Iniziamo

Arrivo tardi come al solito nel mondo informatico e mi cimento
cosi' per la prima volta con un Blog ....
Ma come dice il famoso detto popolare "Meglio tardi che mai".
Il seguente Blog tratta pertanto svariati argomenti: si va dalla vita personale a Fotografie, dalla Letteratura all'Arte in generale (Musica, Teatro, Cinema), dalla Storia alle Biografie di personaggi famosi, Viaggi, Ricette di Cucina, Eventi e notizie in generale.
Percio' Benvenuto a chiunque voglia seguire queste pagine.

martedì 13 marzo 2012

Aria di Primavera. In Giardino con la Primula e la Lavanda.

Sarà dovuto alle belle giornate che iniziano finalmente fuori a fare capolino fatto sta che mi è venuto il pallino di comperare alcune piante per colorire un poco il mio giardino.
Essendo soprannominata "serial killer" delle piante, nel senso che mentre tutti soffrono di cio' che viene definito "pollice verde", per una qualche strana legge della natura (perdonate il gioco di parole), soffro invece del "pollice nero", voglio augurarmi che stavolta sopravvivano almeno piu' del solito.
Non fraintendete non la faccio apposta ma purtroppo mai nessuno mi ha insegnato quanto e quando vanno innaffiate, come travasarle, quale terreno è piu' buono da usare o quale fertilizzante è migliore e cosi' via all'infinito, nel conoscere tutte quelle giuste norme che occorre seguire nel giardinaggio.
Cosi' ho comprato due Primule e una pianta di Lavanda che mi dicono (almeno secondo il tipo del negozio da cui le ho prese) essere piantine non troppo difficili da seguire.
Come sempre (la mia piccola solita mania) ho svolto qualche breve ricerca per tentare di capirne qualcosa in piu'.

La Primula:

Come sempre è Wikipedia, l'enciclopedia di internet in costante aggiornamento, che viene in soccorso per una prima descrizione.
Si legge infatti:

Primula è un genere di piante della famiglia delle Primulacee, originario delle zone temperate di Europa, Asia e America.
Il nome deriva dal latino primus per indicare la precocità di fioritura che avviene subito dopo la scomparsa della neve, quando nei prati inizia a comparire l'erba.
Le piu' conosciute specie della flora italiana sono la Primula veris, nota con il nome comune di Primula odorosa, che si trova su Alpi e Appennini.

Wikipedia pero' riporta solo in maniera veloce le voci riguardanti la coltivazione e la cura di questa piantina e cosi' ho cercato nei siti dedicati proprio all'argomento giardinaggio.
Sito utile è stato proprio: http://www.giardinaggio.it/giardino/perenni/perenni_singole/primula/primula.asp

In questo sito ogni singola voce riporta con cura tutto quello che occorre sapere sulle singole piante, partendo con uno schema ben preciso che va dalla generalità della primula fino ad elencarne i metodi di annaffiatura, il terreno da usare, i parassiti e le malattie di questa pianta e via discorrendo.
Le generalità le ho riportate secondo Wikipedia, mentre il resto lo si legge su quest'altro sito:

Esposizione: gradisce qualsiasi tipo di esposizione, sia al sole che all'ombra, prediligendo in ogni caso la mezz'ombra, lontano dai raggi diretti del sole. Non teme assolutamente il freddo, si consiglia anzi di interrarla in autunno per avere una stupenda fioritura all'inizio della primavera. Talvolta nei mesi caldi, o durante inverni molto rigidi, la parte aerea dissecca, ma la pianta ricomincia a svilupparsi in gennaio-febbraio, per produrre i primi fiori verso la fine dell'inverno.

Annaffiatura: necessita di essere annaffiata regolarmente, soprattutto in primavera inoltrata. Generalmente in inverno e in primavera si accontenta delle piogge, ma è comunque opportuno controllare il terreno, a partire dall'inizio di febbraio, evitando che asciughi eccessivamente. Da marzo a ottobre fornire del concime per piante da fiore ogni 10-15 giorni.

Malattie e parassiti: fare attenzione all'eventuale attacco di afidi verdi e neri.
Forti piogge primaverili o annaffiature eccessive possono favorire l'insorgenza di muffa grigia, che rovina fiori e foglie.




