Iniziamo

Arrivo tardi come al solito nel mondo informatico e mi cimento
cosi' per la prima volta con un Blog ....
Ma come dice il famoso detto popolare "Meglio tardi che mai".
Il seguente Blog tratta pertanto svariati argomenti: si va dalla vita personale a Fotografie, dalla Letteratura all'Arte in generale (Musica, Teatro, Cinema), dalla Storia alle Biografie di personaggi famosi, Viaggi, Ricette di Cucina, Eventi e notizie in generale.
Percio' Benvenuto a chiunque voglia seguire queste pagine.

venerdì 16 gennaio 2015

Pigro di Pino Daniele

Oggi mi sono svegliata con questa canzone in testa e anche se avrei potuto fare un post già in precedenza su Pino Daniele ho preferito tralasciare perché penso che per un artista come lui non ci sia poi tanto bisogno né di presentazioni né di tanti paroloni.
Personalmente grazie alle sue canzoni ho associato diversi ricordi alla memoria a partire in particolare dal periodo in cui ho iniziato a conoscerlo come artista (ero al primo anno di liceo e da allora anche lui ha influenzato il mio ascolto musicale).
Pertanto oggi faccio parlare la sua musica con un suo brano/video recuperato da youtube.
Auguro ai lettori un buon fine settimana e ci si risente già dalla prossima.

 

Fonti: 

https://www.youtube.com/watch?v=6DDt92BRGC8

mercoledì 14 gennaio 2015

A spasso con Billy parte seconda. Un cane che cresce e ti cambia l'esistenza.

Chi è Billy, cosa fa, perché e come sia entrato a far parte delle nostre vite e di come le abbia stravolte (in meglio, si intende) vi è già stato raccontato e scritto nel post del 24 Ottobre 2014.
Dal suo arrivo ad oggi sono successe tante cose e tutte racchiuse in un arco di soli 3 mesi.
Quando è arrivato da noi, Billy, aveva solo 6 mesi mentre adesso invece ne ha quasi 9 (li compie il 28 gennaio).
Sento che si avvicina fin troppo presto il suo primo anno di età e come madre (il ruolo che mi sono data per questo cucciolone a quattro zampe) questa cosa mi spaventa e fa contenta allo stesso tempo.
Passa sempre troppo in fretta il tempo tanto che non ci si rende mai veramente conto di quanto esso sia fuggente.
Ad ogni modo, qualche piccolo progresso (rispetto all'ultima volta) lo abbiamo visto anche se ancora oggi c'è sempre qualche simpatico guaio che questo "brontolone" (tra i tanti nomignoli trovati per lui visto che di tanto in tanto si lamenta con un brontolio annoiato se fa qualcosa che non vuole; oppure alle volte si fa venire il singhiozzo proprio come faceva il personaggio di Dora, interpretato dall'attrice Nicoletta Braschi, nel film "La vita è bella" di Benigni, ve lo ricordate ?) combina in casa o mentre siamo in giro a passeggio.
Ricorderete di certo i primi cinque punti che vi avevo elencato nel vecchio post per farvi comprendere cosa intendo quando dico che Billy combina guai.
Se non li ricordate ve li riassumo brevemente:

1) Possesso esclusivo del divano fin dal primo giorno in cui ha messo zampa dentro casa (ricordo a chi legge che Billy è un mix di Pastore Tedesco incrociato si crede con un Pastore Nero e di conseguenza con la sua lunghezza tende ad occupare un divano a tre posti);

2) Colazioni, pranzi, cene, aperitivi, qualsiasi ora sia, se si è indaffarati in cucina con il cibo, Billy ti viene dietro come un geometra in un cantiere attento ad ogni singola mossa pur di avere in cambio qualcosa per potersi leccare i baffi;

3) Masticamento e distruzione di teli copridivano e dei cuscini ornamentali che vi erano sopra (tutti macinati da questo T-Rex, altro soprannome datogli) e che sono ovviamente finiti in spazzatura (i cuscini almeno; i teli o li riutilizzeremo ad Halloween o avranno altra destinazione);

4) In giardino lasciava (e lascia ancora) ricordini puzzolenti (pari alle tortine sacher vista la sua mole) che se non raccoglievi subito tendeva a mangiarli (purtroppo ancora ora a momenti e spero sempre gli passi sto vizio da cucciolo);

5) Al guinzaglio, durante le passeggiate, tirava impetuosamente e con il suo dolce peso (inizialmente 16 chili, ad oggi invece, vista la continua crescita e dopo ultima visita veterinaria, siamo a quota 24,3 chili) ti faceva fare Superman lungo le vie della città.


