete farla per 4).
Vediamo come si fa:

INGREDIENTI:

4 foglie di Cavolo Verza; 200 gr. di Spinaci; 50 gr. di ricotta; 20 gr. di Formaggio grattugiato; 4 fettine di Groviera; 15 gr. di Noci e 15 gr. di Pinoli; 1 Uovo; un pizzico di Sale e un poco di Pepe.

PREPARAZIONE:

Lavate le foglie di Cavolo e lessatele per poco in acqua salata per circa 5/10 minuti.
Scolate e lasciate da parte.
Lessate intanto anche  gli Spinaci (sempre in acqua salata). Anche in tal caso, scolate e strizzate appena pronti.
Tritate poi gli Spinaci con e mescolateli con Uovo, la Ricotta, il Grana grattugiato e le Noci tritate.
Farcite la Verza con il composto e formate degli Involtini che sistemerete su una teglia e guarnite poi una fettina di Groviera sopra e di Pinoli.
Cuocete in forno a 200° per circa 10/15 minuti ed infine servite.

Che vi dicevo ? Veloce, semplice e veramente buona.
Alla prossima allora.

FONTI ED IMMAGINI:

Tra le tante ricette in giro per i siti provate a guardare anche su: http://lacucinadimolly.blogspot.ie/2014/06/involtini-di-verza-alla-ricotta-e-noci.html

Immagine ripresa da: http://www.sempliceveloce.it/

lunedì 5 ottobre 2015

Vacanze in Salento 2015. Cronache di un viaggio: Dalla Barocca Lecce fino alla Punta estrema della Puglia: Santa Maria di Leuca.

Benvenuto Ottobre e dopo quanto annunciato in data 24 Settembre 2015 (argomento sempre sulle vacanze e su:  Otranto e della Baia dei Turchi) ritorno a concludere con questo post il discorso sul ciclo delle vacanze salentine e lo faccio dicendovi finalmente con gioia che dopo un duro lavoro di riordinamento foto e notizie sono riuscita ad accorpare in unico spazio quanto si voleva riportare.
La volta scorsa avevo fatto male i calcoli e credevo che sarei riuscita a concludere il tutto in circa tre post (ricordate ?) oggi invece sono contenta del fatto che ho finalmente riordinato le cose senza fare troppa confusione.
Così eccoci finalmente al round finale (contenti voi, che suppongo non ne potevate più di leggere delle vacanze, e contenta la sottoscritta che chiude un ciclo di post argomentati per poter finalmente guardare altrove).
Ovviamente non potevo che iniziare con la tanto rinomata Lecce che con il suo centro storico, ricco di testimonianze barocche, ci ha spinti a visitarla per ben due volte durante il nostro soggiorno (recandoci una prima giornata alla mattina presto, quando ancora la città sembra dormire e la si può godere in santa pace, subito dopo una seconda volta in una escursione serale con la confusione tipica dei luoghi turistici in estate ma con una Piazza Duomo strepitosa e romanticamente illuminata).
E veniamo quindi a Lecce e vediamo quali sono le cose che sono state viste in questa città.

LECCE: LA CITTA' DAL FASCINO BAROCCO:

Tre sono le porte principali che vi fanno entrare nel cuore del centro storico: Porta Napoli, Porta Rudiae e Porta San Biagio .
Attraversando una qualunque di queste porte e risalendo le vie e i vicoli verso la Piazza principale, respirerete l'atmosfera dal sapore classico e vi ritroverete immersi in tanto splendore.
Non riporto qui nel post la lunga storia della città (che come sempre ricordo potete trovare ovunque sia in rete che in varie guide turistiche cartacee classiche) ma arrivo subito al sodo consigliandovi di recarvi subito verso la Piazza Sant'Oronzo.
Questa Piazza, che in passato prendeva il nome di Piazza dei Mercadanti ed era il cuore delle attività commerciali, continua ad essere fulcro di attività e vari negozi ma soprattutto vede al suo centro i resti di un antico Anfiteatro Romano, datato II secolo, che pare sia il più grande di tutta la Puglia (poteva ospitare fino a 15.000 spettatori) e dove ancora oggi si tengono spettacoli estivi.
Sempre in Piazza Sant'Oronzo si trova una palazzina storica denominata Sedile e che è stata sede del Municipio fino al 1851.
Tra l'Anfiteatro Romano e il Sedile, si erge invece in tutto il suo splendore la famosa Colonna di Sant'Oronzo dove in cima vi è una statua in lastra di rame del santo patrono della città e che poggia sul secondo pilastro della antica via Appia. Secondo alcune voci, pare che la colonna sia stata regalata alla città di Lecce come segno di ringraziamento al santo per aver salvato Brindisi dalla peste del 1656.
Come scrivevo poco sopra ancora oggi la piazza è il cuore delle attività commerciali pertanto vi consiglio di girarla in lungo e largo fermandovi anche ad osservare i vari esercizi e a se volete a godervi un buon caffè alla salentina (Consigliato vivamente il Bar Caffè Avio dove fanno dei buonissimi pasticciotti, dolce tipico di Lecce, e altrettanto buono il loro caffè speciale in ghiaccio con latte di mandorla).
Scritto ciò vi mostro ora con delle foto, la Piazza e quanto sopra citato.




 
cartello con le notizie sulla colonna
di Sant'Oronzo
 





Il Sedile

Resti dell'Anfiteatro






Alle spalle di Piazza Sant'Oronzo, proseguendo la passeggiata e tagliando attraverso uno dei vicoli (noi siamo risaliti per via Trinchese, una delle altre vie principali per il passeggio) si ritrova il Castello di Carlo V.
Purtroppo noi non siamo riusciti a visitarlo al suo interno ma a detta di qualche amico meritava comunque l'ingresso e al suo interno troverete anche il Museo di Cartapesta che è stato portato lì nel 2010 e che vede una collezione di statue realizzate con una tecnica che ha reso famosa Lecce nella lavorazione di questo materiale.










Tornando su e attraversando via Trinchese, siamo ritornati su Piazza Sant'Oronzo e abbiamo percorso poi via dei Templari per proseguire dritto fino a via Umberto I dove è stato così possibile visitare una delle Basiliche più belle viste fino ad ora: la Basilica di Santa Croce.
Ricca di ornamenti architettonici e di simbolismi, questa basilica lascia davvero a bocca aperta.
C'è voluto più di un secolo e una intera squadra di artigiani per riuscire a realizzarla.
Commissionata a metà del XVI secolo dall'ordine dei celestini, ha una facciata tripartita e ricca di decorazioni strane.
Al centro un grande rosone realizzato nel 1646 e realizzato dall' artigiano Francesco Antonio Zimbalo.
L'interno della Basilica è a pianta rinascimentale ed è altrettanto sontuoso.
Le foto al suo interno non le ho fatte (se ricordo bene vi era il divieto) ad ogni modo vi mostro quelle del suo meraviglioso esterno






Ritornati nuovamente su Piazza Sant'Oronzo (lo so facevamo avanti e indietro ma ci veniva comoda prenderla come punto di partenza per le varie cose che avevamo intenzione di visitare) abbiamo percorso l'altra via principale: via Vittorio Emanuele.
Risalendo questa via si giunge infatti fino alla seconda piazza più bella (che poi secondo me sarebbe anche più bella della prima) e che si chiama Piazza Duomo.
Questa piazza mi ha così affascinata che sono finita per vederla in tutte le sue versioni per ben due volte: ovvero sia di giorno che di sera.
Mi ha lasciato veramente senza fiato in quanto si ritaglia una grossa fetta di angolo solo per sé e mostra una visione tutta spettacolare del Duomo e di altri palazzi importanti che lo circondano.
All'interno del Duomo si possono ammirare alcune delle opere d'arte più importanti del Salento, realizzate tra il XVI e il XVIII secolo e sotto di essa invece una cripta (costo ingresso alla cripta un euro) misteriosa.
All'esterno, al lato del Duomo sorge inoltre un Campanile alto circa 68 metri e che di sera viene illuminato in tutta la sua possenza.
Sempre nell'area cortiliva (che poi scrivere area cortiliva è riduttivo per quanto questa è grande) sorgono anche il Palazzo Vescovile e il Seminario settecentesco (costruito tra il 1694 e il 1709).
Anche in tal caso vi mostro le foto sia in diurna che in notturna.