Fino a qui è tutto chiaro (almeno mi sembra e spero di seguire correttamente le istruzioni) pertanto concludo il discorso sulla Primula scrivendo inoltre che questa pianta (come la maggior parte del resto) possiede proprieta' curative.
Se si beve un infuso o uno sciroppo di Primula (ovviamente chiedete sempre nelle erboristerie e non fate di testa vostra) si hanno proprietà espettoranti benefiche oltre che una azione tonica per il sistema nervoso. Il decotto delle foglie invece ha proprietà antireumatiche e antiartritiche.

Passiamo all'altra pianta che ho comprato e che credo sia famosa a tutti:

La Lavanda:

Stavolta invece che Wikipedia, per riportarvene le generalità, riprendo spunto da un libro che possiedo in casa e che si intitola proprio: Curarsi con le Tisane (scritto da Rosalba Melvato ed edito per Brancato).
Si legge infatti:

Quest'erba dal piacevole aroma è originaria delle regioni costiere del Mediterraneo ed è stata spesso usata in antichità dai romani per preparare bagni profumati.
Oggi è largamente coltivata anche in Francia e in Europa centrale sopratutto per l'estrazione della sua essenza che viene utilizzata nell'industria dei profumi.
La pianta è caratterizzata da foglie piccole e strette ma lineari a forma di piccole lance, lunghe 1-3 cm, larghe poche millimetri mentre i fiori sono a forma di spiga.

Come per la spiegazione sulla Primula, anche per la Lavanda, per i suoi tempi di esposizione, di annaffiatura, di terreno da usare e cosi' via, riporto dal sito internet sopra citato:
http://www.giardinaggio.it/giardino/singolepiante/LAvanda/Lavanda.asp

Esposizione: pianta rustica, che resiste al caldo dell'estate più torrida e al freddo dell'inverno più rigido, anche se nei casi di gelate intense e persistenti è bene ripararla con del tessuto-non-tessuto. Gradisce particolarmente le posizioni soleggiate, e molto ben ventilate.

Annaffiatura e Terreno : necessita di annaffiature non troppo abbondanti e non troppo frequenti, è meglio attendere che il terreno asciughi un po' prima di fornire altra acqua; solitamente preferisce rimanere qualche giorno all'asciutto piuttosto che avere un substrato inzuppato d'acqua.
Non necessita di fertilizzanti, volendo si può fornire un po' di concime all'inizio della stagione vegetativa, in aprile.
cresce bene in un qualsiasi terreno da giardino, purchè sia ben drenato; preferisce i suoli calcarei.

Malattie e parassiti: se il terreno viene mantenuto troppo umido si rischia di provocare marciume radicale. A volte la lavanda viene attaccata da funghi e da larve di insetti.

Come per la Primula, anche la Lavanda (direi sopratutto la Lavanda) possiede tantissime proprieta' sia curative che estetiche che di uso commerciale.
Alla Lavanda vengono infatti riconosciute le proprietà di sedare la tosse e di attenuare le crisi asmatiche.
Inoltre ha il potere di calmare i nervi, di alleviare il mal di testa, la nausea, il vomito e il singhiozzo.
I fiori di Lavanda, usati esternamente purificano la pelle grassa e favoriscono la cicatrizzazione di ferite e piaghe. Sempre per uso esterno la Lavanda e ottimo anche per l'alito e gargarismi.


lunedì 12 marzo 2012

Terza lezione di Estetica filosofica: Breve Storia dell'Estetica

Nei post precedenti di questo blog, avevo inserito due prime parti di vecchi appunti di lezioni universitarie in cui si era dato per prima una definizione di Estetica e poi, nella seconda parte, si è passati a una definizione di Arte.
Ovviamente non sto a ricopiare tutti i motivi e tutti gli argomenti toccati, anche perchè chi vuole puo' benissimo spulciarsi i vecchi post, pertanto oggi passo direttamente alla terza parte di questi appunti che trattano della: Storia dell'Estetica.



Durante la prima parte degli appunti si è visto come il termine Estetica compaia per la prima volta nel 1750 grazie al filosofo tedesco Alexander Gottlieb Baumgarten, che intitola il suo primo volume "Aesthetica" (che deriva dal greco aisthanomai e significa percepire con i sensi, provare sensazioni).
Eppure ad oggi gli studiosi sostengono, a giusta ragione, che è vero che con Baumgarten, alla fine del '700, nasce l'Estetica come disciplina filosofica (configurando cosi' un fenomeno moderno che tenta di porre una legittimazione ad un campo molteplice e complesso su cui ancora non si rifletteva abbastanza) ma che occorre rintracciare le vere origini della materia già nell'antichità.