Bene, rinfrescata la memoria con i cinque punti passati, veniamo invece a quanto accade oggi e, come vi avevo promesso in precedenza appunto, vi riporto altri 5 punti nuovi di zecca rientranti in quelle che chiamo "le novità degli ultimi mesi".
Iniziamo e vediamo alla prima posizione che: Billy continua a possedere per sè il divano a tre posti relegandoci alle sue estremità (ok, fino a qui possiamo migliorare lo so).

2) Ha imparato ad eseguire il comando “Seduto” e “Zampa” e quindi da furbastro qual è adesso lo adopera ogni volta che si trova a contatto con le persone pur di conquistare le loro simpatie ed avere magari qualche biscotto in omaggio;

3) Si riscontrano ancora difficoltà quando è il momento di fargli il bagno (una volta al mese di norma per poi potergli applicare l’antiparassitario). Il suo rapporto con  l’acqua non è propriamente idilliaco e quindi se facciamo come la penultima volta il fai-da-te , utilizzando la doccia, si rischia di ritrovarsi il bagno di casa come se fosse appena passato un bombardamento aereo, un tornado o qualcosa di simile (presi da questa esperienza abbiamo tentato in seguito con un toelettatore professionista , ma visti i costi ritorneremo al vecchio sistema pur consapevoli del bombardamento post nucleare che si verrà a creare).
 
4) Al guinzaglio, durante la passeggiata, continua a tirare come un ossesso (anche qui dobbiamo ancora fare progressi) ma stavolta non lo fa più quando incontra gli altri cani (solo con alcuni) ma per lo più se vede gatti, piccioni o lucertole. In compenso ha imparato (ma solo a guinzaglio) il “fermo” in certe situazioni (esempio se sta passando una macchina; ciò spero gli rimanga impressa in memoria  se dovesse scappare in strada, cosa che è accaduta una sola volta e che spero non si ripeta mai più in futuro).
 
5) Billy ama viaggiare in treno e odia la macchina (probabilmente soffre il mal d’auto anche se in quest’ultimo mese si sta abituando, sempre però controvoglia a salirci). Ogni volta che siamo nelle vicinanze della stazione e sente il rumore del treno corre convinto che lo stia perdendo (sembra quasi il bianco coniglio di Alice nel paese delle Meraviglie, che correva perché era sempre in ritardo).
 
 
 
Ora elencati questi punti voglio concludere (consapevole che questo post personale potrebbe durare in eterno) scrivendo e ribadendo che, nonostante tutto, avere Billy con noi è una vera e propria fortuna.
L’amore incondizionato che ti offre non ha eguali e quel suo appoggiarsi con la testa per farsi fare le coccole con quei suoi grandi occhioni dolci alla fine ti fa dimenticare tutti i guai che va combinando in giro.
Anche viaggiare in treno con lui sotto le festività natalizie (siamo andati in Sicilia due settimane, nostra terra di origine)  è stata una esperienza unica e devo dire alla fine positiva (cosa che temevo invece inizialmente risultasse contraria); ma di questo magari ne riparliamo al prossimo post.
A presto e saluti anche da Billy.
 