il campanile di giorno

il campanile di sera








la piazza di giorno

la piazza di sera






Bene queste le cose principali che noi abbiamo visitato a Lecce.
Ovviamente non è tutto qui visto che il centro è ricchissimo di palazzi storici, di vie e corsi lunghi con altrettanti monumenti e di tantissime altre cose da poter visitare (giusto per citarne qualcuno ad esempio: in via Palmieri, sono situati tutta una serie di Palazzi costruiti tra il XVII e il XVIII secolo che meritano di essere visti. Oppure sempre in questa via, si ritrova il Teatro Paisiello, inaugurato nel 1758 e vera chicca del luogo).
Ma concludiamo con Lecce per passare a descrivere adesso di un altro luogo magico e che si trova da tutt'altra parte; esattamente alla punta estrema e definito come il "tacco d'Italia": Santa Maria di Leuca.

ALLA FINE DELLA TERRA: SANTA MARIA DI LEUCA:

La vacanza in Salento non è stata solo gite culturali ma anche relax, mare e cibo genuino.
Tra questi vi è stata anche la visita a Santa Maria di Leuca.
Considerata come la "Finis Terrae" ovvero la "fine della terra" questa piccola cittadina di mare è ricca di panorami naturalistici mozzafiato e di un piccolo centro tutto bianco con vicoli e vicolini in cui perdersi visitando i vari negozietti a caccia di souvenir.
Particolare la frazione di Castrignano del Capo dove la città si innalza sul promontorio e separa Mar Ionio e il Mare Adriatico.
Arrivate anche fino al Faro di Santa Maria di Leuca, un faro dalla forma ottagonale che risale al 1864, che è situato sulla punta Meliso.
Visitate anche la Basilica della Madonna de Finibus Terrae e le ville in vario stile (si va dal moresco al gotico fino al liberty) che sono nei paraggi.
Infine fate, se ne avete modo (ci sono comunque delle agenzie che si organizzano in loco anche per questo), un giro in barca per scoprire le tante grotte che si ritrovano tra i due promontori di Punta Meliso e Punta Ristola, come ad esempio la Grotta della Porcinara e la Grotta del Diavolo.
Concludo così in maniera rapida e indolore questo post e vi lascio con le immagini di un luogo incantato come tanti ne sono stati visti durante queste vacanze.







 
 



























 
Bene tirate pure un sospiro di sollievo perché con quanto scritto oggi si conclude la lunga serie di quel ciclo di post che ha visto le Vacanze in Salento di questo anno 2015.
Concludo con una piacevole sorpresa che spero di poter condividere con chi legge.
Infatti per tutto l'arco di questa estate oltra al nostro primogenito peloso e fedele amico a quattro zampe Billy (per chi non lo conoscesse ancora ricercate post che parlano del nostro pelosone) era presente con noi (almeno in me) una piccola presenza che si fa sentire solo ora che siamo arrivati al sesto mese.
Presto Billy avrà quindi un fratellino o una sorellina bipede con cui giocare e con cui condividere questi momenti di famiglia.
Per il momento è tutto a presto.

Billy in spiaggia con noi e che ama il sole
proprio come fosse un gatto anziché
un cagnolone di quasi 30 chili.

FONTI ED IMMAGINI:

Foto scattate interamente da me.
Cartine o informazioni riprese da opuscoli e altro materiale cartaceo preso dai vari punti IAT dei luoghi.
Due riviste: la prima si chiama "E-state ... in Salento" stampata e pubblicata nel Giugno 2015 da Stampa e Grafica di Alezio (via Pirelli 19);
l'altra è la famosa rivista "Qui Salento. eventi, turismo, cultura, tradizioni ed attualità" Guitar Edizioni Lecce.