Già nell'antica Grecia e nei suoi grandi maestri filosofi (Platone, Socrate, Aristotele e altri) infatti sono rintracciabili le teorie che ruotano intorno al concetto di Arte e di Bellezza espresse dal sentimento.
Eppure il campo del Bello e quello dell'Arte non erano convergenti in quell'epoca e tendevano ad essere separati l'uno dall'altro.
All'interno del pensiero greco vanno distinti tre diversi modi di intendere il Bello e l'Arte.


L'arte e tale se e capace di emozionare;


L'arte e tale se il suo contenuto ha un valore educativo;


L'arte e tale se innalza l'anima a Dio.

Le prime nozioni filosofiche di bellezza si possono attribuire alla scuola Pitagorica.
I Pitagorici (V secolo circa), ad esempio, erano convinti sostenitori della presenza di una razionalità geometrico-matematica come struttura del mondo e delle cose.
Il tema centrale del loro pensiero filosofico è quello di "armonia" in relazione con la scoperta che le corde vibrano in maniera diversa in base alla loro lunghezza e quindi l'armonia puo' essere affrontata matematicamente e di conseguenza anche la bellezza è simmetria e proporzione.

Quelle dei Pitagorici erano teorie che si sono trasmesse secondo la tradizione orale, se guardiamo invece a cio' che di tangibile rimane allora dobbiamo rifarci agli scritti e questi primi scritti estetici sono risalenti a Democrito.
Democrito è il primo ad occuparsi dell'operatività artistica (ritmo, canto, poesia) connettendola alla natura (mimesis) e quindi a trattare di questi processi artistici come imitazione della natura.

Per Platone invece (che si appoggiava alle teorie di ordine e armonia della scuola pitagorica) la Bellezza è verità e nella sua famosa opera filosofica "I Dialoghi" tratta il problema del bello in maniera sistematica.
Si legge infatti:

La bellezza non è necessariamente connessa all'esperienza come non lo è la verità.
Anzi essendo la bellezza un'idea vi sarà tanta più bellezza quanto più ci si avvicina a tale idea svincolandosi quindi dalla materia. Si compie così una totale identificazione tra bello e bene.

Anche Platone, come Democrito, afferma che l'arte è imitazione ma ne ha una visione negativa poiché essendo già la natura imitazione della realtà “vera”, l'arte si configura come imitazione di imitazione allontanandosi pertanto dall'originaria bellezza.

E' con Aristotele che si chiarisce pero' la trattazione sull'Arte nella Grecia antica.
Se Platone condanna l'Arte, Aristotele invece la difende in quanto crede che l'arte sia un vero e proprio bisogno dell'essere umano.
La nozione aristotelica di arte, ovvero Techné (per i Greci l'arte era considerata una pratica manuale ecco perchè si adopera il termine technè, loro tenevano in maggiore considerazione le attività intellettuali, quelle che non richiedevano fisicità e manualità), è notevolmente diversa da quella Platonica: l'arte è un movimento che richiede una serie di conoscenze e che implica un'abilità pratica dell'artista. Inoltre,l'arte è in stretta relazione con la natura, ne è mimesis.
Con Aristotele si pone anche una ulteriore questione di cui si dibatte ancora oggi: Cosa distingue l'Arte (nel vero senso del termine) dalla non Arte (esempio dalla storia o dalla letteratura che si occupano di fatti passati) ?
Dopo una lunga riflessione Aristotele arriva al punto di dichiarare che: l'Arte è imitazione della realtà, il suo ambito è il verosimile e il suo scopo è la catarsi (purificazione).

La storia dell'Estetica è dunque antica e la si puo' rintracciare già nel periodo dei grandi filosofi Greci fino ad arrivare ai giorni nostri.
Se in passato vi era la tendenza a delineare cosa era bello e cosa non lo fosse, oggi invece vi è piu' la tendenza ad occuparsi di quale idee e di quale artista si siano espressi nei diversi momenti storici.

Tantissimi sono stati e sono tutt'ora gli autori, i pensatori, i filosofi, i letterati, i critici, gli storici, insomma gli studiosi che si sono occupati della materia.
Questa pero' voleva essere una breve lezione sulla storia dell'Estetica e non mi pare il caso di approfondire ulteriormente qui o si rischia di non finire piu'.