 
 
 

lunedì 12 gennaio 2015

Post Immagine per salutare Anita Ekberg e Francesco Rosi

Solo due foto oggi nel post.
La prima per dire Addio all'attrice Anita Ekberg, classe 1931 è stata la musa Felliniana del film "La Dolce Vita" (famosa la scena del bagno nella Fontana di Trevi) oltre che Miss Svezia (poiché era svedese) nel 1950.
La seconda sempre per salutare, purtroppo, un altro personaggio famoso (principalmente cinema, ma anche teatro e radio) che ha segnato la storia nazionale dello spettacolo (con riconoscimenti anche esteri): Francesco Rosi (classe 1922 si è spento a Roma il 10 gennaio all'età di 93 anni).
Rosi è stato considerato, giustamente, come uno dei padri fondatori dei Film di inchiesta (famoso il suo "Le Mani sulla città" ma esiste comunque un lungo elenco filmografico che vi consiglio di andare a rivedere).
Addio quindi a questi due persone/personaggi del mondo dello spettacolo che resteranno per sempre presenti alla memoria di chi ha visionato il loro lavoro artistico.
 
 
 
 
IMMAGINI REPERITE DA:
 

venerdì 9 gennaio 2015

La Red Velvet in versione Vegan.

Nel post di oggi si passa, rispetto ai due precedenti, dal campo giornalistico/letterario e filosofico a quello invece più casalingo delle ricette di cucina (che a quanto sembra non scrivo da un poco di tempo).
Il mese scorso ho festeggiato il compleanno con degli amici in un locale di Bologna (prima della partenza per le vacanze natalizie in Sicilia) e alla fine del pranzo, ci siamo ritrovati ognuno a dover scegliere un dolce (la chiusura con un dolce come ben si sa è d'obbligo, soprattutto per una golosa come me).
Tra i tanti esposti al banco, il dolce che più ha attirato la vista prima e il palato dopo è stata una torta, in versione vegetariana, della famosa torta americana conosciuta con il nome di "Red Velvet".
Sono rimasta talmente colpita dal suo buon sapore che ho deciso di cercare la ricetta (trovata alla fine su una rivista mensile, di cui trovate la fonte sotto) e rifarla a casa (procedura non tanto semplice).
Ripropongo quindi oggi questa ricetta (nella versione Vegan) e fatemi sapere, nel caso vi cimentiate a prepararla, come vi è venuta.
Iniziamo.

INGREDIENTI:

Per la torta:

150 gr. di Farina Semintegrale; 150 gr. di Zucchero; 70 gr. di Fecola di patate; 80 gr. di Farina di Mandorle; 200 ml di Latte di Soia; 40 ml di Olio; 1 cucchiaino e mezzo di Cacao amaro in polvere; mezza bustina di Cremor Tartaro (è un agente lievitante naturale che potete ritrovare nei supermercati ben forniti come ad esempio NaturaSì) ; mezzo cucchiaino di Bicarbonato; mezzo cucchiaino di Aceto di Mele; mezzo cucchiaino di Colorante Alimentare Vegan Rosso; Cannella q.b.; Rum (per inumidire ma è una scelta opzionale).

Per il Frosting invece servono:

800 ml di Panna di Soia da Montare.

PREPARAZIONE:

In una ciotola profonda inserite tutti gli ingredienti secchi e mescolate bene.
In un altro contenitore invece, mixate lo zucchero con il latte di soia e l'olio.
Con un passino (simile al setaccio ma è più spesso serve a far filtrare gli alimenti liquidi) setacciate gli ingredienti secchi  in quelli liquidi e mescolate con le fruste elettriche da cucina.
Versate il composto in una tortiera unta (tortiera dello spessore di 16 cm di diametro) ed infornate a 180° fino a cottura ultimata  (basta fare la famosa prova dello stecchino).
Una volta cotta e fatta raffreddare , tagliate la torta in due strati uguali.
Preparate il frosting sbattendo la panna di soia con le fruste.
Farcite la sezione centrale della torta e copritelo con il frosting preparato.
Decorate a piacere.

Essendo una torta versione Vegan nella rivista era onsigliato di tenere la torta in frigorifero, su un ripiano intermedio, fino a poco prima di portarla in tavola, in modo che la panna di soia si mantenga solida.

Post scritto finale: l'immagine qui presente non appartiene né alla rivista a cui ho fatto riferimento e neanche alla versione che ho preparato a casa (l'aspetto della mia, ad essere onesta, non era così invitante ma si trattava solo di visibilità perché per quanto riguarda il sapore invece era veramente buona, almeno per i miei gusti).
Dunque Buona preparazione e Buon Assaggio.