Per chi volesse approfondire comunque testi utili sono:
F. Bollino, Lezioni di Estetica, edizioni Clueb.

sabato 10 marzo 2012

Cosmoprof edizione 2012 a Bologna dal 9 al 12 marzo.

Nuovo appuntamento, presso la Fiera di Bologna, con una nuova edizione del "Cosmoprof".
Dal 9 al 12 marzo, come ogni anno, migliaia di visitatori si recheranno presso gli stand della Fiera che vede puntuale questa manifestazione riservata per lo piu' ai professionisti del settore della Bellezza.
Tanti gli eventi in lista per l'occasione: si va dalle semplici conferenze sul tema della bellezza fino agli spazi di esposizione in cui si mostrano e si vendono i campioni delle varie case produttrici di cosmetici. Tanti inoltre i personaggi famosi nel campo che saranno presenti alla manifestazione (ad esempio la visagista delle star, del calibro di Madonna, la bravissima Anastasia Soare).

Per informazione sui prezzi e sui singoli eventi, il sito ufficiale a cui fare riferimento è il seguente:
http://www.cosmoprof.com/

Fatevi un giro e divertitevi tra trucchi e parrucche.

venerdì 9 marzo 2012

Gite di Primavera: Genova città di mare e città d'arte

Con l'arrivo di belle giornate viene sempre la voglia di viaggiare (sopratutto a partire dal prossimo mese approfittanto della festività di Pasqua), di prendere lo zaino in spalla e partire.
Ho avuto modo (spero di averne ancora) ed anche la fortuna di poter girare il nostro Bel Paese in lungo e in largo e devo ammettere che quasi in ogni posto in cui sono stata non mi sono mai trovata delusa o scontenta.
Tanti sono i posti che tornerei subito e volentieri a rivedere e tra questi c'è anche Genova.
L'ho visitata alla fine di maggio del 2007 in piena bella stagione e ho avuto tre giorni a disposizione per ammirarne le bellezze storiche e godermi il suo clima caldo e il suo splendido mare.
In questo post vi ripropongo alcune foto e chissà non vi venga la voglia anche a voi di farci un salto.

LE FOTO:

Iniziamo con due foto che vedono la piazza principale di Genova, ovvero "Piazza De Ferrari", chiamata cosi', nel 1887, in onore del duca di Galliera Raffaele De Ferrari, uomo politico e benefattore della città.
Dalla piazza si ramificano le due principali vie del centro storico: via XX Settembre e via Dante.




















Di fronte alla Piazza De Ferrari si trova il "Teatro Carlo Felice", costruito nel 1827, fu inaugurato nell'aprile del 1828 alla presenza dei sovrani del regno di Sardegna, Carlo Felice e Maria Cristina di Savoia, con l'opera di Vincenzo Bellini intitolata "Bianca e Fernando".




















Camminando lungo il centro si arriva alla Cattedrale di San Lorenzo, consacrata nel 1118 da papa Gelasio II. Essa è dunque una chiesa Medioevale costruita nel 1100 ma terminata solo nel XIV secolo.
La leggenda vuole che in questa cattedrale vi si siano fermati San Lorenzo e papa Sisto II mentre erano diretti in Spagna.
Come riportato nei libri di arte diciamo che l'interno del Duomo è a tre navate (quella centrale rivestita in marmo) divisa in archi in stile gotico con colori bianchi e neri.
La navata di destra venne colpita, in piena guerra mondiale, nel febbraio del 1941, da una granata che sfondo' il tetto della cattedrale senza pero' esplodere.
Sempre in fondo alla navata destra, si puo' accedere al Museo del Tesoro di San Lorenzo, risalente al 1956. La cattedrale possiede pertanto al suo interno numerosi dipinti e opere d'arte di valore e di interesse storico e culturale.







Proseguendo oltre la Cattedrale e scendendo lungo le vie si arriva sul lungomare di Genova.
Chilometri e chilometri di passeggiata marina che viene divisa in due parti: da un lato si ritrova il Porto Vecchio, dall'altra il Porto Nuovo.
Anche qui numerosi sono i palazzi d'epoca e i luoghi di interesse storico-culturale di vario tipo.
In particolare di attrazione, oltre all'Acquario, c'è la Fiera Expo', situata nella parte del porto antico, che offre divertimenti ai ragazzi giovani.