 
FONTI ED IMMAGINI:
 
Ricetta della Red Velvet Vegan si trova nella Rivista "Vegetariana" del mese di Dicembre 2014 alla pagina 36.
 
L'Immagine invece è reperibile nel sito:
 
 
Altro sito internet utile di riferimento può risultare invece:
 
 

giovedì 8 gennaio 2015

Auguste Comte e il Positivismo. La Filosofia ai tempi del liceo.

Come scritto nel giorno dell'Epifania riprendo veloce come un treno a scrivere dei post ed oggi, presa probabilmente in questo periodo da una nuova svolta filosofica di vita, riporto quelli che sono dei vecchi appunti liceali di una tesina pluridisciplinare per un colloquio che si svolgeva nell'anno del diploma.
Ovviamente sapete già che mi capita spesso, tra le tante altre cose, di ricopiare o di riportare vecchi appunti scolastici ed universitari, ma questi che mi sono ritrovata tra le mani hanno fatto aprire in viso un leggero sorriso perché mi sono sembrati quasi come una sorta di "Filosofia spiegata in maniera semplice per i non adepti".
L'argomento in questione si ricolloca nel periodo di industrializzazione (su scala europea) che parte dalla metà dell'Ottocento ed arriva fino agli inizi del Novecento e che prende il nome di "Realismo".
In filosofia, soprattutto in quel di Francia, si parla invece di "Positivismo" ed il massimo ideatore di questa nuova corrente filosofica e culturale si ritrova in Auguste Comte.
Il termine "Positivismo" viene coniato da Comte per indicare che gli oggetti dell'indagine filosofica dovevano essere basati solo su dati reali e sperimentali, esaltando così il progresso scientifico e le rivoluzioni che stavano avvenendo in quel periodo storico.
Auguste Comte (nato a Montpellier nel 1798) ha frequentato l' Ecole polytechnique (se non erro traduzione di scuola politecnica); nel 1817 incontra e diventa discepolo e segretario del filosofo Saint-Simon (considerato il fondatore del socialismo francese) con cui collabora per sette anni.
Dopo una grave crisi nervosa (causata dai continui tradimenti della moglie) ed un tentativo di suicidio, Comte, compone quella che viene considerata come la sua opera maggiore:
Corso della Filosofia Positiva>>.
In quest'opera, il filosofo, raccoglie quelli che sono stati gli appunti dei cicli delle sue lezioni e al suo interno spiega che considera il mondo moderno come un'epoca di disordine ed anarchia in cui due partiti opposti: quello restauratore e quello rivoluzionario, tentano di mettere un nuovo ordine sociale.
Per uscire dallo stato di anarchia, occorre passare dalla politica filosofica alla politica "scientifica o positiva" fondata sull'evoluzione storica della società umana.
Giunge così a quella che definisce come "Legge dei tre stadi" (legge che aveva già formulato a grandi linee nell'altra sua opera del 1824 intitolata "Piano dei lavori scientifici necessari per riorganizzare la società"), secondo la quale il progresso umano deve svilupparsi attraverso tre tappe fondamentali:

1- Stadio Teologico o Fittizio;
2- Stadio Metafisico o Astratto;
3- Stadio Scientifico o Positivo.

Nel primo caso (Stadio Teologico o Fittizio) si ha il passaggio dell'uomo dalla Natura alla Cultura; in questo stadio predomina la fantasia, cioè la tendenza ad immaginare cose come spiriti, dei e forze magiche.
Lo Stadio Teologico passa anch'esso attraverso tre stadi: Feticismo, Politeismo, Monoteismo>> e presenta una società fondata sul lavoro degli schiavi e sulla guerra (esempio: la sottomissione da parte degli uomini ad un regime religioso del Papato durante il Medioevo).
Il secondo stadio, quello Metafisico o Astratto, risulta invece come distruttivo poiché tende a dissolvere i fantasmi e alla Fantasia subentra quindi la Ragione.
Il secondo stadio risulta essere anche un momento di transizione che conduce al terzo stadio.
Nel terzo stadio, quello Scientifico o Positivo, l'uomo sostituisce alla fantasia e al ragionamento quella che è l'osservazione ed il rispetto dei fatti.
L'uomo non si chiede più il "perché" dei fatti ma si preoccupa ora del "come"; trasforma in sostanza la pura osservazione in leggi scientifiche che spieghino "come certi fenomeni si verificano e in quali rapporti stanno tra loro".
In quest'ultima fase, Comte, si affida al metodo critico di Hume (filosofo scozzese) secondo cui qualsiasi coscienza per essere vera deve essere fondata sull'esperienza.
Nel terzo stadio l'umanità compie il passo conclusivo.