Lungo la parte del Porto antico è inoltre possibile visitare il Galeone su cui il regista Roman Polansky, nel 1986, giro' il film "I Pirati".



Tra i numerosi palazzi storici che si possono incontrare lungo la passeggiata al porto, di fronte alla Fiera Expo', va segnalato anche "Palazzo San Giorgio" che fu prima palazzo del Comune e prigione (al suo interno vi fu imprigionato per un certo periodo anche il famoso esploratore Marco Polo) ed in seguito divenne invece la sede della prima banca del mondo.
Costruito nel 1260 su commissione del Capitano del Popolo, Guglielmo Boccanegra, solo nel 1600 diventa Banca.




Dopo "Palazzo San Giorgio", l'attenzione deve passare su quello che è una delle vere Perle di Genova, ovvero il "Palazzo Reale".
Questo palazzo è il piu' vasto complesso architettonico risalente al seicento che ha conservato al suo interno centinaia di opere d'arte famose (Tintoretto, Van Dyck, Guercino e molti altri ancora).
La sua storia ha inizio nel febbraio del 1643, quando il finanziere Stefano Balbi progetta e crea questo palazzo per se' e la sua famiglia.
Nel 1679, Eugenio Durazzo, acquista dalla famiglia Balbi il Palazzo e lo amplia (includendo all'interno il Teatro del Falco) ancora di piu'.
La famiglia Durazzo abiterà nel palazzo per oltre un secolo, fino alla metà dell'Ottocento, passando per varie eredità fino a quando la famiglia non cade in disgrazie economiche ed è costretto a venderlo.
Cosi' nel 1824, il Palazzo passa nelle mani del Re di Savoia che aveva bisogno di una dimora a Genova.
Furono subito previsti nuovi, importanti lavori di restauro, di decorazione, manutenzione e adattamento agli appartamenti al nuovo uso.
Nel 1831, alla morte di Carlo Felice, il Palazzo passò a Carlo Alberto, nuovo re di Sardegna che si occupo' della realizzazione di nuove scuderie e del maneggio, oltre che dell' allestimento della Sala del Trono, della Sala della Udienze, del Salone da Ballo, di un appartamento nobile al primo piano e la costruzione del passaggio coperto che univa la reggia su via Prè e alla Regia Darsena, scavalcando con un ponte la strada carrabile.
Nel secondo piano nobile nell’ala di levante furono allestiti gli appartamenti del Re e della Regina, mentre l’ala di ponente fu destinata ad appartamento per il secondogenito del sovrano Ferdinando Duca di Genova.















Direi che il caso di fermarmi qui con foto e spiegazioni visto che  ho almeno un centinaio di foto  e corro il richio di inserire ancora dati fino al prossimo secolo.
Di Genova mi sono innamorata a prima vista (forse perchè amo le città di mare) e di cose da scoprire in questa città ce ne sono a miliaia.
La consiglio vivamente agli appassionati di storia, di mare e a chi con la propria famiglia vuole andare a divertirsi.







giovedì 8 marzo 2012

Festa della Donna. Iniziative e Serate di vario genere tra Bologna e provincia.

Della festa della Donna avevo già scritto qualche post fa (due o tre se non sbaglio) e ne avevo riportato brevemente la storia e le origini da cui essa deriva.
Oggi, oltre a rinnovare i miei Auguri alle Donne, voglio segnalare velocemente gli eventi che si svolgono tra Bologna e provincia nel caso in cui qualcuna di voi decidesse stasera di lasciare a casa il proprio maschietto e andare da qualche parte a festeggiare con le proprie amiche.
Saltando il concerto di Giorgia a Casalecchio (poichè penso che ormai comperare i biglietti all'ultimo momento sia impossibile) altri eventi disponibili sono:

Serata con cena ed eventi vari:

- La pizzeria e trattoria "Antica Birreria Lamma" di via De Giudei offre un omaggio alle donne che si presentano a pranzo o a cena.

- Alla "Locanda Terra Rossa" invece, viene proposto un menu' a base di specialità del Salento (sopratutto pesce) e in regalo anzichè le mimose veranno proposti fiori dai colori piu' vivaci.
La cena si apre con un antipasto composto da cozze e vongole con spinaci scottati.
Il primo sarà di tagliolini ai gamberetti, puntarelle e maggiorana, mentre come secondo il locale propone orata su crema di patate e carciofi al timo.
Per chiudere, delicata mousee di mascarpone con salsa ai mirtilli.
Costo cena: 25 €

- Al "Bravo Caffè" di via Mascarella, Francesca Taverni propone "That's Musical" a partire dalle 23.