Anche le Scienze si sviluppano secondo la Legge dei tre stadi:

Comte classifica in questo suo pensiero anche le Scienze.
Secondo il filosofo, la Scienza, per essere ritenuta tale, deve giungere anch'essa al terzo ed ultimo stadio, quello Positivo.
Egli raggiunge il suo scopo classificando le scienze attraverso un suo ordine che va dal "principio della complessità crescente fino alla semplicità decrescente".
Ciò significa che le Scienze hanno come oggetto o i fatti più generali e meno complessi o i fatti meno generali e più complessi (nota mia personale: può sembrare incasinato ma non è così se ben guardate; in pratica è tutto il contrario di tutto).
Con tale classificazione si vuole dimostrare che il pensiero positivo si è sviluppato prima nelle materie semplici per poi arrivare alle complesse.
In base a questa classificazione si hanno quindi per prime materie come:

Astronomia;
Fisica;
Chimica;
Biologia;
Sociologia.

Astronomia, Fisica e Chimica hanno per oggetto la materia inorganica, meno complessa e più generale di quella organica; esse sono definite anche come discipline sintetiche o analitiche.
L'Astronomia riguarda solo il movimento matematico degli astri; la Fisica, il movimento meccanico dei corpi e la Chimica studia la composizione degli elementi e la relazione tra loro.
Alla Sociologia arriviamo con calma dopo.
Solo la Matematica è Scienza che può stare da sola e non ha bisogno di aiuti di altre scienze in quanto essa è complessa.
Alla Matematica, Comte, associa altre tre discipline che ritiene complesse:
Psicologia;
Filosofia;
Logica.

Arriviamo ora alla Sociologia che come si è visto viene inserita da Comte nella classificazione delle materie generiche ma che lascia da parte in un discorso a sé in quanto essa è materia che non ha ancora raggiunto lo Stadio Positivo.
Se ogni scienza passa attraverso tre stadi, così non è per la Sociologia che deve abbandonare ogni spiegazione Metafisica e limitarsi ai problemi inerenti alla Realtà delle cose.

Nella Sociologia, Comte, distingue tra Statistica Sociale e Dinamica Sociale.
La Statistica studia i rapporti che passano tra le idee, i costumi e le istituzioni umane,
La Dinamica invece studia l'evoluzione della società (considera però lo stadio militare come arretratatezza della società prima che si arrivi ad uno stadio civile).
Comte rintraccia le origini dei rapporti tra uomo e uomo in un principio di socievolezza che è insito (dentro) l'uomo che deve così lottare contro il suo stesso egoismo.
Il principio di socievolezza si manifesta nel momento in cui l'uomo abbandona il suo egoismo e si crea una propria famiglia (la famiglia per Comte è nucleo stesso della vita sociale).
In questa scala, secondo il filosofo, lo Stadio superiore auspicabile per la società e per l'uomo è quello Industriale, inteso in termini di Produttività.

Nella sua ultima opera, La Politica Positiva, Comte sviluppò il suo pensiero in due direzioni:

1- L'Etica come scienza autonoma rispetto alla Sociologia;
2- La Religione come ineliminabile dall'uomo.

Nello Stadio Positivo occorrerà educare l'uomo ad una nuova forma di religione, quella che Comte chiamerà con il nome di ""Religione dell'Umanità" e che avrà come sacerdoti i Filosofi Positivisti, come Santi i Grandi Uomini e come Immortalità il ricordo che i vivi conservano di coloro che hanno operato per il bene comune.
Comandamento fondamentale è: l'Altruismo deve sostituire l'Egoismo.
Questa Religione Positiva sostituisce alla Trinità Cristiana, la Trinità Positiva.