Serate musicali e Discoteche:

- Alla discoteca "Hobby One" si festeggia con musica, danza e (per le amanti del genere, oltre per chi volesse rifarsi un poco gli occhi) con i "California Dream Men".

- Al discopub "Corto Maltese" di via del Borgo di San Pietro, la serata vede Musica di vario genere con drink in omaggio per tutte le donne fino alle ore 23.


Serata a teatro:

- al Teatro "Arena del Sole" c'è lo spettacolo del bravissimo e geniale attore Ascanio Celestini intitolato "Pro Patria. Senza prigione, senza processi".

- Mentre presso il "Teatri di Vita" viene presentato lo spettacolo "La Scandalosa", tragedia di Pasolini per ricordare cosi' l'anniversario della nascita del maestro.


Questi sono solo alcuni esempi su come passare una serata in maniera diversa, ovviamente come sempre sono tantissime le opportunità di divertimento in Regione basta solo cercare bene tra le pagine dei vari web disponibili e decidedere per cio' che piu' piace.
Buon divertimento allora.

mercoledì 7 marzo 2012

Addio a Lucia Mannini. Morta anche l'ultimo membro dello storico "Quartetto Cetra"

Leggo ora l'articolo del quotidiano "Resto del Carlino" della scomparsa oggi, a 91 anni, della cantante Lucia Mannucci.
A molti giovani forse il nome di per sè non dirà nulla ma di certo qualcuno piu' maturo la ricorderà come la voce femminile del "Quartetto Cetra".
Questo "Quartetto" ha vissuto i suoi momenti d'oro a partire dagli anni '40 ed era formato da Felice Chiusano, Giovanni Giacobetti, Lucia Mannucci e Virgilio Savona (che oltre ad essere compagno artistico è stato anche marito di Lucia).
Con lei scompare l'ultimo elemento che componeva il gruppo e scompare inoltre una donna di classe e da una voce armoniosa.
Bologna perde cosi' nel giro di pochi giorni anche questa sua figlia artistica.
Non resta che dire anche lei: Ciao Lucia.


martedì 6 marzo 2012

Lezione di Estetica Seconda Parte: La Definizione di Arte.

La scorsa settimana (giorno 1 marzo) avevo scritto un post in cui dichiaravo che tra le tante funzioni del blog è presente anche quella dell'informazione verso il prossimo.
Avevo dunque deciso di riproporre dei miei vecchi appunti universitari delle lezioni di "Estetica" (corso frequentato nell'anno accademico 2000-2001 con il professore Fernando Bollino) dividendoli in quattro parti, che sono:

1) Definizione di Estetica;
2) Definizione di Arte;
3) Breve storia dell'Estetica;
4) Punti di vista di alcuni teorici.

Nella prima parte ci eravamo occupati di dare una definizione dell' Estetica, chiarendo inoltre a quale campo essa si applichi.
Il risultato è stato quello di comprendere che: l'Estetica è una scienza filosofica (il termine compare la prima volta verso la fine del '700 nell'opera del filosofo tedesco Baumgarten) che pone come oggetto di studio l'arte, il bello e la conoscenza sensibile.
Scritto cio', come già accennato in precedenza, passo quindi alla seconda parte di appunti in cui si tenta di porre l'attenzione sul campo in cui l'Estetica si applica ponendo di conseguenza una: Definizione di Arte.




LA DEFINIZIONE DI ARTE:

Appare chiaro che l'Estetica privilegia l'Arte come problema centrale.
Filosofi, poeti, letterati, scienziati di vario tipo (ad esempio psicologi e sociologi) hanno da sempre tentato di dare una risposta alla domanda "COSA E' L'ARTE ?"
Le risposte date a questa domanda sono state innumerevoli e ognuna è dipesa dal modo in cui si è affrontato il problema nella sua globalità.
Aprendo il dizionario o l'enciclopedia, alla parola arte, si legge:

Nel suo significato piu' ampio, qualsiasi attività umana fondata su accorgimenti tecnici e norme di condotta derivati dallo studio e dall'esperienza.
Per i greci (l'arte era la téchne) e per i Romani (arte detta ars) essa era prevalentemente indicata con l'abilità di operare manualmente.
Nel Medioevo si affermo' la differenza tra Arti liberali e Arti applicate sancendo cosi', per la prima volta nella storia, la distinzione tra gli aspetti tecnici e quelli invece piu' propriamente estetici.
Nel Rinascimento si supera anche questa distinzione e si fa dell'arte una creativa forma di conoscenza e di ricerca del bello.