Quest'ultima parte della filosofia Comtiana, quella sulla religione, è stata oggetto di scherno da parte  dei contemporanei del filosofo che lo accusarono di Utopismo.
Nonostante ciò Comte è stato comunque uno dei filosofi che ha più influenzato i pensatori della fine dell'Ottocento e da cui è nata la concezione per un nuovo tipo di indirizzamento di ordine sociologico.

Bene concludo gli appunti qui la discussione potrebbe aprire a tante altre e non si finirebbe più.
Ho voluto solo riportare gli appunti scritti durante il Liceo perché mi hanno fatto rivivere un momento passato e sorridere pensando a come le cose venivano rese in maniera più semplice di come non le si apprendono dopo.


FONTI ED IMMAGINI:

Tesina pluridisciplinare per il colloquio d'esame finale del Liceo Linguistico, anno 1999.
http://www.cafepress.com/+auguste_comte_01_small_poster,574543078

mercoledì 7 gennaio 2015

Regala un libro. Ma siciliano. l'articolo di Patrizia Danzè per la Gazzetta del Sud con suggerimenti utili per una buona lettura.

Come promesso nel post di ieri eccomi nuovamente qui sul blog all'opera.
Ricomincio subito, spedita come un treno, a scrivere riportandovi un articolo che mi è capitato di leggere mentre mi trovavo in vacanza a casa, in Sicilia.
L'articolo in questione, scritto da Patrizia Danzè,  risale alla data di domenica 21 Dicembre 2014 e si ritrova nella sezione Cultura e Spettacoli della Gazzetta del Sud.
Il titolo dell'articolo è: Regala un libro. Ma siciliano>> con il trafiletto di sottotitolo che cita "Dal giovane Montalbano a una particolarissima edizione del Gattopardo".
Chi segue questo blog è consapevole del fatto che spesso mi diverto, oltre a riportare articoli vari, anche a recensire i vari libri che man mano vado leggendo o che mi è capitato in passato di leggere (mi piace definirmi divoratrice di libri. Adoro il rumore delle pagine della carta, il loro fruscio nel voltarle, il profumo che fanno i libri nuovi ed anche quello dei più vecchi, mi piacciono le immagini di copertina dei grafici e ancora di più mi perdo anche per delle ore tra l'interno di un libro se ciò che sto leggendo attira la mia attenzione).
L'articolo della Danzè mi ha incuriosita perché volevo vedere se nell'elenco di testi che proponeva ritrovavo qualcosa di familiare (magari qualche libro letto in passato) oppure qualche "dritta/consiglio" su qualche nuovo autore da scoprire.
Essendo stato scritto sotto festività natalizie è ovvio che l'autrice fa riferimento ai libri come idee per un regalo per gli appassionati di lettura (e di letteratura of course) "in versione deliziosamente locale" (quest'ultima riga tra virgolette fa parte di una citazione dell'articolo).
La giornalista riporta all'incirca dodici nomi di autori e i loro libri (tracciandone ovviamente anche le trame; trame che invece qui io non riporterò per non dilungarmi troppo) ben noti nel panorama siciliano.
Si parte così dall'immancabile Andrea Camilleri e dal suo "Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano" (Sellerio editore) per passare poi in seconda posizione con Alessandro D'Avenia e "Ciò che inferno non è" (Mondadori editore).
Al terzo posto (quello che in molti definiscono come medaglia di bronzo) si ritrova lo scrittore palermitano Gian Mauro Costa con il suo "Un colpo di scena" (sempre Sellerio editore e sempre un genere di raccolta di storie gialle).
Quarta e quinta posizione la occupano invece due donne. Nel primo caso si tratta della famosa scrittrice Simonetta Agnello Hornby (di cui, per chi segue il blog, ricorderete ho già recensito due romanzi, vedete nella voce a lato alla sezione etichette/libri) con "Il pranzo di Mosè" (Giunti editore) e a seguire il romanzo di Giuseppina Torregrossa dal titolo "A Santiago con Celeste" (Feltrinelli editore).
Arriviamo così alla sesta e settima posizione, in cui si ritrovano nuovamente due uomini che sono, oltre che scrittori, anche due giornalisti: il primo è il catanese Alfio Caruso con il suo "Quando la Sicilia fece guerra all'Italia" per Longanesi editore; l'altro invece è Gianni Bonina che ha scritto "La scoperta della mafia" per Barbera editore.
Rientrano invece all'ottava e nona posizione quelli che sono due grandi classici del panorama siciliano (portati poi con grande successo anche fuori dall'isola). Si tratta del messinese Stefano D'Arrigo con il suo "Horcynus Orca" (edizione Rizzoli), seguito dell'intramontabile fascino del capolavoro dello scrittore Tomasi di Lampedusa e de "Il Gattopardo".
Ultime due posizioni spettano invece a Raimonda Lanza di Trabia e Ottavia Casagrande con il loro "Mi toccherà ballare. L'ultimo principe di Trabia" (Feltrinelli editore) e l'immancabile Pitrè con le sue fiabe dal titolo "Il pozzo delle meraviglie. 300 fiabe, novelle e racconti popolari siciliani"
Patrizia Danzè chiude così il suo elenco di libri dedicati al panorama siciliano (in realtà ne elenca ancora uno in un trafiletto a parte; si tratta del libro dello scrittore agrigentino Antonio Russello ed intitolato "Siciliani prepotenti") e devo dire che. a parte il mio ben noto amore per lo scrittore Camilleri (che come molti di voi ben sanno è stato più volte da me ripreso in quanto materia di studio per la mia tesi universitaria) e la simpatia nei confronti di Simonetta Agnello Hornby, di Pitrè, di Bonina e di Stefano D'Arrigo, gli altri autori erano a grandi linee presenti e non nella mia memoria di libri letti (vorrà dire che, tempo permettendo, non mancherò di prenderne in mano almeno uno).
In conclusione, mi sembra ovvio che qui l'autrice dell'articolo faccia riferimento per lo più ad autori moderni e a testi usciti in stampa più di recente (non tutti certo ma per buona parte di loro mi pare sia così) ed è altrettanto ovvio che elencare autori e libri solo appartenenti al contesto Siciliano non sia una impresa semplice (l'isola è stracolma di grandi scrittori e artisti che a partire dalla sua storia antica fino ad oggi hanno portato notorietà e spessore nel panorama culturale generale, non solo siciliano appunto, unico esempio su tantissimi che posso permettermi al momento è Pirandello).
Lo trovo comunque un articolo ben scritto e se posso permettermi aggiungerei in finale anche altri quattro autori che meriterebbero, a mio parere, di essere inseriti tra i libri da leggere; si tratta di: Stefano Amato (di cui vi ho già scritto in passato e del suo libro "Il 49 Stato"); Giuseppe Longo e del suo "La Sicilia è un'isola"; Giuseppe Alibrandi e "La testa del Dragone" ed infine Fava con "Mafia".
Finisco qui a presto e buon proseguimento di giornata.

FONTI ED IMMAGINI:

Patrizia Danzè, Regala un libro. Ma siciliano. Dal giovane Montalbano a una particolarissima edizione del Gattopardo, sezione Cultura e Spettacolo de "La Gazzetta del Sud" di domenica 21 Dicembre 2014, alla pagina 11.
http://www.canicattiweb.com

martedì 6 gennaio 2015

Si ritorna alla normalità. Auguri di buona Epifania a tutti.

Finiscono oggi, con l'Epifania, le mie lunghe vacanze (se così si possono definire per una lunga serie di motivi, tra i tanti anche due settimane di volontariato per i pelosoni a quattro zampe; volontariato che comunque fa sempre bene al cuore e alla mente) dove ho diviso il mio tempo tra la Sicilia e l'Emilia-Romagna, ritornando finalmente a casa arricchita di nuove esperienze personali e dove ho avuto l'opportunità di conoscere nuova gente.
Scritto ciò vi lascio facendovi gli Auguri (anche se con qualche giorno di ritardo)  per l'anno nuovo che è arrivato e Augurandovi anche una buona Befana :)
Ci si rivede domani con dei nuovi post a cui sto lavorando.
Buona serata.