All'arte si possono dunque applicare piu' definizioni date da piu' punti di vista.

Cio' che è chiaro è che l'Estetica privilegia l'Arte come punto e come problema centrale di partenza.
Alla domanda "Cosa è l'arte" i filosofi moderni risponderanno dunque in due modi diversi: nel primo caso daranno una risposta legata piu' al contenuto dichiarando che l'Arte è un modello che procede per schemi rigidi e razionali; nel secondo caso invece, proporranno una risposta legata al metodo in cui dichiareranno che l'Arte è comprensione filosofica che pone l'attenzione sull'esperienza.

Possedendo cosi' piu' risposte e piu' punti di vista (non solo dei filosofi ma anche da scienziati, dai poeti e dai letterati) si avranno di conseguenza delle pluralità di giudizi e di critiche che meritano di essere ascoltate in quanto ogni artista ha la propria riflessione sull'arte che viene definita in filosofia come: Poetica.
Abbiamo cosi' già tre prime definizioni che ruotano intorno all'arte:

1) POETICA: Riflessione dell'artista sull'arte;
2) ESTETICA: Riflessione dei filosofi sull'opera degli artisti;
3) CRITICA: I critici sono coloro che si occupano di valutare le opere e di dare loro un giudizio.

CROCE E IL BREVIARIO DI ESTETICA:

Tra i tanti personaggi che hanno tentato di definire l'arte, nel campo storico e filosofico, vi è stato anche BENEDETTO CROCE.
Nell' opera "Breviario di Estetica" del 1912, si occupa già dal primo capitolo della definizione di arte.
Scrive Croce:

Alla domanda "cosa è l'arte ?" si potrebbe rispondere che "l'arte è cio' che tutti sanno cosa è".
Se non si sapesse cosa essa sia, allora non si potrebbe neanche porre la domanda poichè ogni domanda comporta  una certa notizia della cosa di cui ci si occupa...

Per definire l'arte Croce usa quindi un procedimento particolare definito "Viam Negationis", ovvero definire prima cosa l'arte non è  per arrivare cosi' a cio' che l'arte è.
Tra queste definizioni di cosa "l'arte non è", Croce ne pone 4 e dice:

L'arte non è un fatto: 1) Fisico (non consiste in colori o suoni o in cose fisiche);
                                  2) Utilitaristico (l'arte è autonoma non segue scopi pratici);
                                  3) Morale;
                                  4) Logico (pur essendo atto conoscitivo l'arte non ha in se' nessun carattere di
                                                    conoscenza concettuale).

In questa via percorsa al contrario (quella di negare cio' che l'arte è), Croce arriva alla fine a comprendere cosa l'arte è (almeno secondo il suo punto di vista) scrivendo che:

L'Arte è Intuizione ed Espressione lirica del sentimento.

L'intuizione è l'unità indifferenziata della percezione del reale e della semplice immagine del possibile.
Ogni vera intuizione e' Espressione (immagine interiore del proprio sentimento).
L'opera d'arte è quindi, secondo Croce, sempre interna e mai esterna.




CONCLUSIONE:

Non si puo dare una vera e propria definizione di Arte in quanto è un concetto che si apre a molte risposte e a molte domande (ognuna delle quali non è per forza giusta o sbagliata) in ogni campo (dalla filosofia alla scienza).
Spetta ai critici occuparsi della materia ma devono farlo tenendo sempre la propria mente aperte ad ogni possibile risultato finale.
Nella pratica come nella teoria, parlando di cio' che ruota intorno al concetto di arte, occorre quindi non avere pregiudizi di alcun tipo.
I pregiudizi precludono infatti alla chiusura del giudizio che ruota intorno all'Arte.


Nella prossima settimana proporro' la terza parte di appunti che pone uno sguardo veloce sulla Storia dell'Estetica.


Le fonti che ho riportato sono:

Enciclopedia Zanichelli, edizione di "Repubblica", anno 1995.
Fernando Bollino, Lezioni di Estetica, Clueb editore 1997.